Vento in faccia alzo le bracciapronto a ricevere il soleAlla Bandabardo' rubo l'incipit a questa mia cronaca asiatica. Giusto perche'ieri passeggaindo per le stradine nei dintorni ddi Belaga mi sono sorpreso a cantare tra me e me per la gioia di essere qui in questo momento.Anche oggi sulla piccola piroga con cui sono andato in giro per longhouse, con il vento che mitigava il calore rovente del sole, era giornata da cantare! Ora sono del colore dell'aragosta ma ne valeva la pena.Ho visitato tre villaggi di tre etnie diverse, ho scoperto che il fiume e' di questo colore terroso per via della gigantesca diga che stanno costruendo a monte, chee, sempre a causa di questa diga quasi tutti i pesci del Rejaang sono morti e che migliaia di persone hanno dovuto lasciare i loro villaggi ancestrali. Ma si sa, e' la civilta' che avanza e non c'e' pesce o selvaggio che tenga! Ho scoperto che i villaggi costituiti per lo piu' da due file di longhouse hanno fino a 300 abitanti e che tra una lomghouse e l'altra c'e' sempre un campo da calcio. E una chiesa che' a quanto pare sono cristiani fors'anche cattollici (altro segno della civilta' incombente!). Che l'ospitalita' e' inversamente proporzionale alla ricchezza (ma questo gia' lo sapevo), che a portare le caramelle ai bambini e' veramente deprimente (e anche questo lo sapevo ma la guida me lo ha imposto), che il sole brucia (pure questo lo sapevo ma tutti glli anni e' la stessa storia!).E' infine con un po' di amarezza ho avvertito che il viaggio volge al termine. E' una sensazione che provo allorquando tutto e' ormai scritto. Da un po' di giorni sono cosa faro nella prossima settimana, sono dove andro' e come ci andro'.Viaggio finito, snervante attesa di un aereo di ritorno.E invece oggi mi sono ricordato che nulla e' scritto, tutto e' sovvertibile. Domani niente barca per ripercorre il fiume seguendo il suo corso naturale. Domani si chiudera' un percorso circolare senza tornare si orme gia' calcate. Quattro ore di jeep nella foresta del Borneo e poi un piccolo bimotore mi portera' (e lo spero vivamente!) a Kuching. Con il guaaadagno di un giorno sulla tabella di marcia che mi pareva gia' scritta.Poi si vedra'Selamat malamNilu
Vento in faccia ...
Vento in faccia alzo le bracciapronto a ricevere il soleAlla Bandabardo' rubo l'incipit a questa mia cronaca asiatica. Giusto perche'ieri passeggaindo per le stradine nei dintorni ddi Belaga mi sono sorpreso a cantare tra me e me per la gioia di essere qui in questo momento.Anche oggi sulla piccola piroga con cui sono andato in giro per longhouse, con il vento che mitigava il calore rovente del sole, era giornata da cantare! Ora sono del colore dell'aragosta ma ne valeva la pena.Ho visitato tre villaggi di tre etnie diverse, ho scoperto che il fiume e' di questo colore terroso per via della gigantesca diga che stanno costruendo a monte, chee, sempre a causa di questa diga quasi tutti i pesci del Rejaang sono morti e che migliaia di persone hanno dovuto lasciare i loro villaggi ancestrali. Ma si sa, e' la civilta' che avanza e non c'e' pesce o selvaggio che tenga! Ho scoperto che i villaggi costituiti per lo piu' da due file di longhouse hanno fino a 300 abitanti e che tra una lomghouse e l'altra c'e' sempre un campo da calcio. E una chiesa che' a quanto pare sono cristiani fors'anche cattollici (altro segno della civilta' incombente!). Che l'ospitalita' e' inversamente proporzionale alla ricchezza (ma questo gia' lo sapevo), che a portare le caramelle ai bambini e' veramente deprimente (e anche questo lo sapevo ma la guida me lo ha imposto), che il sole brucia (pure questo lo sapevo ma tutti glli anni e' la stessa storia!).E' infine con un po' di amarezza ho avvertito che il viaggio volge al termine. E' una sensazione che provo allorquando tutto e' ormai scritto. Da un po' di giorni sono cosa faro nella prossima settimana, sono dove andro' e come ci andro'.Viaggio finito, snervante attesa di un aereo di ritorno.E invece oggi mi sono ricordato che nulla e' scritto, tutto e' sovvertibile. Domani niente barca per ripercorre il fiume seguendo il suo corso naturale. Domani si chiudera' un percorso circolare senza tornare si orme gia' calcate. Quattro ore di jeep nella foresta del Borneo e poi un piccolo bimotore mi portera' (e lo spero vivamente!) a Kuching. Con il guaaadagno di un giorno sulla tabella di marcia che mi pareva gia' scritta.Poi si vedra'Selamat malamNilu