Alla fine siamo riusciti a giungere alla meta principale di questo viaggio. Meta taciuta ad alcuni per evitare inutili preoccupazioni. Si tratta del monte Kinabalu che con i suoi 4095 m. costituisce la cima piu' alta del sud est asiatico. e per uno come me che questa regione l'ha girata in lungo e inlargo e' un po' come la ciliegina sulla torta (che tra l'altro a me non piace). A dire il vero mancherebbe una cosa per "santificare" al meglio il sud est, la discesa del Mekong dallo Yunnan al delta, ma questa e' un'altra storia.Rimaniamo in tema e continuiamo questa di storia. Son partito con l'idea fissa di questa saliita e appena arrivato alla Direzione del Parco ma l'hanno smontata immediatamente e senza possibilita' di replica. Full. Oggi? Domani? Dopodomani? No, per tutto il mese dimaggio. Occorre prenotare il rifugio almeno 3 mesi prima. E senza notte al rifugio, niente permesso per la cima.Vabbuo', nonostante tutto ( e per tutto intendo tutto) continuo ad essere ottimista. o almeno lo sono nei viaggi. Forse piu' che di ottimismo si tratta di piena fiducia nella disorganizzazione asiatica. quello che ora non si puo' fare, magari tra due minuti e' possibile.Ci mettiamo allora nella waiting list per il giorno successivo. Siamo e secondi, prima di noi due ragazze francesi. E di queste due ragazze si tornera' a parlare piu' avanti.Al mattino dopo di buonora (si fa per dire perche' sono gia' le otto) ci presentiamo alla direzione del Parco giusto in tempo per sentirci dire che nessuno ha dato disdetta. Ci dico di riprivare alle nove.E qui apro una parentesi sull'ottimismo a buon mercato. Saro' ottimista ma e' gia' dalla sera prima che mi sono messo il cuore inpace. E mi e' anche passata la voglia di sbattermi per una salita che si preannuncia faticosa. Alle otto ho quindo la certezza di non salire. Alle nove ne ho la conferma.Svuotiamo gli zaini preparati per "l'impresa" (anche se la vera impresa e' prenotare il rifugio) e appena siamo pronti pre partire (cioe' andarcene via), la ragazza della Reception ci chiama e ci dice che si sono liberati due posti. A dire il vero spetterebbe alla due francesi, ma:1) le francesi non ci sono:2) la tipa chiama noi:3) le francesi sono gia' in lista per il giorno dopo, ma soprattutto4) che c'e' ne frega delle francesi e della grandeur francese.Ri-preparimao frettolosamente gli zaini, ci aggreghiamo a una coppia neozelandese per dividere il costo dell guida (obbligatoria ma non necessaria, infatti faremo tutto da soli), paghiamo il permesso per la salita e balziamo sul minibus per Timpothon Gate (1866 m.) dove inzia il lungo sentoero per il Kinabalu.Semplice no? Botta di culo e via.Mica tanto perche' nel frattempo arrivano le francesi e .....FINE PRIMA PARTE
Da 0 a 4096 (prima parte)
Alla fine siamo riusciti a giungere alla meta principale di questo viaggio. Meta taciuta ad alcuni per evitare inutili preoccupazioni. Si tratta del monte Kinabalu che con i suoi 4095 m. costituisce la cima piu' alta del sud est asiatico. e per uno come me che questa regione l'ha girata in lungo e inlargo e' un po' come la ciliegina sulla torta (che tra l'altro a me non piace). A dire il vero mancherebbe una cosa per "santificare" al meglio il sud est, la discesa del Mekong dallo Yunnan al delta, ma questa e' un'altra storia.Rimaniamo in tema e continuiamo questa di storia. Son partito con l'idea fissa di questa saliita e appena arrivato alla Direzione del Parco ma l'hanno smontata immediatamente e senza possibilita' di replica. Full. Oggi? Domani? Dopodomani? No, per tutto il mese dimaggio. Occorre prenotare il rifugio almeno 3 mesi prima. E senza notte al rifugio, niente permesso per la cima.Vabbuo', nonostante tutto ( e per tutto intendo tutto) continuo ad essere ottimista. o almeno lo sono nei viaggi. Forse piu' che di ottimismo si tratta di piena fiducia nella disorganizzazione asiatica. quello che ora non si puo' fare, magari tra due minuti e' possibile.Ci mettiamo allora nella waiting list per il giorno successivo. Siamo e secondi, prima di noi due ragazze francesi. E di queste due ragazze si tornera' a parlare piu' avanti.Al mattino dopo di buonora (si fa per dire perche' sono gia' le otto) ci presentiamo alla direzione del Parco giusto in tempo per sentirci dire che nessuno ha dato disdetta. Ci dico di riprivare alle nove.E qui apro una parentesi sull'ottimismo a buon mercato. Saro' ottimista ma e' gia' dalla sera prima che mi sono messo il cuore inpace. E mi e' anche passata la voglia di sbattermi per una salita che si preannuncia faticosa. Alle otto ho quindo la certezza di non salire. Alle nove ne ho la conferma.Svuotiamo gli zaini preparati per "l'impresa" (anche se la vera impresa e' prenotare il rifugio) e appena siamo pronti pre partire (cioe' andarcene via), la ragazza della Reception ci chiama e ci dice che si sono liberati due posti. A dire il vero spetterebbe alla due francesi, ma:1) le francesi non ci sono:2) la tipa chiama noi:3) le francesi sono gia' in lista per il giorno dopo, ma soprattutto4) che c'e' ne frega delle francesi e della grandeur francese.Ri-preparimao frettolosamente gli zaini, ci aggreghiamo a una coppia neozelandese per dividere il costo dell guida (obbligatoria ma non necessaria, infatti faremo tutto da soli), paghiamo il permesso per la salita e balziamo sul minibus per Timpothon Gate (1866 m.) dove inzia il lungo sentoero per il Kinabalu.Semplice no? Botta di culo e via.Mica tanto perche' nel frattempo arrivano le francesi e .....FINE PRIMA PARTE