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il vecchio prof

«Quando miro in cielo arder le stelle; Dico fra me pensando: A che tante facelle? Che fa l’aria infinita, e quel profondo Infinito seren? che vuol dir questa Solitudine immensa? ed io che sono?»

LETTERA A DANTE

 

AREA PERSONALE

 
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Allora quando il lavoro è finito

(e, magari, sembra averci ammazzati per non lasciar più spazio altro che per il sonno e magari neppure per quello);

quando ci si alza dai tavoli delle cene perché gli amici non bastano più;

quando non basta più nemmeno la figura della madre (con cui, magari s'è ingaggiata, scientemente o incoscientemente, una silenziosa lotta o intrico d'odio e d'amore)

e si resta lì, soli, prigionieri senza scampo, dentro la notte che è negra come il grembo da cui veniamo e come il nulla verso cui andiamo,

comincia a crescere dentro di noi un bisogno infinito e disperante di trovare un appoggio, un riscontro;

di trovare un "qualcuno"; quel "qualcuno" che ci illuda, fosse pure per un solo momento, del poter distruggere e annientare quella solitudine;

di poter ricomporre quell'unità

lacerata e perduta.


G.Testori

su L'Espresso 1975

 

LA GOCCIA

 

 

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Dialogo (immaginario) sulla noia tra Moravia e Leopardi

Post n°63 pubblicato il 22 Febbraio 2013 da frattale58

 

Moravia: Per quanto io mi spinga indietro negli anni con la memoria, 
              ricordo di aver sempre sofferto della noia.

Leopardi: La noia è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani ...

Moravia: Ma bisogna intenderci su questa parola. 
              Per molti la noia è il contrario del divertimento;
              e divertimento è distrazione, dimenticanza.
              Per me invece, la noia non è il contrario del divertimento;
              potrei dire, anzi, addirittura, che per certi versi essa rassomiglia
              al divertimento in quanto, appunto, provoca distrazione
              e dimenticanza, 
              sia pure di un genere molto particolare.

Leopardi: La noia è il non poter essere soddisfatto da alcuna cosa terrena ,
               né, per dir così dalla terra intera, considerare l'ampiezza inestimabile
               dello spazio,
              il numero e la mole meravigliosa dei mondi, e trovare che tutto
              è poco e piccino alla capacità dell'animo proprio; immaginarsi il numero
              dei mondi infinito, e l'universo infinito, e sentire che l'animo
              ed il desiderio nostro sarebbe ancora più grande che sì fatto universo; 
              e sempre accusare le cose d'insufficienza e di nullità,
             e patire mancamento e voto ....

Moravia: Anche per me la noia  è propriamente una specie di insufficienza
              e inadeguatezza o scarsità della realtà. 
             
Per adoperare una metafora, la realtà, quando mi annoio,
              mi ha sempre fatto l'effetto sconcertante che fa una coperta
              troppo corta, ad un dormiente, in una notte d'inverno:
              la tira sui piedi e ha freddo al petto,
              la tira sul petto e ha freddo ai piedi;
              e così non riesce mai a prender sonno veramente.

             Oppure, un altro paragone, la mia noia rassomiglia all'interruzione
             frequente e misteriosa della corrente elettrica di casa:
             un momento tutto è chiaro ed evidente, qui sono le poltrone, lì i divani,
             più in là gli armadi, la consolle, i quadri, i tendaggi, i tappeti, le finestre,
             le porte; un momento dopo non c'è più che buio e vuoto.

             Oppure, un terzo paragone, la mia noia potrebbe essere definita
             una malattia degli oggetti, consistente in un avvizzimento o perdita d
             i vitalità quasi repentina; come a vedere in pochi secondi
             per trasformazioni successive e rapidissime,
             un fiore passare dal boccio all'appassimento e alla polvere ...

Leopardi: ... e però la noia, pare a me il maggior segno di grandezza 
               e nobiltà, che si veggia nella natura umana.
              perciò la noia è poco nota agli uomini di nessun momento
              e pochissimo o nulla agli altri animali"

Moravia: Poco propriamente si dice che la noia è mal comune . 
              Comune è l'essere disoccupato, o sfaccendato, per dir meglio;
                                                non annoiato.
              La noia non è se non di quelli in cui lo spirito è qualche cosa.
              Più può lo spirito in alcuno, più la noia è frequente, penosa e terribile.


(da La Noia di Moravia e LXVII e LXVIII Zibaldone di Leopardi )

 Com'è evidente che non ci basta niente se non l'infinito...
... e che la realtà è solo segno dell'infinito!
Perchè allora fermarsi al segno?
.. e patire la noia rifiutando di andare oltre ..

 
 
 
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...per certa gente

è serio il problema dei soldi,

è serio il problema dei figli,

è serio il problema

dell'uomo e della donna,

è serio il problema della salute,

è serio il problema politico:

tutto è serio

eccetto la vita.

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Chiedete a un padre

se il miglior momento

non è quando i suoi figli

cominciano ad amarlo

come uomini,

lui stesso, come uomo,

liberamente,

gratuitamente....

quando i suoi figli

cominciano a diventare uomini

.... E lui stesso, lo trattano

come un uomo libero..

Peguy

 

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