Undici di mattina, sole…un po’ di mal di gola, mattinata interrotta dalle varie commissioni (…“Chiara, accompagnami alla concessionaria a ritirare la macchina di Andrea”, “Chiara, passa a prendere il pane”…) …smetto per un attimo di studiare storia, e so che me ne pentirò. Rimpiangerò di non avere rispettato il mio programma mattutino quando, fra due giorni, mi troverò con l’acqua alla gola ancor più di adesso. Ma l’impulso a scriverti è stato forte, incontenibile direi…ho provato ad ignorarlo e a continuare a cercare di scorgere importanti nozioni tra le righe scritte a mano, ma è stato inutile.A distrarmi è stato l’elefantino viola che mi hai regalato martedì: stupendo. Attaccato all’asta del ventilatore, con quelle zampette che anche se le stacchi subito tornano alla loro posizione, mi ha portata via…Sono stata finalmente bene l’altra sera, e forse parlarne ne sbiadirà persino la bellezza…ma è giusto che te lo dica: grazie…per essere venuta qui, per aver guardato con me le foto di un rito che ogni anno si ripete e la cui prima volta è legata a quell’estate a Rimini insieme, per aver diviso con me gli spaghetti, il riso e il pollo, per aver pacioccato la Martina, per il bel messaggio che mi hai mandato quella notte.Improvvisamente, alla luce della vicinanza di un mitico giorno come quello di domani, sorge in me spontanea e pulita la necessità di fare quel resoconto che tanto spesso ricorreva nei nostri diari di bambine.La mia vita, e la tua, e quella delle persone che a noi sono vicine sono cambiate, in questi sette anni, in maniera irreversibile e a tratti sconcertante. Penso ad una punto grigia e a delle facce che non si vedono più, a dei luoghi che ormai assumono significati del tutto diversi, a dei batticuori che non arrivano più per gli stessi motivi… quante volte ci siamo dette che avremo ricordato per sempre…io ricordo, e so che, nonostante tutti i cambiamenti, tutti i casini e tutti i “ma se”, anche tu ricordi.Mi mancano, è ovvio, certi momenti, certe facce, certi profumi di buono, di estate e di noi, ma non disdegno ciò che la vita mi ha portata ad essere oggi…forse solo avrei voluto che le nostre mamme avessero avuto un po’ meno ragione quando ci dicevano che troppe cose sarebbero cambiate.L’università, il lavoro, le ferie, gli amici e i fidanzati…rivoluzioni, capovolgimenti, mal di pancia allucinanti…No, non c’è un fine a ciò che sto scrivendo…sono parole alla rinfusa, che mi servono per comunicare, per scoppiare, per far uscire le parole più ovvie e più devastanti…In tutto questo lungo periodo, siamo state amiche (MIGLIORI amiche…Dio che bella parola), ci siamo confidate, raccontate, amate come si fa tra bambine, tra compagne di scuola, tra amiche di sempre e tra sorelle. Ma ci siamo anche fatte un gran male, con gesti che non ci sono stati, con parole che hanno ferito, con idee che non sono state capite e che forse non lo saranno mai… ma alla base di tutto questo non c’è stata solo una vita passata insieme, c’è stato di più…una parte profonda, a cui è impossibile dare un nome, ma che porto con me in ogni momento, mentre cammino per strada, mentre parlo con qualcuno, mentre sorrido…Mi sei mancata tanto e mi manchi tanto, perché alcune parti di noi non troveranno mai un sostituto adeguato, nemmeno dopo secoli di ricerche. Per questo nessuno sarà mai come te, nel bene e nel male, e se non torneranno certe sensazioni forti (anche se io non ci credo) o se torneranno in maniera diversa, tutto rimarrà comunque dentro il mio cuore, e non perderò mai la fiducia nella stupenda e unica sensazione che solo l’amicizia può dare e , in onore di ciò che siamo state per una vita, mi impegnerò sempre nell’insegnare quanto questa valga, sempre e comunque.
