**TEST**
Creato da ildiariodellalinda il 05/04/2006
 

il senso della vita

per chi crede nella vita, anche quella più piccola nella pancia di una donna. Questa è la mia storia, un esperienza attraverso interruzioni di gravidanza, una morte perinatale e due splendide bambine.

 

 

So esattamente dove si trova il cuore

Post n°556 pubblicato il 24 Marzo 2020 da ildiariodellalinda

So esattamente dove si trova il cuore,

perchè l'ho sentito stretto in un pugno, 

carico di dolore,

sembrava quasi avesse smesso la sua corsa

e il respiro, era soffocato da un pianto inconsolabile.

So esattamente dove si trova il cuore,

perchè lo sentivo piano piano tornare alla vita 

sentivo che le lacrime scioglievano il dolore,

portandolo via goccia dopo goccia.

Poi un giorno arrivò la speranza e la gioia

era mite e soffocata dalla paura, ma ho vinto 

il mio sogno, i miei desideri, erano tra le mie braccia

e il mio cuore batteva forte, quasi ad uscire dal petto.

La vita e gli anni insegnano che il cuore ha memoria, soffre, gioisce,

e mette tutto quello che provi lì da una parte, ma non dimentica,  

vorrei un cuore buono, non per vivere a lungo, 

ma per poter vedere sempre con i suoi occhi.

 
 
 

Il silenzio di una cittÓ e la coscienza dei cittadini

Post n°555 pubblicato il 16 Marzo 2020 da ildiariodellalinda
 

Non siamo abituati a sentire la città silenziosa e la sera questo silenzio diventa assordante, niente macchine, nemmeno i motorini che passano, solo i piccoli rumori casalinghi, le luci in casa sono accese e penso che in ognuna di queste case ci sono persone che come me, cercano di passare la giornata.

Ci siamo riappropriati del tempo e questo lo spendiamo per la casa, per la famiglia e perchè no, abbiamo allacciato anche nuovi rapporti con i nostri vicini di casa, quando passiamo la mezz'ora sul terrazzo a cantare e a ballare, a cercare di farci forza a vicenda.

E' strano, spesso mi fermo e mi chiedo se tutto questo è realtà, non faccio altro che ripetere "che situazione assurda" e la cosa che mi terrorizza di più è che qualcuno a cui voglio bene possa ammalarsi, non sono pronta a rimanere lontana è terribile anche il solo pensiero di non aver la possibilità di accudire e non sono pronta a perdere nessuno e allora prego, chiedo e spero "andrà tutto bene" e diventa come un mantra che cerca di rassicurare il mio cuore inquieto.

Tutto passa, così come è passata la guerra, le carestie e tutto quello che il mondo ha subito negli anni passati, la nostra generazione è stata privilegiata e ora questi sacrifici toccheranno anche a noi, forse eravamo andati troppo avanti? Dovevamo avere qualcosa che ci ridimensionasse, che frenasse il nostro delirio di onnipotenza? Che ci facesse riflettere sul valore della vita?

Cosa posso fare?

Stare a casa e sperare che la coscienza delle persone sia come la mia, perchè la tristezza maggiore sarebbe che il mio sacrificio fosse vanificato da quelle persone superficiali che continuano ad uscire e pensare che la passeggiata è innocua, che continuano ad avere il delirio di onnipotenza "tanto a me non succede".

Pensate a voi stessi, non uscite perchè potreste prendere questo terribile virus

Pensate a chi amate perchè inconsapevolmente potreste attaccarglielo

Pensate anche alle persone che non conoscete

24.747 casi e 1.809 morti. Il bollettino del 15 marzo

Quei numeri che ogni giorno vediamo alla televisione, non sono numeri ... sono persone e dietro ogni numero, ogni persona, c'è una famiglia che soffre, 24.747 famiglie che soffrono, fate la cosa giusta restate a casa.

#iorestoacasa

 
 
 

Due righe a promemoria di questa giornata storica

Post n°554 pubblicato il 10 Marzo 2020 da ildiariodellalinda

Non siamo abituati a tutto questo, siamo nati e cresciuti nel benessere, qualche rinuncia, qualche sacrificio, ma niente che ci facesse avvicinare al periodo vissuto dai nostri nonni e dai nostri genitori piccoli in tempo di guerra.

