La scuola non è amata dai presidi. La scuola dei docenti persevera in strane spiegazioni. Prova a essere specifica senza nemmeno saper essere generica. La scuola degli alunni è variegata. Alcuni perdono il controllo. Altri si affrettano. Altri rosicano. Altri ancora non s'adeguano. I più sono standardizzati. Hanno optato per l'apprendimento malato. Non hanno osato. Cincischiano tra i banchi sperando che finisca presta. Hanno da passare 'sti cinque anni.Non è colpa loro. No.Esistono docenti che inaugurano l'anno scolastico dietro la cattedra. Se dietro quella stessa cattedra ci mettessero, che ne so, un bidello, uno qualunque, un passante, un tecnico dei computer, uno senza nessuna competenza per insegnare, sono sicuro.Sono sicuro che sarebbe meglio. Che farebbero molto meglio. La scuola però è in mano ai presidi e ai docenti. Scantona nel solito scempio. Nel tritapallismo. Nella cartuccia-nozioni. Nel tormento antimeridiano. Nell'ingolfamento da iperprogettazione. Un alunno l'altro giorno diceva Questa scuola non ci lascia stare. Non lascia stare noi alunni, voi docenti. Questa scuola ci stressa. Non ci interessa. Fa di tutto per non interessarci.Dichiara apertamente la sua ostilità, la scuola. Il suo sporco cannibalismo triviale. Fagocita ogni cosa che somigli a cultura. La smagrisce, le assottiglia le gambe, la svuota fino a lasciarne qualche foglio su cui campeggia la scritta PON. Che malattia, la scuola. Una brutta malattia, una peste per l'intelligenza.
Metti la scuola
La scuola non è amata dai presidi. La scuola dei docenti persevera in strane spiegazioni. Prova a essere specifica senza nemmeno saper essere generica. La scuola degli alunni è variegata. Alcuni perdono il controllo. Altri si affrettano. Altri rosicano. Altri ancora non s'adeguano. I più sono standardizzati. Hanno optato per l'apprendimento malato. Non hanno osato. Cincischiano tra i banchi sperando che finisca presta. Hanno da passare 'sti cinque anni.Non è colpa loro. No.Esistono docenti che inaugurano l'anno scolastico dietro la cattedra. Se dietro quella stessa cattedra ci mettessero, che ne so, un bidello, uno qualunque, un passante, un tecnico dei computer, uno senza nessuna competenza per insegnare, sono sicuro.Sono sicuro che sarebbe meglio. Che farebbero molto meglio. La scuola però è in mano ai presidi e ai docenti. Scantona nel solito scempio. Nel tritapallismo. Nella cartuccia-nozioni. Nel tormento antimeridiano. Nell'ingolfamento da iperprogettazione. Un alunno l'altro giorno diceva Questa scuola non ci lascia stare. Non lascia stare noi alunni, voi docenti. Questa scuola ci stressa. Non ci interessa. Fa di tutto per non interessarci.Dichiara apertamente la sua ostilità, la scuola. Il suo sporco cannibalismo triviale. Fagocita ogni cosa che somigli a cultura. La smagrisce, le assottiglia le gambe, la svuota fino a lasciarne qualche foglio su cui campeggia la scritta PON. Che malattia, la scuola. Una brutta malattia, una peste per l'intelligenza.