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    <title>diritti violati</title>
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        <title type="text">In ricordo di Antonio Gramsci un uomo dal pensiero sempre attuale. ODIO GLI INDIFFERENTI</title>
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        <published>2010-04-26T20:55:48+02:00</published>
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        <summary type="text">Il 12 febbraio 1924 nasceva il giornale L'Unit&amp;agrave; fondato da Antonio  Gramasci. In ricordo pubb...</summary>
        <content type="html">&lt;div class=&quot;attribute-short&quot;&gt;&lt;p&gt;Il 12 febbraio 1924 nasceva il giornale L'Unit&amp;agrave; fondato da Antonio  Gramasci. In ricordo pubblichiamo uno dei suoi pi&amp;ugrave; famosi scritti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;INDIFFERENTI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che &quot;vivere vuol  dire essere &lt;a href=&quot;http://www.antoniogramsci.com/cittafutura.htm#notac&quot; target=&quot;_self&quot;&gt;partigiani&quot; (1)&lt;/a&gt;. Non possono esistere i solamente &lt;em&gt;uomini, &lt;/em&gt;gli estranei alla citt&amp;agrave;. Chi vive veramente non pu&amp;ograve; non essere  cittadino, e parteggiare. Indifferenza &amp;egrave; abulia, &amp;egrave; parassitismo, &amp;egrave;  vigliaccheria, non &amp;egrave; vita. Perci&amp;ograve; odio gli indifferenti.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;L'indifferenza &amp;egrave; il peso morto della storia. E' la palla di piombo per  il novatore, &amp;egrave; la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi  pi&amp;ugrave; splendenti, &amp;egrave; la palude che recinge la vecchia citt&amp;agrave; e la difende  meglio delle mura pi&amp;ugrave; salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perch&amp;eacute;  inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li  scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica. &lt;br /&gt; L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma  opera. E' la fatalit&amp;agrave;; e ci&amp;ograve; su cui non si pu&amp;ograve; contare; &amp;egrave; ci&amp;ograve; che  sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; &amp;egrave; la  materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ci&amp;ograve; che  succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto  eroico (di valore universale) pu&amp;ograve; generare, non &amp;egrave; tanto dovuto  all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza,  all'assenteismo dei molti. Ci&amp;ograve; che avviene, non avviene tanto perch&amp;eacute;  alcuni vogliono che avvenga, quanto perch&amp;eacute; la massa degli uomini abdica  alla sua volont&amp;agrave;, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la  spada potr&amp;agrave; tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta  far&amp;agrave; abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un  ammutinamento potr&amp;agrave; rovesciare. La fatalit&amp;agrave; che sembra dominare la  storia non &amp;egrave; altro appunto che apparenza illusoria di questa  indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra,  poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della  vita collettiva, e la massa ignora, perch&amp;eacute; non se ne preoccupa. I  destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette,  degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli  gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perch&amp;eacute; non se ne  preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela  tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalit&amp;agrave; a  travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme  fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono  vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non  sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si  irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro  che egli non ha voluto, che egli non &amp;egrave; responsabile. Alcuni piagnucolano  pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si  domandano: se avessi anch'io fatto il mio dovere, se avessi cercato di  far valere la mia volont&amp;agrave;, il mio consiglio, sarebbe successo ci&amp;ograve; che &amp;egrave;  successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza,  del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro  attivit&amp;agrave; a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal  male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano. &lt;br /&gt; I pi&amp;ugrave; di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare  di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre  simili piacevolezze. Ricominciano cos&amp;igrave; la loro assenza da ogni  responsabilit&amp;agrave;. E non gi&amp;agrave; che non vedano chiaro nelle cose, e che  qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei  problemi pi&amp;ugrave; urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia  preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti. Ma queste  soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla  vita collettiva non &amp;egrave; animato da alcuna luce morale; &amp;egrave; prodotto di  curiosit&amp;agrave; intellettuale, non di pungente senso di una responsabilit&amp;agrave;  storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e  indifferenze di nessun genere. &lt;br /&gt; Odio gli indifferenti anche per ci&amp;ograve; che mi d&amp;agrave; noia il loro piagnisteo di  eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il  compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ci&amp;ograve; che  ha fatto e specialmente di ci&amp;ograve; che non ha fatto. E sento di poter  essere inesorabile, di non dover sprecare la mia piet&amp;agrave;, di non dover  spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle  coscienze virili della mia parte gi&amp;agrave; pulsare l'attivit&amp;agrave; della citt&amp;agrave;  futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non  pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non &amp;egrave; dovuta al caso, alla  fatalit&amp;agrave;, ma &amp;egrave; intelligente opera dei cittadini. Non c'&amp;egrave;in essa nessuno  che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si  svenano nel sacrifizio; e colui che sta alla finestra, in agguato,  voglia usufruire del poco bene che l'attivit&amp;agrave; di pochi procura e sfoghi  la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perch&amp;eacute; non &amp;egrave;  riuscito nel suo intento. &lt;br /&gt;Vivo, sono partigiano. Perci&amp;ograve; odio chi non  parteggia, odio gli indifferenti.&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Per  chi è ancora capace di pensare in autonomia</title>
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        <published>2010-03-23T15:47:03+02:00</published>
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        <summary type="text">La chiesa ha deciso di parlare, contro l'abborto ha chiesto di votare. Sempre coerente con la sua ip...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;La chiesa ha deciso di parlare,&lt;br /&gt; contro l'abborto ha chiesto di votare.&lt;br /&gt; Sempre coerente con la sua ipocrisia,&lt;br /&gt; accoglie chi pecca e chi soffre manda via.&lt;br /&gt; Eminenza Lei non potr&amp;agrave; mai capire la sofferenza di chi decide di  abortire.&lt;br /&gt; In questo paese povero di CULTURA,&lt;br /&gt; la chiesa che Lei rappresenta ,ormai non fa pi&amp;ugrave; paura.&lt;br /&gt; Troppi orrori celate nei vostri cuori.&lt;br /&gt; Un vero cattolico Don Ciotti e Don Gallo preferisce ascoltare,&lt;br /&gt; le vostre esternazioni, servono solo &lt;br /&gt; a farlo pi&amp;ugrave; pensare.&lt;br /&gt; In questa societ&amp;agrave; in completa decadenza,&lt;br /&gt; Il vostro parlare &amp;egrave; l'ennesima indecenza.&lt;br /&gt; Abbandoni l'opulenza e faccia dono di penitenza.&lt;br /&gt; Vada per il mondo a vivere la sofferenza,&lt;br /&gt; solo cos&amp;igrave; potr&amp;agrave; smettere di sentirsi &lt;br /&gt; &quot; EMINENZA&quot;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">I miei pensieri ...</title>
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        <published>2009-05-11T01:17:41+02:00</published>
        <updated>2009-05-11T01:17:41+02:00</updated>
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        <content type="html">Enziteto, dove un diritto viene scambiato per favore&lt;p class=&quot;metadata&quot;&gt;Repubblica &amp;mdash; 28 febbraio 2004 &amp;nbsp; pagina 10 &amp;nbsp; sezione: LETTERE E COMMENTI&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;testo&quot;&gt;Quanti e quali &quot;diritti negati&quot; hanno le donne e gli uomini che finiscono nella grande industria della criminalit&amp;agrave; organizzata ancor prima di nascere? Quante e quali condanne hanno ancor prima di essere condannati? Tutte le volte che viene arrestato qualcuno, mi chiedo, da cittadina, cosa ho fatto per tendergli la mano, dove ero quando aveva bisogno, quando ha avuto il coraggio di chiedere aiuto. E mi chiedo a maggior ragione, dove era lo Stato quando nonostante l' obbligo scolastico, non gli &amp;egrave; stato garantito il diritto allo studio, dove era lo Stato quando gli &amp;egrave; stato negato il diritto al gioco, il diritto ad una adolescenza dignitosa, il diritto a mantenere la sua famiglia, i suoi figli, dove era, dov' &amp;egrave;? Ho visto in questi ultimi tempi un interesse sincero da parte di molti, ma in quale maniera si manifesta lo Stato sistematicamente, in quale maniera potr&amp;agrave; essere visibile giornalmente. &amp;egrave; possibile utilizzare le risorse gi&amp;agrave; esistenti, perch&amp;eacute; Enziteto &amp;egrave; pieno di contenitori da riempire di contenuti, per questo la risposta immediata sarebbe che da domani lo Stato fosse presente con i servizi di cui gi&amp;agrave; dispone, coordinandosi e mettendosi in rete, questo sarebbe doveroso. Questa sarebbe una maniera di essere vicini ogni giorno alla gente di Enziteto. &amp;laquo;Non &amp;egrave; la fame ma &amp;egrave; l' ignoranza che