Questo ci sorprende, ci spiazza perchè sono nuove modalità di comportamento, ma dobbiamo categoricamente pensare al prossimo, dobbiamo avere un comportamento responsabile, perchè il nostro atteggiamento potrebbe influire sulla vita stessa, non solo delle persone che non conosciamo, ma anche nei confronti di quelle che amiamo.

I nostri "anziani", si dimostrano i più fragili e forse anche i più soli in questo momento di isolamento e il mio pensiero va proprio a loro e ai miei nipoti che vivono lontani.

Quindi forza e coraggio, la forza di un popolo che nelle difficoltà si è sempre dimostrato meraviglioso e il coraggio nell'affrontare, un giorno per volta, le problematiche che incontreremo ... perchè tutto passa, tutto si risolve.

 
 
 

Presepe 2019

Post n°553 pubblicato il 03 Dicembre 2019 da ildiariodellalinda
 

Ho sempre adorato il Presepe, ma dopo essere stata a Napoli (ogni momento era buono per girare San Gregorio Armeno) ho deciso che quest'anno mi sarei ispirata a questa meravigliosa arte napoletana ... questo è il nostro risultato.

 
 
 

Il sogno realizzato

Post n°552 pubblicato il 25 Novembre 2019 da ildiariodellalinda

Il 31 ottobre ho comprato il "mio" pezzetto di Paradiso.

So che sembra una pazzia, io, quella che era cresciuta in campeggio amando la natura, ma cittadina di nascita e radicata nell'asfalto, pensarmi nelle vesti di una "proprietaria terriera" con tutto quello che implica: "la terra vuol vedere l'uomo in viso", sì, può sembrare una pazzia.

Ma non è stata una scelta impulsiva, o un colpo di testa, era tanto che meditavo sulla bellezza dei luoghi silenziosi, immersi nel verde, quando correvo e sentivo solo il rumore del vento, mi sentivo appagata e questa sintonia con la natura mi rimetteva in sesto e mi donava nuova energia. E in questo ultimo anno, quando mi ritrovavo sola (figlie in giro e marito in bicicletta) apprezzavo tantissimo una bella lettura su una panchina di un giardino.

Così questa serie di eventi mi ha portato in questo luogo speciale, ancora quando ci vado quasi ho paura a pensare che sia "mio", perchè su questa terra sento che niente ci appartiene, nemmeno i figli, sento che tutto è un passaggio o meglio una concessione, però apprezzo questo "mio" temporale e trovo tutto questo come un sogno realizzato.

Il desiderio è quello di condividerlo con chi amo ... famiglia, parenti, amici ... ma se anche fossi da sola, è stata la cosa più bella che ho fatto.

P.s. e se qualcuno mi dice "... e le tue figlie?", le mie figlie non sono una "cosa" loro sono una parte di me che dono al mondo e rimangono "il regalo mio più grande"

 

 
 
 

Un sogno ...

Post n°551 pubblicato il 09 Settembre 2019 da ildiariodellalinda

Più che un sogno forse è un insieme di sogni, un cammino, infatti qualche anno fa mi sarebbe piaciuto comprare un fondo in modo da fare cene e pranzi con parenti e amici e in più affittarlo per le feste, ma vista la mancanza di soldi era rimasto un pensiero che galleggiava nell'aria.

Quest'estate una brutta discussione con il marito mi aveva portato a pensare che forse non era più il caso di stare insieme, così mi ero messa a cercare seminterrati di due stanze dove poter andare a vivere e in mezzo a tutti questi annunci mi era capitata un'inserzione di un'uliveta con annesso agricolo sulle colline toscane, ero stata tanto a guardare quell'annuncio che mi aveva riportato alla mente il desiderio di un luogo da condividere.

L'amore per fortuna è forte e la bufera che si era abbattuta sulla nostra storia, per fortuna si è risolta, così la notte che avevamo fatto la pace, sognai di comprare quest'uliveta ed di essere la persona più felice al mondo.

La mattina dopo, mentre camminavo per strada, trovai a terra un bellissimo braccialetto di swaroski con un quadrifoglio e la scritta "luck" che associai subito al sogno, certo quell'annuncio che avevo visto non era fattibile per dimensioni del terreno e altri fattori, ma l'idea era li pronta.

