Creato da ildiariodellalinda il 05/04/2006
 

il senso della vita

per chi crede nella vita, anche quella più piccola nella pancia di una donna. Questa è la mia storia, un esperienza attraverso interruzioni di gravidanza, una morte perinatale e due splendide bambine (ora ragazze).

 

 

« Ricordi: Il primo bacio ...L'incontro con Giovanna »

Intervista pubblicata su Libero: Ilaria dal dolore, speranza

Post n°247 pubblicato il 06 Settembre 2007 da ildiariodellalinda
 
Foto di ildiariodellalinda

Ilaria dal dolore, speranza

Una IVG che la segna nel profondo, poi la morte di una figlia neonata: Ilaria è stata più forte delle tragedie che l'hanno colpita. Ora vuole aiutare chi ha sofferto come lei.

 

di Alessandra Del Re

Ilaria ha dovuto affrontare la morte perinatale di una figlia, Linda. Ed è proprio ai nove mesi in cui si è portata la piccola dentro di sé che ha intitolato il suo blog, il diario della Linda
. Alle spalle questa donna ha anche un'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) fatta quando aveva poco più di 20 anni, decisione che l'ha segnata nel profondo. Attraverso il dolore Ilaria ha trovato e compreso il senso della vita. Ora ha due bellissime bambine, Siria e Livia, e sogna di riuscire a diventare mamma ancora una volta. Il suo diario le è stato di grande aiuto nel superare il lutto, ma non si è limitata a scrivere la sua storia: voleva essere d'aiuto a chi come lei si è trovato ad affrontare una tragedia simile. Per questo motivo insieme ad altre mamme e papà ha messo in piedi l'associazione Genitori di una stella. Ecco la storia di Ilaria.

Tutto comincia dalla scomparsa di Linda...
In realtà, tutto è cominciato da molto più lontano, dall'interruzione volontaria di gravidanza che feci circa 8 anni prima che nascesse la mia stella Linda, un IVG, una decisione nata dalla difficoltà economica, visto il mio quasi perenne stato di disoccupazione, dalla "giovane" età (messo tra virgolette perchè penso che a 22 anni si può anche diventare madri), dalla mancanza di una casa e da un compagno che non desiderava un figlio. Chiaramente la mia opinione sull'aborto era ben diversa da quella di oggi, prima la trovavo come la più semplice decisione al mio problema, la decisione che avrebbe scombussolato di meno la mia vita, ho scelto senza conoscere cosa comportava un raschiamento, senza sapere che avrebbe lasciato in me un enorme vuoto per lungo tempo accompagnato da tanti sensi di colpa, senza sapere che poi il mio desiderio più grande sarebbe stato quello di riavere un figlio. Ho scelto, ma sono stata così stupida e immatura da non chiedere aiuto ai miei genitori, cercando di fare tutto di nascosto e questa è stata la cosa che mi ha fatto più male, perchè quando soffrivo per la mia decisione, non avevo nessuno con cui parlarne. Gli anni passarono, mi sposai con Romano, quell'uomo che aveva condiviso con me, ma non del tutto, perchè credo che solo la donna si porti dentro di se il peso della scelta. Ed ecco il mio più grande desiderio avverarsi, rimasi incinta della Linda ed era tanta la gioia, era stata una gravidanza così tanto attesa, che inizia a scrivere un diario con tutte quelle straordinarie emozioni che regalava la mia Picci, dentro di me.

Come hai trovato la forza di riaprire il diario della gravidanza e ripercorrere quei mesi?
Il diario non è mai stato chiuso, perchè io tornai subito a casa e dopo tre giorni scrissi la
storia del parto e della nascita della Linda, per me è stato un modo naturale di comunicare i miei sentimenti, uno sfogo o forse un modo per continuare a comunicare con la mia piccola il dolore che aveva lasciato nel mio cuore e di quanto l'amassi.