uccide&amp;raquo;, che uccide le libert&amp;agrave; di un paese desolato, bramato da persone che incentivano questa desolazione, che la sfruttano a loro piacimento. La verit&amp;agrave; qui &amp;egrave; elargita chiamando i diritti favori. Nel deserto socio-culturale poche gocce d' acqua servono a raccogliere consensi a basso prezzo e con pochi sforzi. In questo deserto c' &amp;egrave; chi si arricchisce grazie ai bisogni (primari) di molta gente. Su questo si fonda il loro potere, che si esaurisce nel dare informazioni alle quali si pu&amp;ograve; accedere facilmente o nell' elargire diritti gi&amp;agrave; dovuti. Lo Stato in questi &quot;non luoghi&quot; perde ogni suo punto di riferimento, e costituisce le fondamenta solide sulle quali questi personaggi si poggiano. Ed &amp;egrave; facile, osservando dal di dentro il contesto socio-culturale, comprendere come vengono tirati su i pilastri di un potere &quot;non statale&quot; forte. Uno Stato che &quot;dimentica&quot; di mettere i segnali stradali per le strade, i nomi delle vie, i servizi per vivere e sopravvivere permette di andar &quot;dietro&quot; al primo che ci d&amp;agrave; la soluzione. &quot;Grazie, mio salvatore, per avermi dato i segnali stradali e un nome alla strada che percorro ogni giorno, per avermi fatto lavorare, per avermi dato un sussidio, per l' asfalto~&amp;raquo;. Concludo con il pensiero di una delle mamme che hanno organizzato il &quot;Carnevale dello scandalo&quot;: &amp;laquo;Lo Stato, come padre e madre, che tutela e protegge i propri figli deve tendere la mano soprattutto a quei figli che hanno pi&amp;ugrave; bisogno. La peggiore schiavit&amp;ugrave; umana &amp;egrave; l' ignoranza. Ma non &amp;egrave; un diritto essere informati ed istruiti?&amp;raquo;. operatrice sociale a Enziteto&lt;br /&gt;- &lt;em class=&quot;author&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #666666;&quot;&gt;rosa matera&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;</content>
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        <title type="text">L'ITALIA NON E' UN PAESE NORMALE....</title>
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        <published>2009-04-15T15:25:18+02:00</published>
        <updated>2009-04-15T15:25:18+02:00</updated>
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        <summary type="text">Che strano paese il nostro, il terremoto &amp;egrave; stata un emergenza , ma noi abbiamo una struttura ...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;Che strano paese il nostro, il terremoto &amp;egrave; stata un emergenza , ma noi abbiamo una struttura statale&amp;nbsp; per&amp;nbsp; intervenire in casi di emergenza, il responsabile di questa struttura&amp;nbsp; ha un compenso altissimo , il suo compito &amp;egrave; quello di garantire e coordinare&amp;nbsp; i soccorsi in caso di calamit&amp;agrave;.Tutti ormai sappiamo di cosa si occupa la protezione civile, qualcuno forse conosce anche i costi che paga la collettivi&amp;agrave; per&amp;nbsp; permetterne&amp;nbsp; il funzionamento.Forse quello che molti non sanno e che&amp;nbsp; questa struttura organizzativa deve funzionare tutti i giorni dell'anno e uno dei suoi principali compiti &amp;egrave; quello di prevenire&amp;nbsp;&amp;nbsp; i disastri causati dalle calamit&amp;agrave; naturali.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In un paese normale&amp;nbsp;il governo non dovrebbe sbandierare&amp;nbsp; come fosse un fatto eccezionale la perfezione della macchina dei soccorsi, in un paese normale&amp;nbsp; &amp;egrave; NORMALE che i soccorsi funzionano, quello che non &amp;egrave; normale &amp;egrave; che&amp;nbsp; non ci sia stata la prevenzione, che chi avrebbe dovuto&amp;nbsp; controllare la situazione dopo le prime scosse non lo abbia fatto, o che comunque&amp;nbsp; non si sia capaci di costruire un paese dove sia normale fare il proprio dovere.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se questo fosse un paese normale, oggi non ci sarebbero tutte quelle famiglie a piangere la perdita dei propri cari, non ci sarebbero le passerelle e le gare di solidariet&amp;agrave;, In un paese normale ogni giorno ci sarebbe attenzione all'altro e ognuno farebbe il proprio lavoro con&amp;nbsp; senso di responsabilit&amp;agrave; e spirito civico, sapendo che&amp;nbsp; girare la testa dall'altra parte, mentre&amp;nbsp; si compie&amp;nbsp;un azione&amp;nbsp; che necessariamente&amp;nbsp; ha una ricaduta sulle vite&amp;nbsp; degli altri, vuol dire&amp;nbsp; mettere un ipoteca sul futuro e soprattutto vuol dire esserne responsabili, sia il nostro compito&amp;nbsp; quello di&amp;nbsp;guidare un camion che porta un carico di cemento non a norma o quello di fare il&amp;nbsp;burocrate.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tutti siamo responsabili delle azioni che compiamo&amp;nbsp; ma anche&amp;nbsp; soprattutto di quelle che&amp;nbsp;&amp;nbsp; evitiamo di compiere, i nostri atti ci inseguono sempre e hanno una ricaduta positiva o negativa sul futuro.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In un paese NORMALE la legalit&amp;agrave; e la prevenzione&amp;nbsp; &amp;egrave; la NORMALITA' Il nostro &amp;nbsp;non &amp;egrave; un paese NORMALE.&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Senza titolo</title>
