Creato da: giampi1966 il 13/03/2006
Questo blog si propone di promuovere la politica come servizio e la coerenza dei politici con gli obbiettivi programmatici. Troppo spesso l'agire del politico è distante anni luce dal suo programma e da ciò che professa. Per poter rinascere la politica deve sapersi imporre alle varie pressioni e deve guardare lontano.

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Tag

 

Ultime visite al Blog

amistad.siempreamici.futuroierimaresogno67jigendaisukegiampi1966aliasnoveArianna1921marabertowiltuocognatino1allegri.frprefazione09acer.250cassetta2MAGNETHIKA
 

OGM NO GRAZIE

 

SE TI PIACE QUESTO BLOG VOTALO CLICCANDO NELL'ICONA SOTTOSTANTE

classifica siti

 

vota il blog

vota blog

 

Area personale

 

Qui sotto alcuni dei messaggi del blog che a mio parere meritano di essere letti. Ringrazio i visitatori che usufruendo di questa funzione dimostrano un approccio non superficiale al blog.

Mi raccomando date un'occhiata anche ai Tags

 

I MITICI INDIANI

 

IL VALORE DELLA LAICITA'

 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 86
 

EL PUEBLO UNIDO

 

Ultimi commenti

..anche perché non vedo alternative a contrastare la deriva...
Inviato da: maresogno67
il 07/01/2023 alle 17:56
 
Intanto spero che ora la salute sia ok, per il resto il...
Inviato da: jigendaisuke
il 02/01/2023 alle 19:13
 
Vi ringrazio per i molti messaggi, come vi avevo già detto...
Inviato da: giampi1966
il 02/01/2023 alle 16:12
 
Tutto ok?
Inviato da: jigendaisuke
il 20/09/2021 alle 04:00
 
:(
Inviato da: elyrav
il 22/07/2021 alle 08:22
 
 

CARMELA

carmela

 
 

BLOG DI SINISTRA

 

 

 
« La coerenza sta nei fatti Grazie Andrea Rivera »

Guerra Afgana

Post n°159 pubblicato il 02 Maggio 2007 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

L'imperialismo Usa nel pantano afghano
Sempre più difficile per Bush trovare una soluzione alla disfatta afghana
 

di Davide Margiotta
 
E´ recentissima la notizia della scarcerazione di Celine, la cooperante francese sequestrata dai resistenti afghani tre settimane fa inisieme ad altre quattro persone. Per la sua liberazione, i miliziani avevano chiesto il ritiro delle truppe francesi dall´Afghanistan. Probabilmente per ragioni elettorali, il candidato di centrodestra alle presidenziali di queste settimane, Sarkozy, si è detto favorevole ad un ritiro dei soldati francesi, senza peraltro precisare modi né tempi.
Chi è stato certamente più chiaro di lui è il ministro degli Esteri italiano, l´ineffabile Massimo D´Alema, durante la conferenza stampa seguita alla riunione dei ministri della Nato ad Oslo, quando ha affermato che l'impegno militare della Nato in Afghanistan non sarà di "breve periodo". Nella stessa occasione D´Alema ha anche annunciato che a maggio si recherà a Kabul ed Islamabad (capitale del Pakistan) per "dare una mano" alla preparazione del G8 di Postdam di fine maggio, al quale parteciperanno, non certo in qualità di Paesi più industrializzati, anche Afghanistan e Pakistan.
Il piano dei Paesi imperialisti impegnati in Afghanistan è quello di rafforzare il regime fantoccio di Karzai, cercando così di fiaccare la resistenza, animata sopratutto dall´occupazione straniera, nella speranza di alleggerire i costi militari. Per questo la riunione Nato ha individuato "la necessità di un forte impegno per rafforzare l'autonomia dell'Afghanistan in materia di sicurezza", attraverso l'addestramento delle forze locali.
 