Eravamo stati invitati da mia cugina che aveva organizzato questo bellissimo pranzo di ritrovo con tutti cugini, bis-cugini e tris-cugini, non essendoci più i fratelli a legare tutti, volevamo rivedersi e indovina un po'? Il tutto organizzato in un uliveta vicino a Viterbo.

L'estate è passata, ma quel sogno continuava ad essere vivo in me e non mi aveva abbandonato.

Il problema di internet è che quando cerchi una cosa, improvvisamente iniziano ad apparire annunci di quello che ti eri messo a cercare e così eccolo, un annuncio di un'uliveta inserito il 17 maggio 2019, che data familiare.

E se il caso non esite (come ho sempre sostenuto)? Quindi eccomi qui a provare a realizzare il mio sogno, ancora pochi passi, non so se ci riuscirò, ma ci stò provando e come sempre ... con tutto il cuore.

 
 
 

17

Diciassette, come il giorno che ti ha visto nascere, come il giorno lontano in cui ti ho visto per la prima ed ultima volta. Il tuo ricordo si è sfumato nel tempo, ma la tua presenza è viva ogni giorno in me, come parte integrante della mia vita, come un'ancora, un punto fermo nella marea di sentimenti e nelle piccole difficoltà che questa mi riserva.

Le lacrime si sono asciugate e il dolore è svanito lasciando questa profonda consapevolezza che la vita è solo un passaggio, dobbiamo cercare di vivere al meglio, accettando le nostre imperfezioni e la nostra fragilità umana e quelle degli altri, cercando quell'amore universale che abbraccia la vita stessa e la rende più leggera, più risolvibile, anche quando a volte ci troviamo arresi davanti a ciò che ci accade e non abbiamo altra arma che il confidare e affidarci a voi (a te), che da lassù ci amate e ci custodite.

E quindi cerco di affrontare i giorni con coraggio, in questa altalena di sentimenti tra gioie, problemi, sofferenze e ancora gioie e gli  attimi di felicità li custodisco gelosamente, in modo da ricordarli e trovare sempre l'energia positiva e la luce nei momenti più bui e quei cuori che trovo continuamente, sono il tuo monito "vivi la vita con amore" e li prendo come se fossero tutti i tuoi abbracci e tutti i tuoi baci che mi riservi nella giornata e che mi aiutano sempre a rammentare il tuo amore per noi.

Cara Linda, sai cosa? Mi hai insegnato molto in questi 17 anni, mi hai insegnato a non avere paura della morte; ad apprezzare le cose belle, che non sono fatte di oggetti, ma di sentimenti profondi, di persone che amo, di fede; a guardare sempre il lato positivo, che non è una pecca di superficialità, ma un allenamento, perchè ogni situazione può portare con se del buono, ma soprattutto mi hai insegnato che la cosa più bella della vita, è la vita stessa.

Buon compleanno Linda, che vivi nella perfezione, più gli anni passano e più mi metto tra le tue braccia: io come figlia di mia figlia.

Ti amo.

Mamma

 
 
 

Napoli

 

E' una settimana che siamo tornati da questa città ed è una settimana che penso di scrivere qualcosa, questo mi capita spesso (quello di scrivere) quando non riesco a focalizzare, quando la mia visione è confusa.

Così inizio raccontando dell'incanto:

Il grande cuore dei napoletani, questo raccontarsi a tutti, aprirsi in modo gentile, questa cordialità che non è assolutamente finta, nè di facciata per il turista, tutto ciò mi ha fatto innamorare delle persone. Certo, per una che parla anche con i muri (come ha detto mia figlia) era normale che si trovasse bene, ma il cameriere che consola gentilmente la mia bambina in lacrime con problemi di "cuore" o la chiacchiera con mamma e figlia all'edicola, insomma mi è piaciuto tantissimo quella parola in più, che non è solo il buongiorno di uno che entra e l'arrivederci di quando vai via. Mi piacevano le canzoni napoletane suonate vicino ai ristoranti, le risate che ci siamo fatti in una trattoria, con il proprietario che intratteneva i clienti, mi piaceva anche pulcinella travestito che nonostante avesse bisogno di soldi, vendendo degl'improbabili fischietti, ti strappava una risata con una battuta. 

