Corri Forrest Corri!

Un Natale imperfetto


Ieri sera percorrevo l’autostrada diretto verso la mia casa in Val Brembana. Non posso dire velocemente, perché la mia punto a metano è quello che è, ma tanto abbastanza per vedere scorrere le luci di Natale intorno a me prima lentamente, poi sempre più veloci fino a sgorgerle passare accanto a me come una scia. Cavolo, tra due giorni è Natale ma intorno non riesco a cogliere la magica atmosfera che, dicono, dovrebbe ammantare queste ore. Anche le luci che mi scorrono intorno sono in fondo poca roba rispetto a quelle che ero abituato a vedere in questo periodo. Ma forse questo non vuol dire nulla, anzi ne sono certo.. non sono né le luci né quei buffi signori vestiti da uomini-immagine della Coca-cola a fare di questa festa qualcosa di speciale. Perché è una festa speciale, ma non per tutte quelle manifestazioni esteriori che fanno del Natale la giornata dell’Associazione commercianti, ma perché, diamogliene atto, il Natale è una sorta di acceleratore di emozioni che fa si che chi è felice assapori con maggiore intensità la fonte della sua felicità, e chi non lo è avverta ancor più distintamente il suo stato di insoddisfazione esistenziale.A questo pensavo ieri mentre attraversavo la Pianura Padana avvolta da una notte scura, scurissima. Guidavo, e più divoravo chilometri più mi accorgevo che mi stavo facendo prendere dall’influsso natalizio. In sostanza mi cresceva l’ansia e, senza girarci troppo intorno, una forte, radicata sensazione di tristezza. Tra due giorni è Natale. “C’è la luna sui tetti, c’è la notte per strada”.. una luna surreale, una falce sottile e acuminata che scintillava bassa sull’orizzonte. La osservavo e pensavo che era bellissima. Mi ricordava tanto quelle che dominano le visionarie incisioni di Armando Donna; che bello, ho avuto in regalo una seconda incisione di Donna, un autore che adoro, soprattutto per la carica poetica delle sue raffigurazioni. Le ho fatte incorniciare e le ho appese nella mia camera ridipinta a nuovo. “Il solitario” e “Il poeta se ne va”. Non le ho scelte io, giuro! Ma senza farlo apposta il tema di quei due fogli mi tocca molto, molto da vicino.La stessa luna l’osservavo stasera, ma stasera era ancora più bella, nitida, luccicante. Ero sulla terrazza a casa di mia sorella, in accappatoio, appena uscito da un quarto d’ora di sauna. Può sembrare strano, ma se vai fuori al freddo – e stasera in valle c’è un freddo che pela, che ancora non è andata via la brina della notte passata – dopo una bella sauna, non senti niente, anzi, avverti un tepore dovuto al calore accumulato dal tuo corpo che ti avvolge e ti protegge. Il Natale ormai è tremendamente vicino, e le sensazioni affiorano ancora più intensamente. Il cielo qui è più bello che da altre parti.. è nitidissimo, le costellazioni sono come miriadi di luci di una grande metropoli e l’orizzonte è dato dal seghettato motivo del profilo dei monti innevati. Da dentro il mio accappatoio guardavo lo spettacolo unico della bellezza del mondo, ma i miei occhi umidi e tremanti vedevano solo il misterioso e meraviglioso miracolo dell’esistenza, da qualche parte lontano, di una ragazza che ha fatto della mia esistenza un flusso vitale che avesse un senso. Un qualcosa dotato di perfezione.Non ho mai fatto tanti regali come quest’anno per Natale. Ho la forte necessità di DARE.Ma in realtà vorrei tanto regalare me stesso, ed è per ciò che questo Natale, che per essere vissuto felicemente richiede una sorta di perfezione di sentimenti, non sarà un bel Natale.Sentivo tanto freddo sotto quell’accappatoio. Nonostante la sauna... Un buon Natale a tutti!!D.