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        <published>2009-01-12T10:13:45+02:00</published>
        <updated>2009-01-12T10:13:45+02:00</updated>
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        <content type="html">Venticinque anni fa veniva assassinato dalla mafia il giornalista Giuseppe Fava. Ripubblichiamo un suo articolo apparso sulla rivista «I Siciliani» nel febbraio del 1983.&lt;br /&gt;di Giuseppe Fava&lt;br /&gt;Io voglio raccontarvi una storia vera. Un assessore dei passati governi regionali, sicuramente galantuomo e, però non temerario, e perciò quasi sempre tremebondo, talvolta persino inerte nella sua attività di governo, mi confessava la sua intenzione di ritirarsi dalla vita pubblica.Era disfatto dalla paura, anzi da diverse paure che si sovrapponevano l'una all'altra. Paura - da un giorno all'altro - di essere coinvolto in un clamoroso caso di corruzione per una firma distratta. Paura di prendere alcune pistolettate sulla fronte come il povero Mattarella. Paura di fare, di operare politicamente, di prendere iniziative, di effettuare le scelte. E così tremebondo, mi prendeva sottobraccio per spiegarmi meglio: «Sai perché hanno ammazzato Mattarella? Perché era onesto. C'erano mille miliardi da spendere per il risanamento di Palermo. C'era un dilemma, assegnare i giganteschi appalti ai soliti gruppi di potere, che avrebbero divorato almeno metà di quei mille miliardi, oppure per la prima volta nella storia della Sicilia spendere quei soldi veramente per il popolo palermitano. Scelse questa seconda ipotesi. Ma gli altri dettero cinquanta milioni a un anonimo lazzarone, e gli fecero piantare tre proiettili in testa mentre andava alla messa. L'assessore mi trascinava sottobraccio in un angolo ancora più remoto abbassando la voce con un sorriso da moribondo. Tremava come se avesse la febbre. Sussurrava: hanno legalizzato la corruzione! Tu devi prendere un contributo, perché ti spetta, perché ne hai diritto? E chi te lo nega? Però non te lo danno, una volta manca la carta, unavolta undocumento, un'altra volta bisogna rifare la domanda in carta bollata. Alla fine arriva un misterioso suggerimento, o meglio il malcapitato ha una illuminazione: una garbata percentuale sul contributo a chi ha la grazia di scoprire la pratica, toh, guarda dov'era! e portarla sul tavolo competente per le ultime firme. L'assessore cominciò a fare curiosi gesti nell'aria, come se indicasse tutte le direzioni, e contemporaneamente raccogliesse invisibili cose da tutte le parti, denaro, applausi, strizzated'occhio, sorrisi, revolverate, voti, carezze femminili: l'assessore è un uomo quasi maestoso nella corporatura e lento nel gesto e nella parola e tuttavia compiva quella pantomima con una straordinaria levità talché era chiaro che questa corruzione e violenza erano dunque in Sicilia, in ogni apparato, struttura, ufficio, meccanismo. Alla fine l'assessore si colpì dolcemente con l'indice alla tempia e disse: ho qui tante cose fantastiche da fare per la Sicilia e i siciliani, ma per farle debbo accettare che per lo meno il trenta per cento della spesa sia preda dei corrotti e debbo anche saper scegliere esattamente chi sono costoro, non commettere sbagli o sgarri, altrimenti una bella mattina me ne vado a messa con moglie e figli, col mio bell'abito doppiopetto, riverito dai passanti e un giovanotto mi si para dinnanzi: «Onorevole assessore» e io faccio un sorriso benevolo verso lo sconosciuto cittadino «bravo giovane che vuoi?» e quello mi spara tre proiettili in mezzo agli occhi. Eravamo sempre più in mezzo ad una grande folla e l'assessore là, con sorrisi sempre più rabbiosi, finché la gente lo prese in mezzo e lo rapì, ed egli disse qualcosa di stentoreo col pugno levato in alto e ci fu un applauso. Nell'ultimo barlume di sguardo che riuscii a percepire vidi disperazione. Quell'uomo impaurito e felicemi parve il trionfo del nostro fallimento. (Per sua fortuna lo trombarono: è ridiventato un cittadino amabile, sereno, sorridente e inutile). I limiti della tragedia siciliana sono precisi. Viviamo in una terra potenzialmente riccacome nessun'altra poiché haminiere, terra fertilissima, una posizione storica e geografica al centro di tutte le civiltà e di tutte le rotte commerciali, bellezze della natura incomparabili, e talento umano, cioè fantasia, pazienza, sopportazione al dolore, coraggio. Etuttavia da centinaia di anni siamo colpiti e feriti, siamo sempre più poveri, sempre più lontani dall'Europa, vittime di tutte le violenze.Datrent'anni abbiamol'autonomia regionale, una macchina costituzionale per risolvere la nostra tragedia di popolo, risolvere i nostri problemi sociali. Siamo invece immobili, quasi putrefatti dentro i nostri problemi; l'Europa, cioè il livello di civiltà europea si allontana sempre di più. Nella realtà