don't come knoking

Biking in laos


Oggi contrariamente alle previsioni non ho cambiato isola. Verificato il fatto che all'isola di Don Khon potevo arrivarci tranqillamente da solo in bicicletta passando su in piccolo ponte erede della ferrovia a scartamento ridotto costruita dai francesi in epoca coloniale, ho evitato inutili sbattimenti di zaino, barca da cercare e nuovo bungalow da trovare.Dunque dopo una notte terminata alle 4 quando i galli sotto la mia finestra hanno iniziato a cantare, sono partito in bici.Bellissmo giro sull'isola di Don Det e poi sui quella di Don Khon dove il Mekong interrompe la sua millenaria quiete e scende giu di una ventina di metri in una serie di torbide rapide. Il posto era molto bello, i pochi turisti in bici o a piedei. Salvo qualche mini bus di thailandesi che non rinunciano ai piaceri della vita. Oltre che mini sti bus erano pure molto stretti inmodo da passare sul ponticello.Il resto della giornata l'ho passato a girovagare per la campagna indocinese tra rive delle piccole isole. Il riso appena raccolto dava un tono giallognolo ai campi circostanti, dove pascolavano beati alcuni bufali. Qua e la capanne sparse all'ombra di mestose pale. Il tipico paesaggio che adoro e che adora anche il mio fotografo (per tutte le dia che gli portero' a sviluppare!).Al ritorno mi imbatto nella capanna di un australiano che si e' messo a fare il panettiere qui su quest'isola (sic) e mi gusto un krapfen banana cinnamon.La giornata condensata cosi' non rende bene l'idea ma e' stata per ora la piu' bella del viaggio. Domani gita sulla maggiore delle isole dove si svolge un famoso festival di imbarcazioni. Ho controllato, capita solo una volta l'anno e non e' un imvenzione che si ripete tutti i sabati a uso e consumo dei turisti. Stavolta ho avuto culo.Saba dii a tutti