I dolci, e per me soprattutto le sfogliatelle, mi sono sfinita, dopo il fioretto di quaresima, quarantasei giorni senza dolci, in 4 giorni ho recuperato tutto. 

Il Cristo velato, è una scultura marmorea di Giuseppe Sanmartino, conservata nella cappella Sansevero di Napoli, non ne avevo mai sentito parlare, se non da mia nipote che l'aveva visto, quindi dopo una coda di 2 ore e 1/2, anche io ho potuto ammirare questo incanto, forse, perchè qualche anno fa ho visto la Sindone e sono rimasta colpita, o perchè siamo capitati a Napoli dopo i giorni della Passione e della Pasqua, ma quando sono arrivata e ho visto il Cristo velato, la sua bellezza mi ha commosso, i particolari che si intravedono sotto la leggerezza del velo: le stigmate, la frustata sul costato, i capelli; qualcosa di straordinario.

San Gregorio Armeno, io che adoro i Presepi, ho percorso questa via non so quante volte, ammirando i Presepi antichi, la maestria dei volti e delle vesti, l'arte presepiale in tutte le sue sfaccettature antica e moderna, mi faceva venire voglia di Natale e mi ha fatto apprezzare il fatto di non essere venuta a Napoli in quel periodo (mio grande desiderio) perchè non avrei potuto gustare niente.

I contrasti della città, gli edifici antichi, con edifici più fatiscenti, colonne di monumenti e lenzuoli al vento, una piccola cupola, un santo e un condominio con la facciata rovinata, tutti scorci da fotografare.

Quello che abbiamo appena sfiorato:

Un paio di episodi che ci hanno turbato, colpa nostra, che lasciando per sbaglio il circuito turistico della città, siamo incappati in dinamiche particolari, che non sono usuali nella nostra Firenze e che ci hanno messo un po' di paura.

Quando siamo rientrati a casa, la notizia del giovane attore del"la paranza dei bambini" accoltellato, qualche ora prima eravamo vicino a quella zona o il proiettile vagante che ha colpito la bambina di 4 anni, proprio vicino ad una strada che avevamo percorso, abbiamo iniziato a guardare documentari, film sull'argomento e la paura è cresciuta, insieme alla gioia che alla fine la vacanza era andata per il meglio.

E' allora Napoli cos'è?

Due facce di una moneta, una meravigliosa e straordinaria, fatta dalle brave persone, da quelle che ieri sono scese in piazza per dire basta DisarmiAmo Napoli e l'altra, quella che fa paura a noi, ma anche ai napoletani, quella della camorra che è viva e presente e che forse percepisci anche te come turista.

Sarà la mia tendenza a vedere il bicchiere mezzo pieno, a trovare sempre il bello delle cose, a guardare il cuore delle persone e la speranza che tutto possa migliorare, ma io a Napoli ci tornerei. 

Forse Napoli è proprio quel Cristo velato, la meraviglia e la sofferenza che si intravede sotto quel velo.

Grazie per questi giorni meravigliosi

 

 
 
 

Messaggio ad un'amica

Post n°548 pubblicato il 23 Marzo 2019 da ildiariodellalinda

Io ho capito che in questa vita i momenti di vera gioia e serenità sono proprio "momenti" ed è per questo che ne dobbiamo fare tesoro per i giorni più pesanti. Non esiste una vita tranquilla o perfetta ma la vita è piena di affanni, pensieri, inciampi ...

Ma ... c'è un ma, ovvero non ci sono sempre momenti perfetti o imperfetti ma persone, amore, affetto, è il famoso bicchiere mezzo pieno, è quello che dobbiamo cercare di vedere in mezzo alle difficoltà, perché tutto passa, alla fine tutto si risolve, anche se poi arriverà altro ... Gioie, soddisfazioni ma è pur sempre un altalena di emozioni e noi siamo un po' su e un po' giù.

Non piangere cara amica, tra poco arriveranno gli abbracci che ti tireranno su e poi guardati un po' intorno sono sicura che (la tua figla celeste) ti riserva dei cuori tutti per te ...

 
 
 

Il viaggio a Barcellona

Post n°547 pubblicato il 22 Febbraio 2019 da ildiariodellalinda

Questo viaggio insolito deve essere per forza raccontato e scritto in modo da non perdere i particolari, infatti la partenza per Barcellona con mio fratello e mia mamma per andare a trovare mio nipote Mattia, era davvero un occasione che probabilmente non si ripeterà mai più.

