C'è una donna al primo piano dell'appartamento. Una donna anziana. C'è una donna anziana. Anziana e sola. Non ha più nessuno. Solo un figlio che passa a trovarla. Un figlio che le fa da papà, a tratti. Per come lo sa fare. C'è una donna anziana e sola, nel freddo di questa vita. Non ha parenti, ormai. Non ha amici. Sembra che un rancore allunghi su di lei. Un rancore amaro. Da tanti giorni a letto. Anziana e sola. Un figlio le cura la solitudine, a singhiozzo. A squilli di cellulare. A trilli di citofono. A scale a quattro a quattro. Come stai? La febbre? Dài che passa, ma'. Non ti preoccupare.Quel rancore deve averle fatto male. La donna anziana e sola. Prima era forte forte. Prima le spandeva coraggio. Prima era grande e grossa. Piena di buon odore. Dentro un vestito a fiori. Nei pranzetti a ogni ora. Simpatica e buffona. Sembrava un gigante. Un ricordo affascinante per una donna di nemmeno un metro e sessanta.Come si porta una foto in fondo al cuore. Mentre sorride con quegli occhi belli. Nessuno domanda di lei. Di una madre appestata, in un lazzaretto con l'androne in marmo e l'ascensore col dlin dlon. Nessuno osa più pronunciare il suo nome. Deve aver fatto male a troppe persone, quella vecchia stanca stanca. Quanta indifferenza ha il mondo. L'Umanità perfetta si prosciuga l'amore innato. Ce lo restituisce appallottolato. Cartapesta da cestinare. Assieme a un pacco di fazzoletti sporchi di dolore.scrittori a rancori circoscritti
Vecchiaia di cartapesta
C'è una donna al primo piano dell'appartamento. Una donna anziana. C'è una donna anziana. Anziana e sola. Non ha più nessuno. Solo un figlio che passa a trovarla. Un figlio che le fa da papà, a tratti. Per come lo sa fare. C'è una donna anziana e sola, nel freddo di questa vita. Non ha parenti, ormai. Non ha amici. Sembra che un rancore allunghi su di lei. Un rancore amaro. Da tanti giorni a letto. Anziana e sola. Un figlio le cura la solitudine, a singhiozzo. A squilli di cellulare. A trilli di citofono. A scale a quattro a quattro. Come stai? La febbre? Dài che passa, ma'. Non ti preoccupare.Quel rancore deve averle fatto male. La donna anziana e sola. Prima era forte forte. Prima le spandeva coraggio. Prima era grande e grossa. Piena di buon odore. Dentro un vestito a fiori. Nei pranzetti a ogni ora. Simpatica e buffona. Sembrava un gigante. Un ricordo affascinante per una donna di nemmeno un metro e sessanta.Come si porta una foto in fondo al cuore. Mentre sorride con quegli occhi belli. Nessuno domanda di lei. Di una madre appestata, in un lazzaretto con l'androne in marmo e l'ascensore col dlin dlon. Nessuno osa più pronunciare il suo nome. Deve aver fatto male a troppe persone, quella vecchia stanca stanca. Quanta indifferenza ha il mondo. L'Umanità perfetta si prosciuga l'amore innato. Ce lo restituisce appallottolato. Cartapesta da cestinare. Assieme a un pacco di fazzoletti sporchi di dolore.scrittori a rancori circoscritti