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Emmaus se ne lava le mani

Post n°283 pubblicato il 09 Dicembre 2009 da ditz

Emmaus ti delude se t'aspetti tanto. Se non t'aspetti niente allora serve. Serve a dirti che non c'è la parola delusione in certe cose. Ti delude chi ti toglie il gioco. Ma con chi non hai mai giocato allora niente. Nihil. Zero tituli.
Emmaus di Alessandro Baricco ha un titolo forte. Emmaus: Gesù: i discepoli che incontrano Gesù e non sanno che è Gesù. Un titolo pesante.

E invece il libro lavora il lettore ai fianchi, ben benino. E poi non lo abbatte. Non lo atterrisce. Il gancio va a vuoto. Emmaus sparisce dietro una piega dell'io narrante scombinato: eppure la partenza era così invitante. Emmaus è un richiamo del nostro tempo. Un inganno in piena regola. Ma nemmeno per polemica, le dico queste cose.
L'insoddisfazione di Emmaus non sta nelle mancate mille forme d'enfasi a cui Baricco ci aveva abituati.

Chi ha letto Questa storia già s'era accorto dell'imbocco d'una strada lontana dal roboante Castelli di rabbia, o dal grondante Oceano mare, o dal migliore: City.

Certo, qui c'è il talento giovanile sedotto dalla compassata e pantofolaia età di mezzo, un tedio giusto appena accennato per frenare l'assalto ormonale dei personaggi: un tedio - mi sarebbe piaciuto - un po' pavesiano. Invece si rimane impietriti dentro il mistero della fede senza nemmeno un po 'di fede nel mistero di questo romanzo breve. Molto decolorato, troppo secco al punto che voglio intenderla come un'enfasi al rovescio.

Se è a togliere, questa scrittura rabdomantica finisce per togliere pure l'acqua all'oasi del miraggio. Si staziona sul naufragio dell'amico suicida, oppure sulle pulsioni della ragazzina indaffarata a far di sesso. Niente di nuovo sotto il sole letterario: mi rendo conto che gli scrittori italiani hanno imboccata la strada senza ritorno del non-racconto, facendolo passare per letteratura filoamericana.

Un commiato dall'intelligenza non aver saputo immaginare una scrittura che civettasse ondivaga e fluttuante con il mondo imperante delle immagini e lo annichilisse a colpi di poesia: di suono: di robustezza: di tempra sacra di "tribù dei fanciulli con le fionde" . Mi pare, sempre per citare i Flussi di Montale, che si faccia naufragio, invece, "nei gorghi dell'acquiccia insaponata".

"E la vita è crudele più che vana".

 

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What's that, what's that

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You don't remember, you don't remember,
why don't you remember my name
Off with his head man, off with his head man
Why don't you remember my name?
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From a great height, from a great height, height
Rain down, rain down, come on rain down on me
From a great height, from a great height, height

That's it sir, you're leaving,
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The yuppies networking
the panic, the vomit,
the panic, the vomit
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