Corri Forrest Corri!

O


O è una bocca spalancata.Un pozzo d’idee.Un anello dentro cui ficcarci il dito.Un tunnel.Un viaggio.Un disco.A scrivere e musicare questo piccolo scrigno di emozioni è un illusionista musicale di nome Damien Rice, nativo d’Irlanda, fuggevole artista da noi pressochè sconosciuto.O è un disco dalla bellezza sconcertante, pubblicato nel 2004 in Irlanda. In Italia l’hanno visto e conosciuto appena all’inizio del 2006. Qualcuno, come me, ha avuto il privilegio di apprezzarlo solo in seguito a quel breve intarsio musicale di The Blower’s daughter, inserito nel film "Il Caimano" di Nanni Moretti.Damien Rice ha la voce rotta dalla tristezza.Siamo davanti a un infame figlio di puttana. Uno che ti scava nel cuore e sminuzza le tue vene coronarie. Per l'intensità del suo racconto e per l'intimismo dei suoi accordi. 10 tracce affascinanti, dolci e delicate, urlate con passione.. che parlano d’amore, di sofferenza, di dolore. Sono un tesoro inestimabile.Nella parte finale della magnifica “Amie”, non posso non emozionarmi fino alla pelle d’oca, ma una simile sensazione ritorna in molti momenti del disco.“The blower’s daughter” è profonda, sentita, appassionata, con la semplice chitarra lasciata sola a sostenere il peso di un universo di sensazioni che valgono tutto l'oro del mondo.“Cannonball”, orecchiabile e poetica, trasuda commozione da ogni accordo ed è pervasa da un senso di indicibile emozione in quei sussurri da brividi. Rice si commuove quasi fino alle lacrime nel mormorare con dolore:“There’s still a little bit of your taste in my mouththere’s still a little bit of you laced with my doubtit’s still a little hard to say what's going on…”.Drammatico grido d’amore.Damien è un delicato ragazzino che canta storie, non chiede scusa per la tristezza che t’infonde, risultando, a chiusura del disco, il diretto responsabile di un magone di fondo, di una felicità sconnessa, ombrosa e vuota.Damien Rice è una relazione d’amore di otto anni e mezzo che finisce senza che nemmeno ci si renda conto del perché. È quel disorientamento. Ieri tutto okay, oggi invece non c’è più niente: tutte le abitudini sconvolte, ogni singola cosa dimenticata, accantonata, remota. O è questo: un disco da ascoltare soli sotto un piumone, mentre fuori piove, mentre è tardi avanti sera. Suona dolce e morbido, mai retorico, secco e diretto come uno stiletto nel petto.Ma O è anche un disco da suonare mano alla chitarra.. e da cantare, per chi può, o crede di poterlo fare, come me, esplodendo nell'aria una vibrazione vocale che viene dritta dal cuore.O è un disco nato e concepito per casa, per il focolare, perché suonato tra quattro pareti e tra quattro amici.Chi lo vuole apprezzare lo ha già fatto, chi vuole farlo è ancora in tempo.Lo sarà sempre..Die