Come hai vissuta la gravidanza della seconda e terza bambina?
Sicuramente la gravidanza più difficile è stata quella della seconda figlia (Siria), perchè se da un lato uscivo piangendo a dirotto dalla felicità ad ogni ecografia che facevo, dall'altro c'era l'ansia che potesse succedere di nuovo, la difficoltà più grande è stato soprattutto l'ultimo mese, quando vedevi vicino il momento dell'abbraccio e la riconquista della felicità, ma ancora dovevi aspettare.
La mia terza gravidanza (Livia) è stata un po' più serena, passata più alla svelta perchè avevo già la mia bambina da crescere ed era ancora piccola (ci corrono due anni tra Siria e Livia) ma quando seppi di essere incinta, pur felice, sentii tanto dolore, come se la ferita della Linda si fosse riaperta, infatti credo che nei primi mesi di gravidanza ho rielaborato un po' il lutto che con la nascita della Siria si era interrotto.

Vorresti altri figli?
Sì, mi piacerebbe tanto avere, l'ultimo, il quarto o la quarta, non mi importa, ho questo grande desiderio che non so se riuuscirò ad avverarlo, visto che mio marito non ne sente assolutamente il bisogno. Forse questo desiderio è stato accentuato dall'aborto spontaneo che mi è successo a dicembre dell'anno scorso, ero rimasta incinta per puro caso, ma dopo un po' l'ho trovato un dono straordinario. Premetto che noi in famiglia siamo quattro, tre maschi e io la più piccola una femmina e Romano invece ha un fratello e una sorella, anche loro più grandi.

Nel tuo post "il perché di questo blog" citi la pillola del giorno dopo: sei contraria?
Sono contraria, soprattutto per l'uso che ne vien fatto, a volte, forse, con troppa semplicità.

Sei credente? Lo eri anche prima della scomparsa di Linda? Come vivi la tua fede?
La mia fede è stato un bel percorso altalenante, nata da una famiglia cattolica praticate, appena sono stata un po' più grande da uscire la sera, la domenica mattina la passavo a rotolarmi nel letto. Quando rimasi incinta della Linda iniziai a dire i Rosari, affinchè tutto andasse bene, poi la Linda se ne andò, è stato difficile credere a un Dio che mi portasse via la cosa più cara che avevo al mondo, ma saperla sepolta semplicemente sotto un cumulo di terra era terribile, dovevo credere che un giorno l'avrei riabbracciata, dovevo credere che un giorno saremmo di nuovo state insieme.
Poi, non riuscivo a rimanere incinta e così feci un fioretto: se Dio mi regalava questa nuova gravidanza, io avrei cresciuto mio figlio nell'amore di Dio e l'avrei portato alla messa, avrei fatto così come mia mamma aveva fatto con me, mi aveva dato le basi per essere un Suo strumento di amore.
Ed ecco che il sabato dopo feci il test di gravidanza, ed era positivo, domenica andai alla messa, sembrava che il prete nella predica stesse parlando di me, piansi tanto e da allora ho trovato nella chiesa rifugio e conforto, ho trovato in Dio un posto sicuro.

Scrivi "ho deciso di mettere on-line la mia esperienza per aiutare coloro che dubitano del valore che porta una nuova vita dentro di loro, aiutarle a capire sia la gioia enorme che porta, in qualsiasi momento, luogo o situazione avvenga". Non pensi che molte delle donne che decidono di abortire non mettano in dubbio la gioia che può portare un figlio, ma siano spinte da motivazioni differenti?
Certo che lo penso, perchè anche io ho fatto la scelta dell'IVG, per tutta una serie di problemi, ma purtroppo quando scegli, o per lo meno a me è andata così, nessuno ti mette al corrente di quello che succede dopo, del trauma che ti porti dentro per tutta la vita, delle difficoltà a riallacciare il rapporto con il partner. Proprio per questo ho deciso di mettere in linea tutta la mia storia, non per dire a qualcuno non abortire, ma per dire pensaci, nella vita non si sa mai, magari è l'unico figlio che ti vien data la possibilità di crescere, pensa a come mi sono sentita io che dopo un IVG, ho visto morire Linda, ho sentito tutto questo come "la punizione" a quello che avevo fatto, ci ho messo tanto per capire che non era così, finchè poi ho avuto di nuovo un bambino da amare.

