TRASPARENZA

SCOPRIAMO CHI E' PATRIZIA TADDARIO


Quella dolce vita alla pugliese, fra belle ragazze e giri vipdal nostro inviato Massimo MartinelliBARI (19 giugno) - C’è una mossa che non torna, in questa storia di feste, donne pagate per partecipare e appalti pilotati a suon di mazzette. L’ha fatta Patrizia D’Addario, una delle interpreti principali, insieme agli imprenditori Giampaolo e Claudio Tarantini, di questo ennesimo scandalo rosa di inizio estate. La mossa della D’Addario, che ha insospettito non poco gli investigatori, risale a qualche tempo fa, ben prima che la ex modella ed ex attrice decidesse di rivelare al Corriere della Sera le sue frequentazioni a Palazzo Grazioli: in quei giorni, come se volesse precostituirsi un supporto mediatico adeguato, si recò nelle redazioni delle emittenti locali e dei quotidiani baresi per “rastrellare” tutte le immagini che la ritraevano con Silvio Berlusconi, in occasione della visita del premier a Bari per sostenere il candidato del Pdl alle comunali. Lei c’era; si era infilata al Palace Hotel dribblando la sicurezza dicendo che era una candidata; ma in quella giornata convulsa, di folla e di mani strette a casaccio, non era riuscita a parlare a quattr’occhi con il premier. E pochi giorni prima di far esplodere il caso con la sua intervista, cercò di recuperare foto e immagini, che testimoniassero la sua “vicinanza” con il capo del governo. Anche su questo faranno accertamenti gli uomini della Polizia giudiziaria, come su tutti gli altri episodi che giustificano la fama della D’Addario, di donna che va presa con le pinze. Vediamo: nata il 17 febbraio 1967, una figlia di tredici anni, due piccoli attici di proprietà nel quartiere Libertà, ha la passione per i Suv ma gira con una Fiesta nera. E ha la psicosi delle prove: registra tutto, annota tutto, conserva gli scontrini, casomai qualcuno le chiedesse di dimostrare se era al bar sotto casa a fare colazione. Ha fatto la modella, la ragazza immagine, la cubista. Poi è andata a Miami, a fare l’assistente del celebre illusionista David Copperfield. E ancora, ha provato a fare l’attrice: ma nel suo curriculum è rimasta solo una comparsata in una fiction, ”Lariamara” e un soprannome, Coka, per aver partecipato come figurante ad un spot della Cocacola. Ha provato anche con la politica: negli anni scorsi in una lista collegata al sindaco uscente Emiliano, del Pd, e alle comunali di questi giorni, in una lista civica vicina al Pdl. E poi, i compromessi; il rapporto con un uomo che la sfruttava sessualmente, che lei alla fine denunciò e fece arrestare. Per poi restare in contatto con lui, in un rapporto di odio-amore sfociato in liti, botte, inseguimenti e tamponamenti in autostrada, ben raccontati dai verbali della questura di Bari. Fino ad arrivare a Villa Grazioli, condotta per mano da un altro personaggio sui generis: Giampaolo Tarantini, titolare insieme al fratello Claudio della Tecnohospital, azienda che vende apparecchiature medicali costosissime e ricercatissime dalle cliniche. Macchine per la liposuzione, protesi mammarie, roba che va per la maggiore tra le signore dell’alta società. Elegantissimo e affascinante, Giampaolo Tarantini è sposato e ha due figlie, l’ultima nata un mese fa. Fino allo scorso anno era il prototipo del ragazzo di buona famiglia con la testa sulla spalle; poi ha capito che gli affari si fanno a cena, o nei circoli sportivi, o nelle ville dove si fanno le feste. Ne ha affittata una da sogno a Porto Rotondo, vicino a Villa Certosa, ed è partito dal salotto buono del premier. Ci deve aver messo poco a capire qual era il modo migliore per farsi notare: ha lasciato a casa la moglie e si è presentato con le ragazze più belle di Bari. O forse solo le più disponibili. (ha collaborato Grazia Rongo) articolo copiato dal sito:
l'invidia è una brutta bestia