scrittori

Siamo in pres(id)enza di strafalcioni


Certi presidi non hanno dimestichezza con la lingua italiana. Vantano strafalcioni onesti e grossolani. Il mio preside, per l'esattezza, siede sullo scranno a mo' di imperatore latino. Eppure non è certo "augusteo" nella scelta di espressioni latine: - al ristorante per il pranzo prima delle festività pasquali, di fronte al tentativo miserrimo di alcune colleghe che pur di entrare nelle grazie di lui lo dispensavano dal pagare la sua quota, Egli sbottò: ma cosa state facendo, non esiste. Io pago come voi: the paris inter pares. - collegio del 3 marzo 2008: da una serie di calcoli breve mano.- da comunicazione meglio nota ai docenti col terrifico termine di Riservata: Questa Presidenza, prende atto, con rammarico... (si noti la particolare predilezione per l'uso della virgola a vanvera).Seguono reprimende costanti e plateali rivolte spesso a docenti attoniti e increduli. Piovono volgarità a iosa con una dettagliata ricerca della bestemmia nobilitata però dalla nordica e assurda parlata nella quale Colui che tutto move veniva reitatemente fatto seguire dal termine can (di certo veltroniano, ma non nell'accezione We can, bensì nel giocoso e funambolico nordismo: Dio can!Qualche giorno dopo lo stesso procede alla sospensione immediata dalle attività didattiche di un alunno che si attardava nei corridoi scimmiottando un'improbabile bestemmia popolare e sudista. Lo slogan urlato all'ultimo collegio, dopo un'imbarazzante correzione con penna rossa del registro "personale" dei docenti, era: se proprio dovete usare altri segni sul registro, riportateli almeno nell'agenda!Dopo un guardingo e circostanziato brusio, il collegio dei docenti giungeva alla soluzione: l'agenda stava ad indicare la legenda!