In un post fai riferimento a "l'inutilità della programmazione, di il fare progetti". Ti riferisci anche al programmare i figli?
Soprattutto a quello, io certamente lo dico sulle basi della mia storia, perchè penso che non dobbiamo avere il delirio di onnipotenza, che tutto vada come vogliamo noi, credo che a volte le cose succedono, non per puro caso, ma perchè a volte, anche i figli, è bello che ci vengono a cercare.

Sei un'ottimista?
Lo sono sempre stata, a parte il mio periodo buio dopo la Linda, credevo che la mia famiglia fosse tutta li, in quel pezzettino di terra. Ma è stato solo quel momento, ora poi, penso ... "Dio provvederà". L'ottimismo me l'ha insegnato mio babbo e la provvidenza di Dio è un insegnamento che devo a mia mamma.

Nel tuo blog ho trovato anche un post-denuncia contro la struttura ospedaliera alla quale ti sei affidata per il primo parto. Ci spiegheresti come sono andate le cose?
Io sono stata fortunata a trovare delle belle persone, delle brave ostetriche che mi hanno seguito anche nelle mie gravidanze successive a Linda, perchè infatti ho continuato a farmi seguire dalle ostetriche nello stesso ospedale. Più che altro ho trovato brutto che una struttura come un ospedale non sapesse come affrontare il mio dolore, magari con uno psicologo, o incitandomi a fare delle cose di cui poi mi sarei pentita, tipo prendere la mia bambina in braccio e guardare la meraviglia che avevo fatto oppure che mi abbandonasse alle domande e a i dubbi. Linda è morta per un atresia della trachea, un piccola malformazione, aveva un tappo di cartilagine che ostruiva le vie respiratorie, io sono stata convinta per un lunghissimo periodo di essere stata io la causa, che fosse stato qualcosa che avevo fatto a causare quel mancato sviluppo della trachea. Quando rimasi incinta della Siria, non feci i colpi di sole, non mi davo lo smalto, non pulivo con sostanza particolarmente aggressive. Quando invece rimasi incinta della Livia, dovetti andare a fare un consulto a tossicologia perchè avevo preso delle pasticche, prima ancora di sapere che ero in attesa, e così vennero fuori tutti questi dubbi e paure sulla morte della Linda. Allora mi sono chiesta, ma quando io facevo domande sul perchè di questa malformazione, potevano dirmi di parlare con qualcuno di quel reparto? Senza sentirmi dire, è un caso!

Cito le tue parole in riferimento all'interruzione volontaria di gravidanza: "Dove è la libertà, nel senso di colpa? Chi dice questo, non ha provato niente di quello che una donna passa, la violazione della sua intimità, la solitudine della scelta, il vuoto che ti attanaglia il cuore. Quale è la libertà?". Sei quindi contraria all'aborto?
Sono contraria all'aborto, se un giorno una delle mie figlie rimarrà incinta e non vorrà tenere il bambino, certo, io non gli impedirò di fare la sua scelta, la vita è sua ed è giusto che decida, ma gli racconterò quello che ho sofferto, quello che ho passato io, gli racconterò di non essere stata brava quanto lei, perchè ho pensato che non mi servisse l'aiuto di nessuno e ho fatto tutto da sola. Gli dirò che un figlio non ti rovina la vita, è una cosa meravigliosa da amare, per sempre!

Parlaci dell'associazione "Genitori di una stella": com'è nata, a che scopo, chi ne fa parte insieme a te.
L'associazione "Genitori di una stella" è una evoluzione del "Diario della Linda", io infatti avevo messo in linea tutto per aiutare le mamme a cui era capitata una storia simile alla mia ed ecco che la prima mamma che mi ha risposto è stata Giovanna, la mia "socia" l'idea è nata dalla voglia che avevamo tutte e due di aiutare le mamme, come mamme, aiutare i genitori come genitori, così senza nessuna pretesa, abbiamo messo su il sito (io sono il tecnico web ... e si vede) e così piano piano, giorno dopo giorno siamo cresciute, abbiamo aiutato altre mamme ed ora siamo un po' ... Laura, Fiammetta, Olga, Mariangela, Ofelia, Federica, Yvette, Elisa, Sara ... ma anche i papà che si tengono un po' più nascosti... Paolo e Moreno. Chiunque voglia aiutarci, infatti se c'è tanto auto-aiuto da parte nostra, ciò non toglie che possano farne pare anche gli operatori del settore. Il nostro scopo è quello di aiutare, e se anche avremo aiutato una sola mamma, siamo già contente ... sapete la storia della goccia nel mare, poi quando la goccia diventa pioggia ...