Lasciate le adolescenti a casa, pensi di purificarti in un bel viaggetto (due giorni pieni a Barcellona), ma forse non realizzi che essere una figlia di 46 anni, con mamma di quasi ottanta a seguito non è cosa facile, infatti mi sono resa conto in questi giorni più di sempre, che per loro si è sempre "bambini", o meglio per loro si è sempre degli "adolescenti incoscienti".

Mia mamma è un po' una "macchietta" donna forte e fragile (dichiara sempre di essere stata una bambina grande e da grande una bambina, dicendo a tutti che si sente 12 anni), una grande camminatrice e soprattutto un' igienista con i fiocchi, una di quelle attente ai microbi, che possano trovarsi ovunque soprattutto in aerei, treni, metropolitane etc., di quelle che si consumano la pelle da quante volte si lavano le mani, di quelle che viaggia con la boccetta di disinfettante (appunto, ma questo ve lo racconto in seguito).

Partiamo da Firenze, check in fatto online ma dobbiamo passare i controlli per l'imbarco, quindi ci togliamo tutto e diamo istruzione a lei che ci risponde "ma come mi devo togliere tutto? anche il giubbotto?" "e certo mamma, devono fare i controlli è normale ad un aeroporto" avevo degli stivaletti,il poliziotto mi indica di toglierli, li metto nella cassetta per farli passare al metal detector e da dietro sento una voce "ma Ilaria!!!! Scalza in aeroporto!!!!"  "mammina, è così quando uno porta le scarpe alte te le fanno toglie in modo da vedere che non nascondi niente" (figurati, non è che sono diventata figlia dei fiori ed ho deciso di camminare in libertà, forse nel suo immaginario c'ero ancora io di 12 anni che camminavo scalza per casa e lei che mi inseguiva con le ciabatte).

Finalmente partiamo, dopo 50 minuti di ritardo del volo, poco prima di atterrare, probabilmente passiamo sopra i Pirenei e quindi l'aereo inizia a sobbalzare, devo dire non poco perchè poi alla fine mi era entrato anche il mal di stomaco, così mia mamma mi guarda e dice "ecco vedi, io sto bene con i piedi per terra, a me proprio non piace volare" "mamma fai finta di essere in un pullman che sta percorrendo una strada piena di buche" ... risposta "si, ma non lo siamo!" (non fa una piega) il viaggio per andare a Barcellona è stato veramente breve, comunque dopo poco più di un ora siamo atterrati a El Prat, un aeroporto enorme, praticamente deserto e quindi una meraviglia da fotografare.

Sciopero dei taxi, disagi vari e quindi il nostro autobus che ci doveva portare in placa Cataluna (dove ci aspettava mio nipote), invece è stato costretto ad arrivare in placa di Spagna, quindi abbiamo preso la metropolitana e ci siamo avviati a piedi verso casa di mio nipote che nel frattempo ci veniva incontro (ore 23.30). La cosa più bella di quella giornata è stato l'abbraccio tra nonna e nipote, una cosa quasi incredibile la nonna a Barcellona, la felicità di mio nipote, l'incredulità di mia mamma che pensava a questo viaggio come un sogno che ora finalmente si realizzava.

La mattina siamo partiti alla volta di "Casa Battlò" e poi verso "Santa Maria del Mar" a trovare Mattia nel negozio dove lavora, pranzetto con tapas e bocadillo jamon serrano in un alimentari vicino. Una volta salutato Mattia, ci siamo diretti alla Sagrada Familia (la chiesa più spettacolare che abbia mai visto) e la mamma folgorata dai colori e dai riflessi che inondavano la cattedrale, si è dimenticata di farsi il segno della croce "mamma ti rendi conto che sei entrata in una chiesa e ti sei dimenticata di farti il segno della croce?" "davvero!!! devo rimediare subito, ora mi metto a pregare! ma questa chiesa mi distrae troppo con i suoi colori e i suoi riflessi mi ha incantato, mi distrae troppo". Dopotutto avere una mamma con una grande fede, ma anche una mamma che dipinge e ama le sfumature, gli azzurri e i colori dei tramonti, non poteva chiedere di più.