non poteva essere altrimenti: i siciliani hanno espresso una classe politica di gran lunga inferiore alle loro capacità umane e alle necessità storiche. Amico mio, chissà quante volte tu hai dato il tuo voto, ad un uomo politico così, cioè corrotto, ignorante e stupido, sol perché una volta insediato al posto di potere egli ti poteva garantire una raccomandazione, la promozione ad un concorso, l'assunzione di un tuo parente, una licenza edilizia di sgarro. Così facendo tu emilioni di altri cittadini italiani avete riempito i parlamenti e le assemblee regionali e comunali degli uomini peggiori, spiritualmente più laidi, più disponibili alla truffa civile, più dannosi alla società. Di tutto quello che accade oggi in questa nazione, la prima emaggiore colpa è tua. Non ti lamentare perciò se il generale comandante della guardia di finanza si fotte duemila miliardi di denaro pubblico, e i massimi finanzieri e ministri, editori, giornalisti, persino il comandante in capo delle forze armate, per avidità di carriera e di lucro, si fanno incastrare da un lazzarone comeGelli in una specie di congiura per impadronirsi delle strade d'Italia, e a Napoli la camorra ha sostituito lo Stato nella pubblica amministrazione. Non ti lagnare amico mio se tutto questo accade, non ne hai il diritto. Il primo lazzarone sei tu e la storia ti paga per quello chemerita la tuamaniera di concepire la politica e quindi la tua stessa dignità! Solo che ora non hai piùmolto tempo. Lo vedi tu stesso quello che ci circonda e assedia: amministratori che divorano, terroristi che avanzano menando strage, l'inflazione che ogni giorno ti rende sempre piùmiserabile, finanzieri che portano il denaro all'estero ed ogni giorno rendono questa tuamiseria più infame, logge segrete come immense piovre in tutti i vertici dello Stato, mafiosi praticamente padroni anche della tua sedia di lavoro, Fanfani che torna capo del governo e punta al Quirinale! La necessità di una rivoltamorale, cioè di trasformare la Sicilia e l'Italia, è diventata una necessità per sopravvivere. Io allora non ti dico per quale partito votare, perché penso che tu abbia avuto almeno la lucidità per fare una tua scelta ideale. Ti dico solo, all'interno di questo partito al quale affidi la tua coscienza di cittadino, di scegliere uomini intelligenti, soprattutto uomini onesti. E se hai coraggio e passione stai tu dentro quel partito a lottare. So quanto sia difficile, poichémanigoldi e ruffiani sono riusciti finora ad emarginare o eliminare gli intelligenti e gli onesti. Ma bisogna tentare, disperatamente, quotidianamente lottare e sperare. Altrimenti ignoranti, ladri e imbecilli ti affonderanno definitivamente nella merda! &lt;br /&gt;Giuseppe Fava&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Giuseppe è stato uno degli eroi di questa nostra terra, non Mangano, come sostiene il NS premier&lt;br /&gt;fate girare.</content>
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        <title type="text">Senza titolo</title>
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        <published>2009-01-05T20:48:04+02:00</published>
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        <content type="html">&amp;quot;Caro Babbo Natale,&lt;br /&gt;nel 2008 non sono stato buono, anche quest’anno ho mandato a fanculo tanta gente. Ho trattato male i giornalisti, gli editori, i politici, gli imprenditori con le pezze al culo. Portami lo stesso qualcosa. Te lo prometto, l’anno prossimo cambierò. E’ un fioretto che ti faccio. Sarò ancora più cattivo, più fetente, non perdonerò più niente a nessuno. Il 2009 sarà il mio Vaffanculo Year. Tu che porti regali a tutti. Tu che hai trasformato la nascita di Gesù in un supermercato. Tu che sei il nonno dello psiconano e che gli hai suggerito la social card. Tu, con le tue renne, che fai il testimonial del consumismo. A te chiedo in questa notte di portarmi alcuni doni per l’anno che verrà.&lt;br /&gt;Non far morire più gli operai, 1.300 sono scomparsi nel 2008, hanno già dato. Cambia categoria, passa ai politici e ai direttori di giornali e delle televisioni. Un piccolissimo incidente sul lavoro a Riotta o a Vespa o a Giordano, una telecamera sul piede. Una disgrazia lieve a Cicchitto, a Gasparri o a D’Alema, una pensione minima e un monolocale in un ballatoio di periferia.&lt;br /&gt;Porta una sveglia con una suoneria eccezionale a Morfeo Napolitano e, se serve, anche un apparecchio acustico e un paio di occhiali. Forse si sveglierà e vedrà nella giusta luce giudiziaria il suo ex compagno Bassolino e si vergognerà del Lodo Alfano.&lt;br /&gt;Ai precari, ai disoccupati, ai padri di famiglia, alle madri single, agli extracomunitari finiti in questo delirio che è l’Italia regala la speranza di un Paese democratico e civile, nel 2009 oltre alla speranza non avranno altro.&lt;br /&gt;Allo psiconano regala dieci giudici della scuola di Paolo Borsellino dalle Procure d’Italia. Nella slitta non caricare avvocati, ne ha già troppi in casa e in Parlamento. Con loro passa i sabati e le domeniche a giocare a guardie e prescritti. Lui fa la parte del prescritto, è quella che gli viene meglio. Portagli anche un elicottero della marca di quello di Ceaucescu, nel 2009 può tornargli utile.