Sul mio guestbook, ho trovato questo:

Lorena:
Buongiorno vorrei farLe i complimenti per il suo blog ma non riesco a capire una cosa come si può pensare che l'aborto volontario non sia giusto che non sia il diritto di una donna. I sensi di colpa ci sono e non se ne andranno mai è vero, c'è un vuoto che non si colmerà mai...ma Lei non pensa a come avrebbe vissuto la sua vita quel bambino, non pensa come sarebbe cresciuto sapendo che era uno sbaglio qualcosa di capitato, e avendo vicino a se dei genitori che non si amavano? dica queste cose nel suo blog, consigli di parlare con uno psicologo prima di dire a delle ragazze che fare la mamma è bello, è la cosa più grande del mondo...mettere al mondo un figlio non vuol dire smussare i propri sensi di colpa vuol dire prendersi una responsabilità verso un'altra persona, che avrà bisogno di una mamma non di un eroe!!! Le dica queste cose

Volevo risponderti quì, scusami se ti do del tu, mi ha molto colpita questa tua affermazione, vorrei dirti che per me questa è stata semplicemente una testimonianza di vita vissuta e che ognuno nel suo cuore saprà leggere e trovare il senso di tutto questo. Io non mi permetterei mai di scegliere al posto di altri o di giudicare situazioni e storie che non conosco, quello che dico però è che abbiamo a che fare con una vita, quella di "tuo" figlio e avendo già due bambine, posso affermare in assoluta certezza che il bene che si vuole ai propri figli è a prescindere dalla situazione che ti circonda. L'amore per loro è unico, anche se mi dovessi trovare sola su questa terra.
Ognuno poi farà la propria scelta nel suo cuore, io ho fatto la mia e mi sono pentita, questo lo potrò pur dire? 

 
 
 
Vai alla Home Page del blog

IO ...

 

 


Wilafirenze

Ilaria Bertini

La mia non è una vita di rimpianti, ma una vita fatta dal presente, proiettata nel futuro e costruita sul passato. Ilaria

 

LE MIE FOTO SU ...

 

IL BLOG PARALLELO

BENVENUTI NEL MONDO DELL'ADOLESCENZA

Se pensi che sia difficile essere adolescente ... prova ad essere sua madre!

Scenette di delirio familiare dalle 7 alle 23

Ma la domanda fondamentale è: Riuscirò ad arrivare ai 20 anni delle mie figlie senza un trapianto di fegato?

 

IL LIBRO

immagine

Della serie "tutti possono pubblicare un libro", ecco la mia storia e quella della mia bambina che è iniziata con un diario della gravidanza, diventato poi una terapia al dolore del tutto personale, passata dopo 4 anni e 1/2 su una pagina web ed ora un libro. Così uno può leggere tutto su internet, oppure con due pagine sul divano. Senza nessuna pretesa quello che con una parola un po' grossa posso chiamarlo:

 

Il mio libro: "il diario della Linda"

 

 

TUTTA LA MIA STORIA

immagine

... la mia storia e quella della Linda, la bambina che mi ha cambiato la vita con il suo breve e luminoso passaggio !  

 

ESPERIENZE D'ABORTO

La parola alle donne che hanno fatto l'IVG, che hanno avuto un raschiamento, che hanno rinunciato per sempre al loro figlio.
Basta chiacchiere e giudizi è ora di leggere.
 

RICORDI MUSICALI

 
 

counter

 

Free counters
 

NON CI CREDO!!!

G r a z i e  ! ! !

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Dicembre 2020 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

ildiariodellalindacarloreomeo0stradanelboscoITALIANOinATTESALalla3672mrmau66lanfricapsanvasscassetta2letizia_arcuriFLORESDEUSTADkora69black.whalemax542011oranginella
 

TAG

 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 
Template creato da STELLINACADENTE20