Ora ho chiuso gli occhi. E’ da poco più di un anno che Giulio lavora per questa ONG.Ha sempre ingoiato tutto, ha sempre digerito suo malgrado, è stato male e si è incazzato, ma ha sempre tenuto tutto dentro. All’esterno nulla appariva del suo disagio.Ma stavolta l’ha combinata grossa.Per usare una frase tanto volgare quanto rappresentativa della realtà “stavolta ha pisciato fuori dal vaso”. E guarda felice il laghetto da lui medesimo prodotto! Un piccolo salto ed è fatta. E’ iniziato tutto qualche mese fa.Un bando di concorso per un progetto irriguo nel Sahel, il suo capo che lo spronava e lo inviava dritto nella capitale ad approfondire l’idea progettuale. E gli piaceva, cazzo se gli piaceva. Non era il solito barrage per fermare un po’ d’acqua per qualche microscopico villaggetto.No, stavolta si andava alla grande. Si portava l’acqua ad un’intera regione del nord est del Senegal. Un lavoro grande che coinvolgeva tutti i suoi colleghi: gli ingegneri, gli agronomi, i geologi, i contabili. Tutti proprio tutti. Era tornato a casa felice di fare finalmente qualcosa di utile, carico di idee come non lo era mai stato, desideroso di riscattare tutto il suo a volte (troppo) inutile lavoro e tutti i suoi viaggi a Roma a scaldare sedie in sostituzione del culo di qualcun altro.Un rapido colloquio con il capo e via a lavorarci su.Una porta che sbatte e via a lavorarci su, con un altro atteggiamento però.Ora tutto è diverso.Ma è più facile mentire a se stessi e andare avanti come se nulla fosse. Ancora una volta Ma mi decido o no? E via a lavorare, a progettare, a chiedere consulenze agli ingegneri sulla portata, agli agronomi sulla reale necessità di acqua del miglio, ai geologi sulla tenuta del terreno e ai contabili l’arduo compito di far quadrare i conti. E lui, al centro di tutto, a tirare giù il progetto definitivo.A renderlo vero, a dargli vita, a trasmettergli ogni grammo della sua voglia di creare un qualcosa di giusto, di utile e di giusto.E alla fine il progetto è pronto e inviato al vaglio del ministero.E’ fatta, ce l’ho fatta stavolta! Passa qualche mese e infine arriva la lettera ministeriale, progetto approvato! Si parte finalmente.Una volta arrivata l’acqua ai villaggi del comprensorio, una volta inviato il rendiconto finale al ministero e una volta recuperati i fondi dati a consuntivo, potrà partire anche lui.E arriva il grande giorno, tutto è realizzato. Solo più una piccola formalità: illustrare il progetto nella sua interezza alla seduta ministeriale con tutte le maggiori Ong riunite. Ora avverto la sua morbidezza che si trasforma in tensione Giulio arriva a Roma con una strana agitazione addosso.E’ inverno, fa freddo e tutti sono vestiti pesanti. Ma lui non se ne rende conto, anzi suda in continuazione, sembra febbricitante, è nervoso, sente i vestiti fradici sulla schiena. Si sente staccato dalla realtà, gli sembra di volare qualche metro dal suolo. Non per superbia, ma per la certezza di appartenere a un altro mondo, di vivere in un’altra realtà.Sbaglia strada, non trova l’albergo. Prova con un doccia quando alla fine trova l’albergo. Si rimette addosso i vestiti sudati, prova a riposare un po’ e poi si avvia al ministero.Concentrato sulla sua esposizione non sente nulla di quanto dicono quelli prima di lui, non vede l’ora di parlare e di togliersi quello che ormai è più un fastidio che una gioia.Finalmente gli viene data la parola: “…… e ora il Signor Giulio della ONG Xxx ci illustrerà un’importante realizzazione irrigua nel Sahel!”Con una mano sul microfono e con la mente a ritroso a rivivere tutte le angherie subite e le menzogne che è stato costretto a raccontare Giulio esordisce tremante con una risata isterica che gli sale dal più profondo della gola: “ il progetto irriguo della ONG Xxx non è mai stato realizzato!! tutto è finto! realizzato per rubare soldi allo Stato …. è non è l’unico….”Non ha tempo di finire la frase che gli stati generali di Xxx lo trascinano via in un delirio di urla da parte sua e di scuse da parte loro.“Chiariremo tutto! spiegheremo tutto!” Ebbene si. Giulio ora ne era certo.Lui non avrebbe mai visto quello per cui tutta la vita aveva lottatoGiulio non avrebbe mai visto l’Africa …… Incredulo per quante cose gli erano passate per la mente nella frazione di tempo intercorsa tra il salto e la tensione della corda.Giulio pendeva dalla trave della stanza, l’Africa era lontana.La sua vendetta solo un delirio di morte.