&lt;br /&gt;A Tremonti non portare nulla. Lui gioca da sempre con i condoni e con le aste pubbliche dei titoli di Stato. Cerca di vendere i debiti della politica ai cittadini. Non dargli più i nostri soldi. Un’asta dei BOT deserta a primavera gli cambierà la vita. Potrà ritirarsi sotto falso nome nel Parco dello Stelvio insieme al figlio di Bossi.&lt;br /&gt;Alla Lega dai questo federalismo, sono trent’anni che Umberto Garibaldi lo vuole. Porta la Mafia e la Camorra e la Ndrangheta anche nelle valli bergamasche e nell’edilizia lombarda. Ognuno deve avere la sua Mafia federale. Ma questo lo hai già fatto, mi dimenticavo.&lt;br /&gt;A tutti gli italiani porta un muro. Alto come quello di Berlino. Lungo come la muraglia cinese. Più resistente delle mura di Gerico. E falli schiantare contro per risvegliarli prima che sia troppo tardi.&lt;br /&gt;Buon Natale a tutti gli italiani onesti.&amp;quot; &lt;br /&gt; </content>
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        <title type="text">Senza titolo</title>
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        <published>2008-12-24T03:33:30+02:00</published>
        <updated>2008-12-24T03:33:30+02:00</updated>
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        <summary type="text">L'indifferenza secondo me.....Carissimi,                                           Cittadini, politi...</summary>
        <content type="html">&lt;div class=&quot;boxl&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#ff0000&quot;&gt;L'indifferenza secondo me.....&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; tab-stops: 264.55pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 16pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#ff0000&quot;&gt;Carissimi, &lt;span style=&quot;mso-tab-count: 1&quot;&gt;                                          &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 16pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#ff0000&quot;&gt;Cittadini, politici e  politicanti di mestiere &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 16pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#ff0000&quot;&gt;ancora una volta e come sempre i mas midia ci innondano di tragiche notizie ,&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;morti bianche , corruzioni, uccisioni e tanto altro che giorno dopo giorno ci abitua all’indifferenza, si miei cari indifferenza, perché la gente per bene ha solo questa arma per difendersi se esercitiamo la pratica dell’indifferenza, ci accorgiamo a poco a poco che tutto quello che accade al paese non ci tocca, e quello che non ci tocca non può ferirci , perché la stragrande maggioranza&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;di cittadini indifferenti , ma onesti crede sia giusto farsi i fatti propri perché solo così non si pestano i piedi a nessuno e se caso mai avessero bisogno….possono almeno chiedere quello che quasi sempre è un diritto solo che il momento che lo chiede ovviamente ci si mette in uno stato di sudditanza. &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 16pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#ff0000&quot;&gt;Che inevitabilmente diventa complicità e dipendenza ma soprattutto diventa violazione del diritto di altri e quindi miei cari dipendenti della clinica santa Rita di Milano&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;voi non potete dire che&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;solo un gruppo era corrotto e&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;colluso voi eravate lì e sicuramente&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;vi eravate accorti di quello che succedeva, ma impregnati di mentalità mafiosa avete preferito la strada dell’omertà, tutto purché&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;potevate continuare a conservare il posto di lavoro che tra l’altro era un vostro diritto, senza pensare che, per conservare il vostro diritto ledevate quello di altri cittadini che si affidavano a voi con tutta la fiducia di chi si trova in uno stato di necessità.&lt;br /&gt;Tutto quello che accade ci interessa, niente che appartenga alla vita pubblica&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;non ci appartiene, è questo il principio della democrazia principio che la legge del “mi manda picone” ha sotterrato tantissimo tempo fa. &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 16pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#ff0000&quot;&gt;Ci sarebbe tanto da dire in qualunque parte&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;si volga lo sguardo ci si accorge che&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;   &lt;/span&gt;l’unica certezza è quella del malcostume e così al posto di mettere in risalto le cose positive vere che avvengono si da risalto al marcio e i giornali ci sguazzano perché la cronaca nera fa notizia