don't come knoking

Pioggia e gelo


Antanarivo mi accoglie pių o meno come avevo previsto che non é come mi sarei aspettato 15 giorni fa quando del Madagascar sapevo solo che era un isola in fondo all'Africa a destra. Intendo dire che l'immagine che avevo era di un isola calda e piena di sole. Poi documentandomi un po' mi sono reso conto che la realta' era un'altra. Infatti entrando ieri sera in Antananarivo ho la conferma che qui a circa 1300 m sul livello del mare fa frescolino, anche se siamo in Africa affacciati sull'Oceano Indiano! Una leggera pioggerellina completa il tutto. Un buon albergo con un po' di spifferi alla porta, una notte di riposo e siamo pronti per un primo giro in citta' Antananarivo č grande, pių di un milione di abitanti dicono, si respira pero' aria di paese; di un tranquillo paesone coloniale francese. Le molte palazzine di epoca coloniale unite alla lingua francese parlata praticamente da tutti mi fanno fare un salto indietro nel tempo: uomini in panama bianco, Indocina, Africa Francofona ... un'epoca passata (per fortuna) la cui atmosfera ancora una volta mi dispiaccio di non aver vissuto. Solite menate da turista: visita alla citta' vecchia, al palazzo reale, al museo reale, al mercato. Elian la guida che ci accompagnato nostro malgrado per le vie della citta' alta, ci ha introdotti in sentierini poco battuti in mezzo alle case abbarbicate alla collina che domina la citta'. Sicuramente la parte pių interssante della giornata. In tutto questo nostro peregrinare non c'e' neanche stato il tempo di mangiare: ci avviciniamo alla seconda notte in terra malgascia e non abbiamo ancora mangiato un pasto locale ..... mi sa che stasera e' la volta buona ... zebu' aspettaci!