A chi ha lasciato strisce argentate depositate addosso ai capelli, a chi invece quelle strisce non le regalerà mai, avendogli (il Tempo)sottratto anche i fili d'un tempo riccioluti o liscissimi che fossero.Questa luminosa scia che fa rumore di lancette, che odora di malinconia, che pesa macigni sui nostri girocollo immacolati o caduti, lisci tesi o slabbrati.Questa scia che s'è portata via quelli che erano con noi, quando il Tempo ancora non esisteva nei nostri momenti interminabili di bambini giocanti.Questa scia che reclama tutto per sé: a cui noi chiediamo che rimandi questo "tutto" il più possibile.Questa scia dilazionata, come rate a tasso fisso: lavoro, famiglia, casa, libri, film, file interminabili, code al casello, compleanni, anniversari, telefonate, blog, vacanze, ricordi, acciacchi, tutto.Questa scia a cui facciamo attenzione solo ora: ora che siamo cresciuti, ora che abbiamo figli da coccolare, ora che i pixels del divertimento hanno preso altri colori.Questa scia negli occhi di una madre-nonna che mi gonfia gli occhi di gocce salate che bruciano nostalgia. Questa scia di solitudine misteriosa. Queste non famiglie. Queste miserie che non passano mai. A cui ci si aggrappa convinti di essere più forti.Questa scia di mamme nuove e di papà bambini, rimasti bambini per sempre: solo col macigno di responsabilità che tiene in tasca chi il Tempo ce l'ha. E dalla tasca ogni tanto quel Tempo riluccica. E ci fa compagnia. Come una volta ci facevano compagnia le chiavi appese a un moschettone appena provavamo a correre. scrittori bambini nel Tempo
Il Tempo... come Time non come Weather
A chi ha lasciato strisce argentate depositate addosso ai capelli, a chi invece quelle strisce non le regalerà mai, avendogli (il Tempo)sottratto anche i fili d'un tempo riccioluti o liscissimi che fossero.Questa luminosa scia che fa rumore di lancette, che odora di malinconia, che pesa macigni sui nostri girocollo immacolati o caduti, lisci tesi o slabbrati.Questa scia che s'è portata via quelli che erano con noi, quando il Tempo ancora non esisteva nei nostri momenti interminabili di bambini giocanti.Questa scia che reclama tutto per sé: a cui noi chiediamo che rimandi questo "tutto" il più possibile.Questa scia dilazionata, come rate a tasso fisso: lavoro, famiglia, casa, libri, film, file interminabili, code al casello, compleanni, anniversari, telefonate, blog, vacanze, ricordi, acciacchi, tutto.Questa scia a cui facciamo attenzione solo ora: ora che siamo cresciuti, ora che abbiamo figli da coccolare, ora che i pixels del divertimento hanno preso altri colori.Questa scia negli occhi di una madre-nonna che mi gonfia gli occhi di gocce salate che bruciano nostalgia. Questa scia di solitudine misteriosa. Queste non famiglie. Queste miserie che non passano mai. A cui ci si aggrappa convinti di essere più forti.Questa scia di mamme nuove e di papà bambini, rimasti bambini per sempre: solo col macigno di responsabilità che tiene in tasca chi il Tempo ce l'ha. E dalla tasca ogni tanto quel Tempo riluccica. E ci fa compagnia. Come una volta ci facevano compagnia le chiavi appese a un moschettone appena provavamo a correre. scrittori bambini nel Tempo