La capitale Zagabria è diventata con gli anni il centro principale dell’omofobia croata FIUME Il brutale pestaggio rimediato giorni fa nella notte da due giovani di Fiume solo perché gay, non è certamente un episodio isolato in Croazia, Paese dove gli omosessuali – almeno per quanto riguarda buona parte dell’opinione pubblica – non sono ben visti. La capitale Zagabria è diventata con gli anni il centro principale dell’omofobia croata, facendosi segnalare per episodi di violenza che hanno avuto per vittime soprattutto gay, mentre non si hanno notizie, non almeno ufficiali, di aggressioni a lesbiche.Una delle vicende più clamorose, e segnalate da tutti i media nazionali, si è verificata nel 2007, alla vigilia del Gay Pride a Zagabria. Due anni fa, la polizia riuscì a fare luce sui preparativi per un attacco a base di bombe molotov, che avrebbe potuto avere conseguenze tragiche. Un gruppo di giovani zagabresi fu colto in flagrante mentre stava preparando bottiglie incendiarie, da lanciare contro il corteo di gay, lesbiche e loro simpatizzanti. In quell’occasione, partì per la prima volta in Croazia la denuncia per il reato di odio. Il maggiore responsabile, ritenuto naturalmente colpevole, venne condannato a 14 mesi di reclusione.Lo stesso giorno del Gay Pride 2007, ma nelle ore serali, uno dei co-organizzatori, Marko Juricic, fu fatto segno nella centralissima piazza del Bano Jelacic, a Zagabria, di cazzotti e pedate.Sempre nella capitale, il 23.enne Neven R. (la polizia non fornisce mai i nomi per esteso) è stato pestato all’inizio dell’anno in via Maksimir, dopo essere stato ingannato via Internet. Infatti, su un sito web aveva avuto in precedenza contatti con un giovane e i due si erano fissati un appuntamento nella citata via. Ma al posto dell’amico, nelle vicinanze del giardino zoologico si era presentato un gruppo di skin head, colpendo il malcapitato con una gragnuola di botte e facendolo finire in ospedale.Da rilevare poi l’accoltellamento di un gay, episodio avvenuto quattro anni fa in piazza Strossmayer, a Zagabria e che per fortuna non ebbe conseguenze tragiche. Ci sono poi da segnalare due casi di pestaggio a spese di omosessuali, compiuti dai buttafuori dei locali notturni zagabresi Santos e Tvornica.A Fiume, la vicenda consumatasi in via Luki, nel rione di Mlacca, non sta o non starebbe comunque a indicare l’avversione verso le minoranze sessuali. Secondo quanto confermato dai responsabili della questura, i casi di omofobia sono praticamente inesistenti o almeno non vengono registrati, in quanto le vittime – secondo gli esperti – preferiscono non sporgere alcuna denuncia dopo essere state maltrattate. Vi è la conferma che alcuni mesi fa, dopo un party per omosessuali ad Abbazia, un gay era stato malmenato e l’identica sorte era toccata l’estate scorsa ad una coppia di uomini, bastonati in una spiaggia di Kostrena, a pochi chilometri da Fiume. Da quanto è dato sapere, i due episodi non erano stati denunciati. (a.m.)di Il Piccolo di Trieste
NON UN CASO ISOLATO PER LA CROAZIA IL PESTAGGIO DEI GAY
La capitale Zagabria è diventata con gli anni il centro principale dell’omofobia croata FIUME Il brutale pestaggio rimediato giorni fa nella notte da due giovani di Fiume solo perché gay, non è certamente un episodio isolato in Croazia, Paese dove gli omosessuali – almeno per quanto riguarda buona parte dell’opinione pubblica – non sono ben visti. La capitale Zagabria è diventata con gli anni il centro principale dell’omofobia croata, facendosi segnalare per episodi di violenza che hanno avuto per vittime soprattutto gay, mentre non si hanno notizie, non almeno ufficiali, di aggressioni a lesbiche.Una delle vicende più clamorose, e segnalate da tutti i media nazionali, si è verificata nel 2007, alla vigilia del Gay Pride a Zagabria. Due anni fa, la polizia riuscì a fare luce sui preparativi per un attacco a base di bombe molotov, che avrebbe potuto avere conseguenze tragiche. Un gruppo di giovani zagabresi fu colto in flagrante mentre stava preparando bottiglie incendiarie, da lanciare contro il corteo di gay, lesbiche e loro simpatizzanti. In quell’occasione, partì per la prima volta in Croazia la denuncia per il reato di odio. Il maggiore responsabile, ritenuto naturalmente colpevole, venne condannato a 14 mesi di reclusione.Lo stesso giorno del Gay Pride 2007, ma nelle ore serali, uno dei co-organizzatori, Marko Juricic, fu fatto segno nella centralissima piazza del Bano Jelacic, a Zagabria, di cazzotti e pedate.Sempre nella capitale, il 23.enne Neven R. (la polizia non fornisce mai i nomi per esteso) è stato pestato all’inizio dell’anno in via Maksimir, dopo essere stato ingannato via Internet. Infatti, su un sito web aveva avuto in precedenza contatti con un giovane e i due si erano fissati un appuntamento nella citata via. Ma al posto dell’amico, nelle vicinanze del giardino zoologico si era presentato un gruppo di skin head, colpendo il malcapitato con una gragnuola di botte e facendolo finire in ospedale.Da rilevare poi l’accoltellamento di un gay, episodio avvenuto quattro anni fa in piazza Strossmayer, a Zagabria e che per fortuna non ebbe conseguenze tragiche. Ci sono poi da segnalare due casi di pestaggio a spese di omosessuali, compiuti dai buttafuori dei locali notturni zagabresi Santos e Tvornica.A Fiume, la vicenda consumatasi in via Luki, nel rione di Mlacca, non sta o non starebbe comunque a indicare l’avversione verso le minoranze sessuali. Secondo quanto confermato dai responsabili della questura, i casi di omofobia sono praticamente inesistenti o almeno non vengono registrati, in quanto le vittime – secondo gli esperti – preferiscono non sporgere alcuna denuncia dopo essere state maltrattate. Vi è la conferma che alcuni mesi fa, dopo un party per omosessuali ad Abbazia, un gay era stato malmenato e l’identica sorte era toccata l’estate scorsa ad una coppia di uomini, bastonati in una spiaggia di Kostrena, a pochi chilometri da Fiume. Da quanto è dato sapere, i due episodi non erano stati denunciati. (a.m.)di Il Piccolo di Trieste