The Hanged garden
Ora ho chiuso gli occhi. E’ da poco più di un anno che Giulio lavora per questa ONG.Ha sempre ingoiato tutto, ha sempre digerito suo malgrado, è stato male e si è incazzato, ma ha sempre tenuto tutto dentro. All’esterno nulla appariva del suo disagio.Ma stavolta l’ha combinata grossa.Per usare una frase tanto volgare quanto rappresentativa della realtà “stavolta ha pisciato fuori dal vaso”. E guarda felice il laghetto da lui medesimo prodotto! Un piccolo salto ed è fatta. E’ iniziato tutto qualche mese fa.Un bando di concorso per un progetto irriguo nel Sahel, il suo capo che lo spronava e lo inviava dritto nella capitale ad approfondire l’idea progettuale. E gli piaceva, cazzo se gli piaceva. Non era il solito barrage per fermare un po’ d’acqua per qualche microscopico villaggetto.No, stavolta si andava alla grande. Si portava l’acqua ad un’intera regione del nord est del Senegal. Un lavoro grande che coinvolgeva tutti i suoi colleghi: gli ingegneri, gli agronomi, i geologi, i contabili. Tutti proprio tutti. Era tornato a casa felice di fare finalmente qualcosa di utile, carico di idee come non lo era mai stato, desideroso di riscattare tutto il suo a volte (troppo) inutile lavoro e tutti i suoi viaggi a Roma a scaldare sedie in sostituzione del culo di qualcun altro.Un rapido colloquio con il capo e via a lavorarci su.Una porta che sbatte e via a lavorarci su, con un altro atteggiamento però.Ora tutto è diverso.Ma è più facile mentire a se stessi e andare avanti come se nulla fosse. Ancora una volta Ma mi decido o no? E via a lavorare, a progettare, a chiedere consulenze agli ingegneri sulla portata, agli agronomi sulla reale necessità di acqua del miglio, ai geologi sulla tenuta del terreno e ai contabili l’arduo compito di far quadrare i conti. E lui, al centro di tutto, a tirare giù il progetto definitivo.A renderlo vero, a dargli vita, a trasmettergli ogni grammo della sua voglia di creare un qualcosa di giusto, di utile e di giusto.E alla fine il progetto è pronto e inviato al vaglio del ministero.E’ fatta, ce l’ho fatta stavolta! Passa qualche mese e infine arriva la lettera ministeriale, progetto approvato! Si parte finalmente.Una volta arrivata l’acqua ai villaggi del comprensorio, una volta inviato il rendiconto finale al ministero e una volta recuperati i fondi dati a consuntivo, potrà partire anche lui.E arriva il grande giorno, tutto è realizzato. Solo più una piccola formalità: illustrare il progetto nella sua interezza alla seduta ministeriale con tutte le maggiori Ong riunite. Ora avverto la sua morbidezza che si trasforma in tensione Giulio arriva a Roma con una strana agitazione addosso.E’ inverno, fa freddo e tutti sono vestiti pesanti. Ma lui non se ne rende conto, anzi suda in continuazione, sembra febbricitante, è nervoso, sente i vestiti fradici sulla schiena. Si sente staccato dalla realtà, gli sembra di volare qualche metro dal suolo. Non per superbia, ma per la certezza di appartenere a un altro mondo, di vivere in un’altra realtà.Sbaglia strada, non trova l’albergo. Prova con un doccia quando alla fine trova l’albergo. Si rimette addosso i vestiti sudati, prova a riposare un po’ e poi si avvia al ministero.Concentrato sulla sua esposizione non sente nulla di quanto dicono quelli prima di lui, non vede l’ora di parlare e di togliersi quello che ormai è più un fastidio che una gioia.Finalmente gli viene data la parola: “…… e ora il Signor Giulio della ONG Xxx ci illustrerà un’importante realizzazione irrigua nel Sahel!”Con una mano sul microfono e con la mente a ritroso a rivivere tutte le angherie subite e le menzogne che è stato costretto a raccontare Giulio esordisce tremante con una risata isterica che gli sale dal più profondo della gola: “ il progetto irriguo della ONG Xxx non è mai stato realizzato!! tutto è finto! realizzato per rubare soldi allo Stato …. è non è l’unico….”Non ha tempo di finire la frase che gli stati generali di Xxx lo trascinano via in un delirio di urla da parte sua e di scuse da parte loro.“Chiariremo tutto! spiegheremo tutto!” Ebbene si. Giulio ora ne era certo.Lui non avrebbe mai visto quello per cui tutta la vita aveva lottatoGiulio non avrebbe mai visto l’Africa …… Incredulo per quante cose gli erano passate per la mente nella frazione di tempo intercorsa tra il salto e la tensione della corda.Giulio pendeva dalla trave della stanza, l’Africa era lontana.La sua vendetta solo un delirio di morte.