Siamo in dirittura di arrivo di questo anno vissuto un po’ pericolosamente, un po’ vittimevolmente, un po’ con odio e un po’ con amore. Con desiderio di vendetta, forse. Ho percorso più di 7000 km in bici, 450 km di corsa, un bel po’ in macchina, ho visto concerti come non mai: ho rivisto per l’ennesima volta il boss, almeno 4 volte i Perturbazione, la rivelazione Offlaga, lo stupore di Antony, la furia di Manuel Agnelli e la poesia dei Tetes De Bois, la grazia e l’arte di Morgan, la folgorazione di MegaHertz, la noia della Torrini, il sudore della Bandabardò, la reunion di quel pezzo di storia chiamato Franti, gli spettacoli di e con Mariapaola, gli amici Blutarsky e gli amici Airportman con il loro amico Giaccone, la Gang a Filottrano, Aclinfestivalrock e la Festa della Musica e tutte le altre decine di gruppi che non ho nominato e che ho apprezzato. Qualcuno di più e qualcuno un po’ meno.E poi i viaggi: la neve e il caldo dello Yunnan, il capodanno Thai, gli orrori della Cambogia, la magia delle Marche e il piismo della Puglia, il freddo (domani) di Treviso, le pedalate a Pescara, la mezza di Caraglio che costituiva un viaggio a sé, e poi tutti quelli che avrei voluto mandare in viaggio a quel paese o per lo meno ad andar di corpo. E che ci sono andati da soli. Speriamo almeno con un bel mal di pancia.E poi ci sono i ciddi che non riuscivo più a togliere dallo stereo: La ballata per Piccole Iene, l’ultimo Perturbazione che a volte ritorna e fa un po’ da ovo sodo, il cofanetto dei Joy Division, De Andrè sempre, Giaccone e Congiu, i Blutarsky perché no e i Den Van Stanten, gli Offlaga fino a saperlo a memoria ….E la sete ….Gare in bici e gare di corsa, in gara per arrivare alla fine sempre, in gara sempre e … sempre a perdere! Una vita in gara e un domani che tarda ad arrivare.Beviamoci su … tanto ….tanto non serve a nulla!E che il ieri restasse ieri senza il domani e il domani potesse tendere all’infinito.Vi lascio con i Perturba, compagni di viaggio di questo anno “indimenticabile”. Parola spesso intesa nella sua accezzione positiva, non questa volta Per te che non ho conosciutoOgni giorno che passoper quel tratto di strada in cui hai perso il controlloOgni giorno che passa appassiscono i fiorilasciati in ricordodi te che non ho conosciutodi te che non scorderò maidi teOgni volta che resto col fiato sospeso a guardare le stelleOgni singolo attimo è una piccola rugain più sulla pelleper te che non ho conosciutoper te che non scorderò maiper teSenti com’è tiepido il tramontoSenti come l’aria ti accarezzaSe tutto questo cielostesse in una cartolinavorrei spedirla a chi ho lasciato solo
Per te che non ho conosciuto
Siamo in dirittura di arrivo di questo anno vissuto un po’ pericolosamente, un po’ vittimevolmente, un po’ con odio e un po’ con amore. Con desiderio di vendetta, forse. Ho percorso più di 7000 km in bici, 450 km di corsa, un bel po’ in macchina, ho visto concerti come non mai: ho rivisto per l’ennesima volta il boss, almeno 4 volte i Perturbazione, la rivelazione Offlaga, lo stupore di Antony, la furia di Manuel Agnelli e la poesia dei Tetes De Bois, la grazia e l’arte di Morgan, la folgorazione di MegaHertz, la noia della Torrini, il sudore della Bandabardò, la reunion di quel pezzo di storia chiamato Franti, gli spettacoli di e con Mariapaola, gli amici Blutarsky e gli amici Airportman con il loro amico Giaccone, la Gang a Filottrano, Aclinfestivalrock e la Festa della Musica e tutte le altre decine di gruppi che non ho nominato e che ho apprezzato. Qualcuno di più e qualcuno un po’ meno.E poi i viaggi: la neve e il caldo dello Yunnan, il capodanno Thai, gli orrori della Cambogia, la magia delle Marche e il piismo della Puglia, il freddo (domani) di Treviso, le pedalate a Pescara, la mezza di Caraglio che costituiva un viaggio a sé, e poi tutti quelli che avrei voluto mandare in viaggio a quel paese o per lo meno ad andar di corpo. E che ci sono andati da soli. Speriamo almeno con un bel mal di pancia.E poi ci sono i ciddi che non riuscivo più a togliere dallo stereo: La ballata per Piccole Iene, l’ultimo Perturbazione che a volte ritorna e fa un po’ da ovo sodo, il cofanetto dei Joy Division, De Andrè sempre, Giaccone e Congiu, i Blutarsky perché no e i Den Van Stanten, gli Offlaga fino a saperlo a memoria ….E la sete ….Gare in bici e gare di corsa, in gara per arrivare alla fine sempre, in gara sempre e … sempre a perdere! Una vita in gara e un domani che tarda ad arrivare.Beviamoci su … tanto ….tanto non serve a nulla!E che il ieri restasse ieri senza il domani e il domani potesse tendere all’infinito.Vi lascio con i Perturba, compagni di viaggio di questo anno “indimenticabile”. Parola spesso intesa nella sua accezzione positiva, non questa volta Per te che non ho conosciutoOgni giorno che passoper quel tratto di strada in cui hai perso il controlloOgni giorno che passa appassiscono i fiorilasciati in ricordodi te che non ho conosciutodi te che non scorderò maidi teOgni volta che resto col fiato sospeso a guardare le stelleOgni singolo attimo è una piccola rugain più sulla pelleper te che non ho conosciutoper te che non scorderò maiper teSenti com’è tiepido il tramontoSenti come l’aria ti accarezzaSe tutto questo cielostesse in una cartolinavorrei spedirla a chi ho lasciato solo