Sono tanti i titoli che vorrei dare a questa pagina perche' tante sono le cose successe in queste ultime ore. Il primo titolo previsto era "'400 gr." in onore della prima bisteccona da quattro etti di zebu' che mi sono mangiato ieri sera! Poi stamattina il titolo é dventato "i tre volti del Madagascar" perché in pochi km mi sono passati davanti agli occhi tre diversi aspetti di questa grande isola: la città di Atananarivo e la sua aria da paesone coloniale di cui si é parlato ieri, i suoi sobborghi tipici di una grande citta' che attira nelle sue braccia una moltudine di gente dalla campagna con la promessa della fortuna e poi respinge nelle se periferie a sopravvivre da disperati e infine gli altipiani dove poca gente sparpagliata nell'immenso vive una vita povera ma nello stesso tempo dignitosa. Ho viaggiato per un centinaio di km negli altipiani del Madagascar centrale e ho visto un paesaggio spledido di colline di terra rossa a perdersi all'infinito verso i quattro punti cardinali. Terre disboscate e erose dalle acque, piccoli villaggi con casette di mattoni e intonacate di argilla rossa, risaie a terrazzi ovunque si potesse strappare un po' di terreno alle montagne circostani, lente carovane di carri trainite da lentissili zebu', banchetti improvvisati lungo la strada con poche verdure in vendita e un po' di frutta (banane, ananas e avocadi), spaccapietre che a suon di martellate creavano piccoli cubetti di pietra per pavimentare strade nelle citta', bambini che nelle loro divise verdi camminavano verso la più vuicina scuola che il piu' delle volte vicina non è, bambini che giocherellavano senza neanche sapere cosa é una scuola, file di persone che tornavano dai mercati in direzione dei loro sperduti villaggi. Ma si il titolo giusto per questi rossi altipiani é sicuramente "Le terre rosse". Poi, dopo una decine di km su una pista disastrata, l'arrivo ad un piccolo villaggio dietro il quale si apriva ai nostrei occhi una cascata di una ventina di metri Tutto lasciava pensare quel piccolo fiumicciattolo tranne che proprio li dietro l'ultima casa del villaggio si trasformasse in un autentico prodigo della natura. E allora il titolo non puo' che essere un banale "Bello Bello Bello" perché é cosi' che il giorno é passato via. Ma non é tutto qui. Una passeggita sulla rive del Lago Itacy, le sue succulenti anguille mangiate in un ristorantino sul lungo lago, la visita a un parco dove parecchie specie di lemuri in semi cattività (parco privato invenzione dei soliti giapponesi) si lasciavano avvicinare a pochi centimetri. Apprezzeremo di più i lemuri selvaggi dei veri parchi ma in quanto a foto ci siamo tolti la voglia. Quelli selvaggi pare non amino molto le fotografie! Domani cambia musica. Aereo per Tulear al Sud. Sul mare.
Bello! Bello! Bello!
Sono tanti i titoli che vorrei dare a questa pagina perche' tante sono le cose successe in queste ultime ore. Il primo titolo previsto era "'400 gr." in onore della prima bisteccona da quattro etti di zebu' che mi sono mangiato ieri sera! Poi stamattina il titolo é dventato "i tre volti del Madagascar" perché in pochi km mi sono passati davanti agli occhi tre diversi aspetti di questa grande isola: la città di Atananarivo e la sua aria da paesone coloniale di cui si é parlato ieri, i suoi sobborghi tipici di una grande citta' che attira nelle sue braccia una moltudine di gente dalla campagna con la promessa della fortuna e poi respinge nelle se periferie a sopravvivre da disperati e infine gli altipiani dove poca gente sparpagliata nell'immenso vive una vita povera ma nello stesso tempo dignitosa. Ho viaggiato per un centinaio di km negli altipiani del Madagascar centrale e ho visto un paesaggio spledido di colline di terra rossa a perdersi all'infinito verso i quattro punti cardinali. Terre disboscate e erose dalle acque, piccoli villaggi con casette di mattoni e intonacate di argilla rossa, risaie a terrazzi ovunque si potesse strappare un po' di terreno alle montagne circostani, lente carovane di carri trainite da lentissili zebu', banchetti improvvisati lungo la strada con poche verdure in vendita e un po' di frutta (banane, ananas e avocadi), spaccapietre che a suon di martellate creavano piccoli cubetti di pietra per pavimentare strade nelle citta', bambini che nelle loro divise verdi camminavano verso la più vuicina scuola che il piu' delle volte vicina non è, bambini che giocherellavano senza neanche sapere cosa é una scuola, file di persone che tornavano dai mercati in direzione dei loro sperduti villaggi. Ma si il titolo giusto per questi rossi altipiani é sicuramente "Le terre rosse". Poi, dopo una decine di km su una pista disastrata, l'arrivo ad un piccolo villaggio dietro il quale si apriva ai nostrei occhi una cascata di una ventina di metri Tutto lasciava pensare quel piccolo fiumicciattolo tranne che proprio li dietro l'ultima casa del villaggio si trasformasse in un autentico prodigo della natura. E allora il titolo non puo' che essere un banale "Bello Bello Bello" perché é cosi' che il giorno é passato via. Ma non é tutto qui. Una passeggita sulla rive del Lago Itacy, le sue succulenti anguille mangiate in un ristorantino sul lungo lago, la visita a un parco dove parecchie specie di lemuri in semi cattività (parco privato invenzione dei soliti giapponesi) si lasciavano avvicinare a pochi centimetri. Apprezzeremo di più i lemuri selvaggi dei veri parchi ma in quanto a foto ci siamo tolti la voglia. Quelli selvaggi pare non amino molto le fotografie! Domani cambia musica. Aereo per Tulear al Sud. Sul mare.