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Mille lire un euro...Il dopo festa...


Mille lire un euro.   Il dì di festa è finito. Osservare prima della sua fine le persone che cercano, non si sa cosa, forse un vago divertimento spendendo denaro presso gli ambulanti del tempio, è deprimente. Più spendono e più si sentono potenti. Poi finito il rituale festaiolo ritornano a casa abbuffati, stanchi e frastornati da un senso di vuoto alla testa per l’ennesima fregatura: portafoglio più vuoto e animo stagnante. Conoscenze nuove? Zero. Le solite frasi di rito con i familiari e con gli amici da compagnia. Nessuna emozione se non quella masochistica d’essere ricaduti nel rituale alienante del dì di festa. Il bambino che piange e i genitori isterici che fanno piangere ancora di più il bambino. Lui povero innocente sta entrando nel meccanismo perverso del rito festaiolo; lui che magari avrebbe voluto soltanto giocare con i suoi genitori o con altri bambini. Relazioni zero. Si ritorna a casa con faccia tosta di esclamare: - stanchi ma abbiamo passato una bella giornata - sapendo di mentire spudoratamente a se stessi.Lo spirito non si nutre di queste cose, con esse appassisce. Poche sono le persone che si preparano un bel picnic a casa e magari se ne vanno per monti o al mare alla ricerca di posti solitari, dove respirare a pieni polmoni la natura condividendola con amici e parenti; fuori dalla mischia che illude d’essere insieme. I media t’inducono alla vacanza caotica, spendere denaro in benzina, ristoranti o affini. Il denaro gira e lo Stato è felice. Domani si lavorerà per accumulare denaro da spendere alla prossima Domenica, alla prossima festa religiosa o laica. Il diritto al riposo non è il dovere di ridare ciò che hai guadagnato durante la settimana o il mese ai mercanti del tempio. Mille lire un euro. I governi hanno fatto finta di non capire. Ora sono lacrime per tutti.E ancora nessun ente governativo va a controllare le megatruffe dei mercanti del tempio. Mille lire un euro.Questo è l’esempio della classica famiglia media.Pensiamo ai giovani per un attimo! Loro sono apparentemente non conformi a queste norme festaiole, ma molti ci cascano pure loro. Tutti anticonformisti, ma che festa è senza la birra in mano, la coca cola, il superalcolico o la canna di turno? Mille lire un euro. Una canna solo dieci euro (quando va bene). Dieci euro ventimila lire…con i soldi di mamma e papà. Loro che si credono diversi, che non si fanno fregare dal consumismo ci cascano peggio di altri. C’è una serata in discoteca, dove, per sentirsi sopra la massa consumistica, entrano inseriti in liste e poi pagano magari poco all’entrata (cinque euro, la donna non paga…cinque euro diecimila lire) per poi spendere, quando va bene, sino a 50 euro fra superalcolici e affini. Poi la cannetta…10 euro ventimila lire. E poi esclamare: - che bella serata abbiamo passato - prendendosi in giro come i vetusti genitori che hanno speso tutto per ristoranti e affini. Bella giornata. Bella serata. Un euro mille lire, più fegato grasso per i genitori e neuroni intossicati ai giovani per le divagazioni alternative per strada, per pub, per discoteca, in comitiva magari con una bella chitarra in mano che fa sentire cool, ma col veleno che gira in corpo. Mille lire un euro.(DES)