la Vita vera

Post N° 85


La Cina squalifica la Madonna di Sheshan dal Blog del vaticanista  Sandro Magister  
Tradizionalmente, ogni 24 maggio, migliaia di cattolici si recano da tutta la Cina in pellegrinaggio al santuario di Sheshan, dedicato a Maria "aiuto dei cristiani", posto su un colle verdeggiante a 50 chilometri a sud di Shanghai (vedi foto). Per la festività di quest'anno era previsto un afflusso più forte, di almeno 200 mila fedeli. Ma non sarà così. E non solo a motivo del terrificante terremoto che nei giorni scorsi ha fatto innumerevoli vittime nel Sichuan e ha creato difficoltà nell'intero paese. Gli ostacoli principali al pellegrinaggio sono stati frapposti deliberatamente dalle autorità cinesi, e in particolare dall'Associazione patriottica che controlla la vita religiosa. Le diocesi più vicine al santuario – quelle di Shanghai, Wenzhou e Ningbo – sono state diffidate dall'organizzare visite collettive di fedeli, e per tutto il mese di maggio è stato proibito agli alberghi e agli ostelli della zona di accogliere pellegrini cattolici. Le visite individuali sono consentite solo a chi – a suo rischio – si registra presso la diocesi di Shanghai e chiede l'autorizzazione. In una direttiva in cinque punti, l'Associazione patriottica ha intimato a tutte le diocesi di organizzare devozioni mariane solo nei rispettivi territori, senza recarsi a Sheshan. La direttiva è stata sottoscritta anche dal Consiglio dei vescovi cinesi, un organismo fantoccio non riconosciuto dalla Santa Sede. In uno dei cinque punti sono formulate le intenzioni di preghiera: per la pace, per il papa, per la riuscita delle Olimpiadi e per un buon risultato degli atleti cinesi. Queste ultime intenzioni suonano come una beffa. Risulta infatti che le vicine Olimpiadi non comportano in Cina un allargamento degli spazi di libertà religiosa, ma piuttosto un irrigidimento dei controlli, per "ragioni di sicurezza". Specie dopo le rivolte tibetane, ogni raggruppamento di persone – anche attorno a un santuario mariano – è visto dalle autorità cinesi come fonte di pericolo. Ed è scoraggiato o impedito.