Il governo Prodi e la guerra
Il governo dell´Unione ha il preciso mandato della borghesia di proseguire la guerra in Afghanistan, Paese strategicamente fondamentale nella competizione mondiale.
Il voto in parlamento sulle missioni militari è stato a questo proposito molto chiaro: al di là della retorica pacifista di alcuni partiti di governo, tutto l´arco parlamentare si è schierato con la propria borghesia e ha votato il rinnovo delle missioni coloniali (Iraq, Afghanistan, ma anche Africa e Balcani).
Un ordine del giorno proposto dal leghista Calderoli e modificato di comune accordo per poterlo votare tutti assieme è stato accolto da entrambi i poli della borghesia. In parole povere, si tratta di un ulteriore stanziamento di guerra di 488 milioni di euro e dell'invio in Afghanistan di nuovi mezzi aerei e terrestri da combattimento e di altre tre compagnie della brigata Sassari, per far fronte all´impiego più diretto delle truppe italiane contro i resistenti.
Per il senatore "ribelle" Turigliatto, che pure ha votato contro il singolo provvedimento, nemmeno questa ennesima prova della reale natura del governo Prodi è stata sufficiente a far venir meno la sua "fiducia critica". Poco dopo il voto è stato convocato il Consiglio supremo della difesa presieduto dal capo dello Stato Napolitano, per discutere "le modalità di attuazione dell'impegno assunto in parlamento". Impegno che si tradurrà nella partecipazione italiana all´intensificarsi della "offensiva di primavera" della Nato, che porterà a nuovi massacri di civili e scontri più duri con le forze della resistenza.
Anche per questo nulla è stato fatto per ottenere la scarcerazione di Hanefi Rahmatullah, il mediatore dell´operazione che ha portato alla liberazione di Mastrogiacomo, arrestato dai Servizi afghani. Emergency il 26 aprile ha chiuso ufficialmente i suoi tre ospedali afghani, in seguito ad una serie d´intimidazioni e di minacce ricevute da parte delle autorità (incluso l´arresto di Hanefi) allo scopo di espellere l´Ong dal Paese. Amrullah Saleh, capo dei servizi di sicurezza e della polizia, è arrivato a definire Emergency un´organizzazione "che sostiene i terroristi e addirittura i membri di Al Qaeda in Afghanistan". Nel comunicato stampa di Emergency del 26 aprile, si afferma che il governo Prodi ha volutamente trascurato i fatti che con ogni evidenza tendevano alla chiusura di Emergency, eliminando così un testimone scomodo ed indipendente in vista delle annunciate offensive contro i talebani da parte della coalizione militare internazionale di cui fa parte anche l'Italia.
 
La resistenza afgana e l´offensiva di primavera
L´aumento dello sforzo bellico è reso necessario dal rafforzamento della resistenza afghana, che controlla di fatto intere province, come Helmand, Paktia, Khost e Zabul.
Il fronte della resistenza è composito e non è più limitato ai soli talebani: da tempo è operativo un consiglio di guerra, esteso a diversi "signori della guerra", che all´inizio dell´invasione appoggiavano le truppe coloniali e venivano più elegantemente chiamati "mujaheddin". Tra i diversi gruppi troviamo il movimento di Gulbuddin Hekmatyar (vecchio amico di Washington ed ex ministro afgano), che gode di grande prestigio tra la popolazione. Anche alcune tribù pakistane, storicamente in lotta tra loro, come Wazirs e Dawar, si sono unite alla lotta di liberazione.
Questa ampia rete di alleanze ha permesso ai talebani di costituire il cosiddetto "stato islamico di Waziristan", in territorio pakistano, dotato di una propria amministrazione, un proprio sistema giudiziario (la Sharia), poliziesco e fiscale. E´ proprio questa nuova resistenza ad aver lanciato sotto un unico comando l´offensiva di primavera.
La crescente forza degli insorti è ben misurabile dal cambio di strategia: se prima gli attacchi partivano dalle basi in Pakistan, adesso l´obiettivo è quello di consolidare delle basi in territorio afghano, forti dell´appoggio popolare, come dimostrato dal recente episodio di Khost, quando sono stati uccisi da un attacco aereo Nato tredici ribelli che avevano attaccato la sede dell'amministrazione distrettuale di Alishar. Per arginare il dilagare della resistenza, anche la Nato ha lanciato la propria offensiva di primavera iniziata, di fatto, ai primi di marzo con l´avvio dell´operazione Achille.
La popolazione locale ha manifestato in diverse occasioni contro la brutalità delle operazioni Nato, sulle quali spicca la strage compiuta il cinque marzo lungo l´autostrada che collega Tokhar con Jalalabad, quando i soldati Usa uccisero almeno sedici civili. Il loro convoglio, dicono, era stato attaccato da un attentatore suicida ma tutte le testimonianze parlano di pura e semplice rappresaglia contro malcapitati civili e di corse sull'autostrada sparando a qualsiasi cosa si muovesse. Purtroppo non esistono prove visive dell´accaduto, poiché le truppe occupanti hanno distrutto il materiale che i reporter di Associated Press avevano girato.
Le operazioni delle forze afghane del fantoccio Karzai e della Nato proseguono senza che i mass-media borghesi se ne occupino più di tanto, come vuole la censura sciovinista in tempo di guerra.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Vai alla Home Page del blog