TRASPARENZA

BEPPE GRILLO FA IL SUO SHOW FRA QUALUNQUISMO E VOLGARITA'


  
Grillo show a Palazzo Madama Schifani: «Qualunquismo e volgarità» Roma -11/06/2009Il vocabolario è quello di Beppe Grillo.I senatori sono «antistorici e vecchi», fra le elette si trovano delle «zoccole», il premier è uno «psiconano». Il luogo, però, non è una piazza ma la commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama. Il comico genovese è lì per essere ascoltato sul ddl di iniziativa popolare per una riforma della legge elettorale, ma l'occasione è ghiotta. E non si trattiene. «È un Parlamento di nominati in cui sono stati scelti amici, avvocati e qualche zoccola» esordisce. Quindi l'attacco ai condannati: da Totò Cuffaro a Marcello Dell'Utri. «Tutti eletti per meriti giudiziari», sentenzia. Visto che si trova lì Grillo non trascura di fare le pulci al provvedimento sulle intercettazioni contro il quale annuncia disobbedienza civile. «Sono incazzato come una bestia», spiega parlando a margine dell'audizione. E alla domanda se pensa che saranno in molti a seguirlo nella disobbedienza civile, risponde: «Se saremo tanti, vedremo chi è che poi combina un reato se chi fa la disobbedienza o chi fa le leggi. Teniamo presente che noi abbiamo un centinaio di parlamentari che fanno le leggi ma loro sono dei fuorilegge». Parole che, però, non piacciono al presidente del Senato Renato Schifani. «Non ci si può rivolgere al Parlamento - commenta amareggiato il presidente del Senato - e nello stesso tempo offenderne i componenti. L'offesa qualunquistica e volgare contro il Parlamento è già stata usata con esiti drammatici contro le istituzioni. Non dobbiamo assecondare istinti e pulsioni che nulla hanno a che fare con la tutela delle nostre istituzioni». Ma le più arrabbiate sono le donne. Apostrofate da Grillo con il termine «zoccole», le senatrici di tutti i gruppi hanno deciso di querelare il comico.articolo copiato dal sito :
Le parlamentari annunciano querela contro Grillo, coro bipartisan: "Ci ha insultate"il mandato è stato affidato alla avv.to G.Bongiorno11 giugno 2009. Passano le "veline", ma non le zoccole. Le parlamentari bocciano beppe Grillo per l'appellativo a loro rivolto nella sua audizione al Senato e annunciano vendetta. Tutte compatte - stavolta la rivolta è bipartisan - diverse inquiline delle Camere, ma anche qualche collega uomo hanno dato mandato al presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno di querelare il comico genovese che aveva detto che il Parlamento è popolato da "amici, avvocati e qualche zoccola...". Denuncia bipartisan: "Un'aggressione all'intero Parlamento" - Hanno aderito all'iniziativa, tra gli altri, anche il capogruppo del Pd in commissione Giustizia Donatella Ferranti, Viviana Beccalossi (Pdl), Alessandra Mussolini (Pdl), Paola Concia (Pd), Sandra Zampa (Pd), Nunzi Di Girolamo (Pdl), Barbara Saltamartini (Pdl), Roberto Zaccaria (Pd) e Nino Lo Presti (Pdl). Nel documento, firmato da decine di deputati, si legge che nel comportamento di Beppe Grillo si ravvisa "un'aggressione all'intero Parlamento" integrando il "reato di diffamazione".La Mussolini furiosa - "Grillo si è permesso di usare una parolaccia tremenda, che ci insultava, tuona l'esponente del Pdl. Pretendiamo quindi di essere ascoltate, perché non è possibile che in una commissione così importante sia invitato chicchessia a insultare le donne che sono in Parlamento e che lavorano in nero, perché noi facciamo ancora un lavoro nero! Che siamo belle o brutte, non ce ne importa nulla, ci dovete lasciare stare e farci lavorare. Il presidente Vizzini si deve scusare per avere invitato il 'grillo parlante' e ci deve sentire tutte, maggioranza e opposizione, senza gli uomini"., mentre Paola Concia (Pd) ha chiesto alle presidenze di Camera e Senato "che prendano posizione e che anche i miei colleghi uomini dimostrino che questo Parlamento comincia a cambiare rotta per quanto concerne il rispetto delle donne".Lorenzin (Pdl): "Grillo offende tutte le donne" - Sul piede di guerre anche altre parlamentari del Pdl. "Gli epiteti con i quali Beppe Grillo ha definito i membri del Parlamento italiano la dicono lunga sul personaggio che, d'altra parte, si è caratterizzato politicamente per il 'Vaffaday'" - ha commentato Beatrice Lorenzin. "E' particolarmente disgustosa - sottolinea - la sua definizione delle donne parlamentari. Non da ultimo perché questo signore, che si sente il paladino dei consumatori e dei diritti civili, con una sola frase si fa portavoce del peggiore maschilismo machista di inizio secolo. Che dire di Grillo un retrogrado che, infangando le donne del Parlamento italiano, non si rende conto di offendere tutte le donne che con tanta fatica, quotidianamente, cercano di sfondare il muro del pregiudizio e rivendicano il semplice diritto alla pari opportunità. Si merita certamente una querela, ma ancor di più si merita che le donne italiane disertino i suoi show".Paola Concia (Pd): "Intervenga il Parlamento" - la deputata del Pd ha chiesto alle presidenze di Camera e Senato "che prendano posizione e che anche i miei colleghi uomini dimostrino che questo Parlamento comincia a cambiare rotta per quanto concerne il rispetto delle donne".Più clementi le deputate dell'Idv: nessuna offesa - "Nessuno ci ha contattato per farlo e comunque non abbiamo alcuna intenzione di querelare Beppe Grillo per quanto detto ieri in Commissione Affari Costituzionali al Senato", sostengono le senatrici dell'Italia dei Valori Patrizia Bugnano e Giuliana Carlino, sottolineando che "per quanto riguarda i suoi apprezzamenti sulle parlamentari non ci sentiamo chiamate in causa e quindi non ci riteniamo offese". Redazione Tiscali