6 Luglio 2007
Undici di mattina, sole…un po’ di mal di gola, mattinata interrotta dalle varie commissioni (…“Chiara, accompagnami alla concessionaria a ritirare la macchina di Andrea”, “Chiara, passa a prendere il pane”…) …smetto per un attimo di studiare storia, e so che me ne pentirò. Rimpiangerò di non avere rispettato il mio programma mattutino quando, fra due giorni, mi troverò con l’acqua alla gola ancor più di adesso. Ma l’impulso a scriverti è stato forte, incontenibile direi…ho provato ad ignorarlo e a continuare a cercare di scorgere importanti nozioni tra le righe scritte a mano, ma è stato inutile.A distrarmi è stato l’elefantino viola che mi hai regalato martedì: stupendo. Attaccato all’asta del ventilatore, con quelle zampette che anche se le stacchi subito tornano alla loro posizione, mi ha portata via…Sono stata finalmente bene l’altra sera, e forse parlarne ne sbiadirà persino la bellezza…ma è giusto che te lo dica: grazie…per essere venuta qui, per aver guardato con me le foto di un rito che ogni anno si ripete e la cui prima volta è legata a quell’estate a Rimini insieme, per aver diviso con me gli spaghetti, il riso e il pollo, per aver pacioccato la Martina, per il bel messaggio che mi hai mandato quella notte.Improvvisamente, alla luce della vicinanza di un mitico giorno come quello di domani, sorge in me spontanea e pulita la necessità di fare quel resoconto che tanto spesso ricorreva nei nostri diari di bambine.La mia vita, e la tua, e quella delle persone che a noi sono vicine sono cambiate, in questi sette anni, in maniera irreversibile e a tratti sconcertante. Penso ad una punto grigia e a delle facce che non si vedono più, a dei luoghi che ormai assumono significati del tutto diversi, a dei batticuori che non arrivano più per gli stessi motivi… quante volte ci siamo dette che avremo ricordato per sempre…io ricordo, e so che, nonostante tutti i cambiamenti, tutti i casini e tutti i “ma se”, anche tu ricordi.Mi mancano, è ovvio, certi momenti, certe facce, certi profumi di buono, di estate e di noi, ma non disdegno ciò che la vita mi ha portata ad essere oggi…forse solo avrei voluto che le nostre mamme avessero avuto un po’ meno ragione quando ci dicevano che troppe cose sarebbero cambiate.L’università, il lavoro, le ferie, gli amici e i fidanzati…rivoluzioni, capovolgimenti, mal di pancia allucinanti…No, non c’è un fine a ciò che sto scrivendo…sono parole alla rinfusa, che mi servono per comunicare, per scoppiare, per far uscire le parole più ovvie e più devastanti…In tutto questo lungo periodo, siamo state amiche (MIGLIORI amiche…Dio che bella parola), ci siamo confidate, raccontate, amate come si fa tra bambine, tra compagne di scuola, tra amiche di sempre e tra sorelle. Ma ci siamo anche fatte un gran male, con gesti che non ci sono stati, con parole che hanno ferito, con idee che non sono state capite e che forse non lo saranno mai… ma alla base di tutto questo non c’è stata solo una vita passata insieme, c’è stato di più…una parte profonda, a cui è impossibile dare un nome, ma che porto con me in ogni momento, mentre cammino per strada, mentre parlo con qualcuno, mentre sorrido…Mi sei mancata tanto e mi manchi tanto, perché alcune parti di noi non troveranno mai un sostituto adeguato, nemmeno dopo secoli di ricerche. Per questo nessuno sarà mai come te, nel bene e nel male, e se non torneranno certe sensazioni forti (anche se io non ci credo) o se torneranno in maniera diversa, tutto rimarrà comunque dentro il mio cuore, e non perderò mai la fiducia nella stupenda e unica sensazione che solo l’amicizia può dare e , in onore di ciò che siamo state per una vita, mi impegnerò sempre nell’insegnare quanto questa valga, sempre e comunque.