Il pomeriggio abbiamo raggiunto mio nipote per passare la serata insieme tra chiacchiere e tapas, arrivati all'ora di andare a dormire io e mia mamma ci siamo dirette all'hostal che ci ospitava, lei entra in bagno io mi metto il pigiama, ad un certo punto una blatta di 5 cm. ha iniziato ad aggirarsi sulla parete "mamma stai ferma in bagno e non ti muovere!" corro in pigiama dal signore che gestiva l'hostal dicendo che una "big cucaracha" si aggirava sulla parete, così armato di granata e cassetta ha provveduto ad ammazzarla, ma lo schifo è stato talmente tanto che per due notti non sono riuscita a dormire terrorizzata dal sentirmi camminare un animalone sulla mano.

Il giorno dopo era tutto dedicato al mio nipotino, infatti avevamo programmato di stare insieme a lui che per l'occasione aveva preso ferie, un giro alla Estacio de Franca, bellissima struttura del novecento in ferro, poi verso la Barceloneta per vedere il mare e poi sulla Rambla. Pomeriggio dedicato allo shopping e ai regalini da portare a chi era rimasto a Firenze. Andiamo in un negozio e la mamma trova un paio di pantaloni che le piacciono, prezzo 9.90 euro, così se li prova e visto il prezzo ottimo decide di comprarli, andiamo alla cassa e il costo diventa improvvisamente 14.90 euro "mamma stai tranquilla, ora andiamo a ricontrollare il prezzo e poi torniamo alla cassa" avevamo ragione e quindi siamo tornate, io cercavo di spiegare in inglese l'errore e lei arrabbiata con un monologo in italiano dicendo che non era giusto, si erano sbagliate etc ... "mamma è inutile che gli parli in italiano, hanno capito, stai tranquilla che ora cercano di rimediare!" ma lei naturalmente continuava in italiano a rivolgersi alla commessa. Per fortuna la serata poi è proseguita con una cenetta tranquilla, anche se insisteva che voleva mangiare una pizza "a Barcellona è inutile mangiare una pizza, la paghi 10 euro, domani si torna in italia e ti mangi tutte le pizze e la pastasciutte che vuoi!".

La mattina, i saluti a Mattia con un po' di malinconia per le belle giornate trascorse, poi la partenza verso l'aeroporto, arrivati al check-in passa la mia valigia, quella di mio fratello e quella di mia mamma "puede abrir la maleta gracias!" "este" indicando il beauty case di mia mamma, così tira fuori una boccetta di disinfettante da 250 ml. "señora, non se puede, mira 250 ml!" "caspita mamma!!! te lo avevo detto che non potevi portre liquidi, ma che figura" "va bene, non mi interessa lasciargliela pure, almeno questi due giorni ho disinfettato, menomale che all'andata non l'hanno trovata!" 

E con quest'ultimo siparietto si conclude la nostra bellissima vacanza a Barcellona, un plauso alla nonna/mamma, che è stata bravissima, ci ha seguito in tutte e due le giornate camminando per 9 km il primo giorno e 12 km. il secondo, senza lamentarsi e dall'alto della sua modica età di 79 anni!!! Brava mammina, sei splendida, io Fede e Mattia porteremo questi giorni nel cuore! 

 
 
 
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IO ...

 

IL LIBRO

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Della serie "tutti possono pubblicare un libro", ecco la mia storia e quella della mia bambina che è iniziata con un diario della gravidanza, diventato poi una terapia al dolore del tutto personale, passata dopo 4 anni e 1/2 su una pagina web ed ora un libro. Così uno può leggere tutto su internet, oppure con due pagine sul divano. Senza nessuna pretesa quello che con una parola un po' grossa posso chiamarlo:

 

Il mio libro: "il diario della Linda"


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TUTTA LA MIA STORIA

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... la mia storia e quella della Linda, la bambina che mi ha cambiato la vita con il suo breve e luminoso passaggio !  

 

ESPERIENZE D'ABORTO

La parola alle donne che hanno fatto l'IVG, che hanno avuto un raschiamento, che hanno rinunciato per sempre al loro figlio.
Basta chiacchiere e giudizi Ŕ ora di leggere.
 

RICORDI MUSICALI

 
 

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