ed aumenta le tirature ma soprattutto&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;aiuta il processo di globalizzazione dell’indifferenza, uccide le coscienze critiche e fa dilagare la paura, e quindi per ogni strage del lavoro si aprono dibattiti e si creano commissioni che devono indagare, altri soldi pubblici e quindi dei cittadini sprecati per gente che se solo avesse fatto il proprio dovere di cittadino prima che di rappresentante istituzionale non avrebbe permesso le stragi. &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 16pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#ff0000&quot;&gt;Si miei cari , perché basta entrare in una scuola specialmente in quelle superiori per rendersi conto che&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;il posto dove si formano i futuri cittadini sono così fatiscenti che&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;la prevenzione&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;e la sicurezza sono un miraggio , l’arte dell’arrangiarsi è la sola regola che&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;vale e quando saranno grandi, magari lavoratori in nero , o a progetto ,continueranno ad esercitare questa preziosa arte che&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;gli ha permesso di sopravvivere attraverso le mille insidie della mancanza di diritti che questo nostro bel paese ha ormai interiorizzato nel suo DNA. &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 16pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#ff0000&quot;&gt;Solo chi crede al bisogno dell’interdipendenza può sperare in un futuro migliore , se ci appropriamo dell’idea che se si lede un diritto di uno la conseguenza ricadrà su di noi , solo allora&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;ci si potrà dichiarare cittadini del mondo. &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 16pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#ff0000&quot;&gt;Questa lettera sicuramente non sarà pubblicata ma io avevo bisogno di scriverla, solo continuando a leggermi posso trovare la forza di non addormentare la mia coscienza , posso continuare ad indignarmi per tutte le ingiustizie e&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;la corruzione dilagante per tutti quei cittadini che costretti dalla necessità del bisogno hanno smesso di pensare e soccombono nella speranza di un evento che&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;gli offri un opportunità di riscatto e soprattutto posso continuare a cercare altri che sentono la mia stessa fame di giustizia sociale per continuare a tessere reti&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;in cui sostenerci e moltiplicarci. &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 16pt; FONT-FAMILY: Arial&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#ff0000&quot;&gt;Rosa &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;</content>
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        <title type="text">Video istruzioni autoplay nel profilo LiberoVideo</title>
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        <published>2008-03-29T18:34:30+02:00</published>
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        <title type="text">Senza titolo</title>
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        <published>2008-03-28T18:13:04+02:00</published>
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        <content type="html">&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/dirittiviolati/getmedia.php?Ior%60zo%26imJwemw_gh%60%7D%25%7E1%3C9%3D2961%3B%27088ak%25laemk%25%7Cadikmrv%7Caa%7Ccxla%3F%2760%27z%05kgonmghom%05jQ&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;div style=&quot;DIRECTION: ltr&quot;&gt;  Carissimi,&lt;br /&gt;Il Cilap Eapn Italia, la delegazione italiana agli Incontri europei delle&lt;br /&gt;persone in povertà, il gruppo di lavoro cilap &amp;quot;persone in povertà&amp;quot;, in&lt;br /&gt;collaborazione con l'Associazione Europa,  il Comune di Bari (Assessorato ai&lt;br /&gt;Diritti Civili e Sociali) e il Centro ascolto per le famiglie &amp;quot;Il Mosaico&amp;quot;&lt;br /&gt;(I° Circoscrizione di Bari) organizza il 29 marzo a Bari presso il Centro&lt;br /&gt;ascolto per le famiglie (Via dei Narcisi 5, Bari Catino) un incontro di&lt;br /&gt;scambio e auto-formazione e conoscenza delle esperienze di cittadinanza di&lt;br /&gt;un gruppo rappresentativo di persone (anziani, donne, uomini e fanciulli)&lt;br /&gt;che vivono a Bari. L'incontro intende osservare le &amp;quot;pratiche di diritto&amp;quot; dei&lt;br /&gt;cittadini nel contesto barese. Non vi è la pretesa di fornire un quadro&lt;br /&gt;esaustivo dello stato delle cose, ma elaborare tracce di proposta per&lt;br /&gt;programmare gli interventi e i programmi futuri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta del secondo dei tre incontri che abbiamo organizzato (Roma, 14&lt;br /&gt;marzo, Bari 29 marzo e Bologna 3 Aprile) per preparare insieme il documento&lt;br /&gt;che la delegazione italiana porterà a Bruxelles in occasione de VII Incontro&lt;br /&gt;europeo delle persone in povertà (maggio 2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Augurandoci di poter contare anche sul vostro apporto,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Letizia Cesarini Sforza&lt;br /&gt;CILAP EAPN Italia&lt;br /&gt;Piazza Vittorio Emanuele II, 2&lt;br /&gt;00185 Roma&lt;br /&gt;tel. (+39) 0644702299&lt;br /&gt;&lt;a _nclick=&quot;function anonymous()  {  return top.js.OpenExtLink(window,event,this)  }&quot; href=&quot;mailto:info@cilap.eu&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;info@cilap.eu&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;www.cilap.eu&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rosa Matera&lt;br /&gt;A.S.C. Europa&lt;br /&gt;tel.(+39)080/5306320&lt;br /&gt;320/4084017&lt;br /&gt;&lt;a _nclick=&quot;function anonymous()  {  return top.js.OpenExtLink(window,event,this)  }&quot; href=&quot;mailto:asceuropa@libero.it&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;asceuropa@libero.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
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        <title type="text">Ho fatto un sogno....</title>
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        <published>2008-01-24T20:12:43+02:00</published>
        <updated>2008-01-24T20:12:43+02:00</updated>
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        <summary type="text">Ho fatto un sogno...vivevo in una nazione che nascondeva nelle sue fondamenta tesori di ogni sorta.....</summary>
        <content type="html">&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/dirittiviolati/getmedia.php?Bor%60zo%26imJwemw_gh%60%7D%25%7E07%3C55793%3B%25088ak%25laemk%25%7Cadikmrv%7Caa%7Ccxla%3F%2760%27z%05kgonmghom%05jR&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;font style=&quot;&quot;&gt;Ho fatto un sogno...vivevo in una nazione che nascondeva nelle sue fondamenta tesori di ogni sorta...avevano un valore molto più alto del pertolio, erano impregnati di saperi e civiltà vissute sul nostro territorio che emanavano un potente influsso positivo che ci faceva essere un popolo unico al mondo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font style=&quot;&quot;&gt;Mi guardavo intorno e scoprivo con mia grande meraviglia che nel paese tutti erano onesti, nessuno manovrava nell'ombra per ottenere favori e le persone venivano valutate a seconda del proprio impegno, i giovani prendevano gli adulti ad esempio e avevano rispetto per tutto quello che li circondava, tutti erano impegnati a conservare il grande tesoro che ci era stato tramandato e ci si prodigava per conservare l'intero patrimonio con la consapevolezza che avevamo il dovere di perservarlo e tramandarlo intatto alle generazioni future.Da tutto il mondo arrivavano in massa a vedere i nostri tesori e tutta la nazione viveva con grande dignità sapendo di essere custode della storia.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font style=&quot;&quot;&gt;Mi sono svegliata con un senso di disagio...la sveglia aveva messo in funzione la radio e il radiogiornale parlava dello scempio di Napoli, della crisi di governo ,degli arresti di politici e delle collusioni tra i vari poteri che si dividono la nostra nazione, ho cercato di riprendermi il sogno, ma le immagini che partoriva la mia mente erano quelle quotidiane di una nazione senza dignità, dove la politica è strettamente collusa con i poteri oscuri delle mafie e delle multinazionali che usano il territorio come se fosse un bene inesauribile, da usare a proprio piacimento senza tener conto del fatto che abbiamo il dovere di tramandarlo alle generazioni future .&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font style=&quot;&quot;&gt;Confusamente cercavo di parlare a tutti quelli che avevano il mio stesso sogno e gli chiedevo di non arrendersi, di tornare a combattere di non lasciarsi ingoiare dal baratro che quotidianamente si apre sotto i nostri piedi , e nel sogno vedevo donne e uomini incamminarsi verso l'orizzonte prima in pochi poi sempre di più , una massa pacifica e solidale correva in aiuto della nostra terra e tutti insieme armati di potenti ramazze ci dirigevamo verso i luoghi del potere occulto per spazzare  via tutti quelli che con la loro avidità e la sete di potere hanno ucciso i valori , il diritto e la democrazia.Li spazzavamo via tutti ma proprio tutti, non ci facevamo incantare da nessuno, ne da quelli di destra ne da quelli di sinistra e nemmeno da quelli di centro, perchè tutti noi sapevamo che  anche i migliori erano stati ormai da tempo ingoiati dalla palude della cattiva politica e finalmente nasceva una nuova classe politica fatta di giovani puliti, che avevano la capacità di rappresentare gli interessi del popolo sovrano.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font style=&quot;&quot;&gt;Ho fatto un sogno ........&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content>
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