Allora, fra 8 minuti tolgono la corrente (ore 22!) quindi se mi interrompo bruscamente sapete perche (non mi e preso un infarto). Riprendero domani.Nelle tastiere spagnole non ci sono gli accenti, fatevene una ragione.Segui la tua ombra. Questa e la strada per Santiago.Effettivamente non e che abbia avuto modo di sperimentarlo subito questo detto. Sveglia prima delle 6 e partenza alle 6.30 quando qui sui `Pirenei e ancora buio o quasi. Ma gia al sorgere del sole, mentre ero sulle rampe tagliagambe che da St Jean portano al Passo di R9oncisvalle, e stata quasi un'illuminazione scoprire che la lunghissima ombra che ti precede punta dritto alla via, e se c'e un tornante tranquillo che ti segnala gia quello successivo.Oggi il percorso e stato davvero davvero tosto. 30 km fino alla Collegiata di Roncisvalle, con un dislivello di 1200 metri per arrivare al passo dove passa il confine franco-spagnolo. Subito ho conosciuto Maurizio, di Torino, che si e prestato a farmi una foto proprio sotto la porta d'ingresso della citta e con il quale ho condiviso tutto il resto del cammino. I paesaggi qui sono mozzafiato, ogni cosa e molto curata, soprattutto quelle splendide case in pietra. Mi e venuta viglia di comprarla una casaccia qui, secondo me non sono troppo care. Ma cio che colpisce veramente e l'atmosfera di complicita che regna fra chi intraprende il cammino.E' stato un attimo quando ho conosciuto Isabelle, ragazza castigliana dal fisico forte e carinissima, che quando l'ho raggiunta lungo la salita e ci siamo presentati, mi ha regalato un "Isabelle, encantada!". L'ho ritrovata stasera a Roncisvalle e abbiamo fatto 2 chiacchiere, certo con qualche difficolta linguistica, ma ci si fa capire.Oggi tuttavia i miei compagni di viaggio sono stati Maurizio, come dicevo, e Philip, uno tosto, francese di Clermond-Ferrand (si scrive cosi?) di professione tipografo. Con lui ho parlato tantissimo, veramente tanto, e mi sono stupito del mio francese sempre piu disinvolto. E' uno di quelli con una storia da raccontare, oltre al fatto che gia e affascinante il mestiere di tipografo. Mi ha raccontato delle sue origini spagnole e di come i suoi nonni si sono trasferiti in Francia per sfuggire alle persecuzioni franchiste. Io ovviamente gli ho raccontato di mio padre, e della sua infanzia passata in Provenza a fare il carbonaio, vivendo su carri coperti di stracci e con galline e maiali al seguito.La salita e passata rapida e indolore, con la testa persa in chiacchiere e in altre cose che non possono non seguirmi a ogni passo, e lo sguardo rapito sempre da qualcosa, come le mandrie di pecore, o capre, non so, e un animale strano del tutto simile a una pecora ma con le corna attorcigliate come un muflone. O come le aquile con la testa bianca. Impressionante, ti volteggiano sopra la testa per ore prima di svalicare.Oggi ho capito che le mie preoccupazioni sulla tenuta fisica erano infondate. Il sentiero oggi l'ho preso a morsi, e durante le 7 ore di cammino non abbiamo fatto altro che superare gente. Ho pero gia capito quale sara il problema dei prossimi giorni, un problema che gia si era manifestato mesi fa lungo la Via Francigena. Un dolorino alle giunture dell'anca, ma spero possa riassorbirsi dopo i primi 3-4 giorni di cammino.Mentre scrivo sono all'Hospitales di Roncisvalle, un posto superbo. Dormiro stanotte in un grande edificio tutto in pietra scandito all'interno da archi a sesto acuto e illuminato da grandi lampadari circolari in ferro battuto. E' un'emozione.Qui fuori nel frattempo il tempo e peggiorato. In serata si sono abbassate le nebboie e ha cominciato a fare freddo. Non ci saranno piu di 15 gradi. La cena l'ho consumata con Maurizio, Philip, Isabelle e Laurent. Mi piacerebbe raccontare di piu su Philip e Laurent, penso lo faro una delle prossime sere.E' tardissimo. Scrivere mi fa star bene. Le emozioni di viaggio sono abituato a condividerle con qualcuno, non posso non farlo anche stavolta.Un saluto da Roncisvalle, luogo epico di battaglie, di eroi e di sconfitte.Diego
