Mi coccola il rollio del treno mentre me ne vado al lavoro. Solo che non mi basta. E trovo subito quello che mi ci vuole. Una pagina di giornale con firma prestigiosa. L'autore è nientemeno che Saviano, autore di Gomorra: l'argomento è il massimo, almeno per me. La scrittura.Saviano dice che scrivere è come presenziare al dolore umano, essere sentinella di libertà. Certo, raccomanda di fare del talento una necessità. E ricorda che per lui il canone estetico preferito è "la bellezza e l'inferno degli oppressi", tanto per citare Camus. Poi dice anche che la scrittura letteraria spesso è labirintica e, siccome questo a lui non piace, ricorda Primo Levi per il quale "scrivere oscuro è immorale".A Saviano non interessano le belle storie, il bel vizio: per lui occorre scendere nel marciume, affondare nel sangue del nostro tempo, sentire il tanfo degli affari. Scrivere cose che contano, per dirla con G. Green. Capire i meccanismi, i congegni del potere, i bulloni della metafisica dei costumi.Scrivere in emergenza, insomma: questo è scrivere. Le bestemmie più sincere delle preghiere. Il rap in questo - ricorda Saviano - è avanti anni luce rispetto alla letteratura.A Saviano non interessa far evadere il lettore, ma gli interessa invaderlo, il lettore. Come? Con una letteratura come morsi di vipera, non acquerelli di fantasia. E allora cita Céline che disse a una giornalista che andò a intervistarlo ormai vecchio: "Ci sono due modi di fare letteratura. Fare letteratura o costruire spilli per inculare le mosche". Così disse Céline, quella volta, mentre aspettava il termine della sua notte, per sempre. viaggio al termine della scrittura
La scrittura secondo Roberto Saviano e secondo L. F. Céline
Mi coccola il rollio del treno mentre me ne vado al lavoro. Solo che non mi basta. E trovo subito quello che mi ci vuole. Una pagina di giornale con firma prestigiosa. L'autore è nientemeno che Saviano, autore di Gomorra: l'argomento è il massimo, almeno per me. La scrittura.Saviano dice che scrivere è come presenziare al dolore umano, essere sentinella di libertà. Certo, raccomanda di fare del talento una necessità. E ricorda che per lui il canone estetico preferito è "la bellezza e l'inferno degli oppressi", tanto per citare Camus. Poi dice anche che la scrittura letteraria spesso è labirintica e, siccome questo a lui non piace, ricorda Primo Levi per il quale "scrivere oscuro è immorale".A Saviano non interessano le belle storie, il bel vizio: per lui occorre scendere nel marciume, affondare nel sangue del nostro tempo, sentire il tanfo degli affari. Scrivere cose che contano, per dirla con G. Green. Capire i meccanismi, i congegni del potere, i bulloni della metafisica dei costumi.Scrivere in emergenza, insomma: questo è scrivere. Le bestemmie più sincere delle preghiere. Il rap in questo - ricorda Saviano - è avanti anni luce rispetto alla letteratura.A Saviano non interessa far evadere il lettore, ma gli interessa invaderlo, il lettore. Come? Con una letteratura come morsi di vipera, non acquerelli di fantasia. E allora cita Céline che disse a una giornalista che andò a intervistarlo ormai vecchio: "Ci sono due modi di fare letteratura. Fare letteratura o costruire spilli per inculare le mosche". Così disse Céline, quella volta, mentre aspettava il termine della sua notte, per sempre. viaggio al termine della scrittura