Da Roncisvalle, sera del 30 luglio
Allora, fra 8 minuti tolgono la corrente (ore 22!) quindi se mi interrompo bruscamente sapete perche (non mi e preso un infarto). Riprendero domani.Nelle tastiere spagnole non ci sono gli accenti, fatevene una ragione.Segui la tua ombra. Questa e la strada per Santiago.Effettivamente non e che abbia avuto modo di sperimentarlo subito questo detto. Sveglia prima delle 6 e partenza alle 6.30 quando qui sui `Pirenei e ancora buio o quasi. Ma gia al sorgere del sole, mentre ero sulle rampe tagliagambe che da St Jean portano al Passo di R9oncisvalle, e stata quasi un'illuminazione scoprire che la lunghissima ombra che ti precede punta dritto alla via, e se c'e un tornante tranquillo che ti segnala gia quello successivo.Oggi il percorso e stato davvero davvero tosto. 30 km fino alla Collegiata di Roncisvalle, con un dislivello di 1200 metri per arrivare al passo dove passa il confine franco-spagnolo. Subito ho conosciuto Maurizio, di Torino, che si e prestato a farmi una foto proprio sotto la porta d'ingresso della citta e con il quale ho condiviso tutto il resto del cammino. I paesaggi qui sono mozzafiato, ogni cosa e molto curata, soprattutto quelle splendide case in pietra. Mi e venuta viglia di comprarla una casaccia qui, secondo me non sono troppo care. Ma cio che colpisce veramente e l'atmosfera di complicita che regna fra chi intraprende il cammino.E' stato un attimo quando ho conosciuto Isabelle, ragazza castigliana dal fisico forte e carinissima, che quando l'ho raggiunta lungo la salita e ci siamo presentati, mi ha regalato un "Isabelle, encantada!". L'ho ritrovata stasera a Roncisvalle e abbiamo fatto 2 chiacchiere, certo con qualche difficolta linguistica, ma ci si fa capire.Oggi tuttavia i miei compagni di viaggio sono stati Maurizio, come dicevo, e Philip, uno tosto, francese di Clermond-Ferrand (si scrive cosi?) di professione tipografo. Con lui ho parlato tantissimo, veramente tanto, e mi sono stupito del mio francese sempre piu disinvolto. E' uno di quelli con una storia da raccontare, oltre al fatto che gia e affascinante il mestiere di tipografo. Mi ha raccontato delle sue origini spagnole e di come i suoi nonni si sono trasferiti in Francia per sfuggire alle persecuzioni franchiste. Io ovviamente gli ho raccontato di mio padre, e della sua infanzia passata in Provenza a fare il carbonaio, vivendo su carri coperti di stracci e con galline e maiali al seguito.La salita e passata rapida e indolore, con la testa persa in chiacchiere e in altre cose che non possono non seguirmi a ogni passo, e lo sguardo rapito sempre da qualcosa, come le mandrie di pecore, o capre, non so, e un animale strano del tutto simile a una pecora ma con le corna attorcigliate come un muflone. O come le aquile con la testa bianca. Impressionante, ti volteggiano sopra la testa per ore prima di svalicare.Oggi ho capito che le mie preoccupazioni sulla tenuta fisica erano infondate. Il sentiero oggi l'ho preso a morsi, e durante le 7 ore di cammino non abbiamo fatto altro che superare gente. Ho pero gia capito quale sara il problema dei prossimi giorni, un problema che gia si era manifestato mesi fa lungo la Via Francigena. Un dolorino alle giunture dell'anca, ma spero possa riassorbirsi dopo i primi 3-4 giorni di cammino.Mentre scrivo sono all'Hospitales di Roncisvalle, un posto superbo. Dormiro stanotte in un grande edificio tutto in pietra scandito all'interno da archi a sesto acuto e illuminato da grandi lampadari circolari in ferro battuto. E' un'emozione.Qui fuori nel frattempo il tempo e peggiorato. In serata si sono abbassate le nebboie e ha cominciato a fare freddo. Non ci saranno piu di 15 gradi. La cena l'ho consumata con Maurizio, Philip, Isabelle e Laurent. Mi piacerebbe raccontare di piu su Philip e Laurent, penso lo faro una delle prossime sere.E' tardissimo. Scrivere mi fa star bene. Le emozioni di viaggio sono abituato a condividerle con qualcuno, non posso non farlo anche stavolta.Un saluto da Roncisvalle, luogo epico di battaglie, di eroi e di sconfitte.Diego