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Messaggi del 29/04/2022

29 aprile 2022, 4

Post n°3026 pubblicato il 29 Aprile 2022 da donmichelangelotondo

La confessione di Iosonocorallo
Di
Miky Di Corato -
29 Aprile 2022
L'insolito titolo è ispirato al primo campione del mondo ad aver risolto il cubo di Rubik in 22''95 secondo. "Minh Thai", infatti, èun brano dell'artista Iosonocorallo, il racconto di una sbornia finita male, la confessione aperta di chi vuole mettersi a nudo senza temere il giudizio degli altri

Qual è il vero nome di Iosonocorallo e da dove nasce la scelta dello pseudonimo?

Il nome è nato osservando me stesso e il mio modo di essere. E' una metafora del mio carattere in quanto mi ritengo una persona molto riservata, introversa e sempre molto concentrata a capirmi fino in fondo ma al tempo stesso la musica mi aiuta a mettermi in risalto. Mi identifico, quindi, nei coralli che, pur trovandosi nei fondali marini, si riconoscono subito grazie al loro colore e alla luce che emanano.

"Minh Thai" è il titolo del tuo nuovo brano. Perché hai deciso di dedicarlo al recordman del cubo di Rubik?

Perché ognuno di noi ha avuto, almeno una volta nella vita, un cubo da risolvere. Oggi noto sempre di più questa sensazione di timore di sbagliare. E' come se ci fosse sempre qualcuno lì pronto a vedere cosa fai, cosa dici e come lo dici per poi giudicarti e questo comporta delle forti limitazioni. Dovremmo sentirci un po' più liberi di sbagliare per poter imparare qualcosa dagli errori.

Semmai ne avesse, i benefici di un hangover giustificherebbero gli effetti negativi di una sbronza?

Al momento, un hangover non mi ha mai portato benefici!

In vino veritas, progetti futuri?

Prossimamente usciranno altri singoli e poi, sicuramente, tornare con la musica dal vivo.

 

 
 
 

29 aprile 2022, 3

Post n°3025 pubblicato il 29 Aprile 2022 da donmichelangelotondo

Un libro
Di
Myriam Acca Massarelli -
29 Aprile 2022
«Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade verranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Noi ci ritroveremo a difendere non solo la incredibile virtù e l'incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, incredibile universo che ci fissa in volto»
(G. K. Chesterton)

Il libro di Dio ha una caratteristica che lo distingue dagli altri: se lo lasci aperto davanti alla tastiera del tuo computer e torni nella stanza il giorno dopo, non vedi un libro, ma guardi una casa. È lì, qualsiasi atro testo avrebbe forse pensato di essere stato dimenticato, lui no: trasuda pazienza e ha l'aria di chi ammette di essere rimasto tutto il tempo ad aspettare, senza mai aver rinunciato a credere che saresti tornato.

Ci puoi tranquillamente parlare con quel libro, perché non è come quelli (anche bellissimi) che ti sorprendono, ti tagliano o ti rasserenano: il libro di Dio solo una cosa fa... risponde e non giudica. Se gli parli male, se lo interpreti a modo tuo, non si offende, ti perdona perché sei tu a non sapere quel che fai. Sei innocente e prima o poi ti illuminerai.

Va bene, è vero, forse il mio libro di Dio parla un poco di più, se si può: è pieno di post-it, zeppo di linee colorate e appunti presi a matita, ma tutto questo non è che il segno di tutte le conversazioni che ci siamo fatti negli anni.

Noto che spesso abbiamo anche cambiato lingua, parlato in greco, a volte siamo scivolati nel latino. L'italiano è stato davvero una cosa rara, forse uno sfondo che correva sempre in aiuto, perché le cose più belle ce le siamo dette in ebraico; forse era quello il modo migliore che il libro di Dio aveva per farsi capire: versione originale.

Shemà, Israel... il libro chiama. E tu lo senti, piano piano sempre più chiaro. Fino a che non ti scopri ad ascoltarlo. Ed è quello l'esatto momento in cui devi essere pronto, perché il libro di Dio non lo ha mai nascosto: ascoltami, in qualche modo dice, ma attento, perché ti accorgerai che finalmente hai trovato il modo giusto da una cosa, perseguiteranno te, come hanno perseguitato me.

Alcune persone, dicono, hanno imparato ad ascoltare l'Universo e avvertono, quando ne parlano, di fare attenzione, poiché quanto stanno per dire stride terribilmente con tutto quanto conosciamo. Bene, io mi metto sempre in posizione di ascolto quando si tratta di qualcosa che va oltre la mia conoscenza, e in quei casi ho scoperto che certi discorsi non sbagliano un colpo, non uno, salvo che per un verso, che non è un errore, ma solo una sfumatura.

L'Universo, che è ovunque, è anche nel mio libro. Creazione Sua? Queste sono altre storie e non era di loro che stavo parlando.

In verità, in verità vi dico, non stavo parlando assolutamente di niente.

Amen.

 

 
 
 

29 aprile 2022, 2

Post n°3024 pubblicato il 29 Aprile 2022 da donmichelangelotondo


Doppio cognome e tempo libero

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Una rivoluzioanria sentenza della Corte Costituzionale definisce lesiva la presenza del cognome di un solo genitore sugli atti di nascita

Una rivoluzioanria sentenza della Corte Costituzionale definisce "lesiva" la presenza del cognome di un solo genitore sugli atti di nascita

Dev'essere che non c'è lavoro, il volontariato è in crisi e le passioni personali si sono estinte insieme alle mezze stagioni giacché da due giorni - leggo - è in corso una gara a occupare il tempo libero: tutti a chiedersi come si farà a gestire la novità del doppio cognome, se i figli ne avranno quattro e i nipoti otto, e allora quante righe ci vorranno sui documenti, pensa che memoria ci vuole quando uno si presenta per non parlare delle cifre ricamate sui corredi, ammesso che esistano ancora i corredi, facciamo le camicie.

Porto qui il modesto contributo della cultura ispanica, dove l'uso del cognome materno è legge e prassi. Là ci si è regolati fermandosi sempre a due. Si prende il cognome dei genitori, talvolta scegliendone l'ordine. Esempio. Se Azzurra Meloni Salvini sposa Giacinto Letta Renzi il figlio si chiamerà, poniamo, Guidobaldo Meloni Letta. Potrà anche decidere di anteporre il cognome della madre a quello del padre (Guidobaldo Letta Meloni, quindi) o di usarne solo uno come molti fanno per semplicità e scelta.

Pablo Picasso, per esempio, si chiamava Pablo Ruiz Picasso ma lo conosciamo col cognome dalla madre, donna Maria. Il padre faceva Ruiz y Blasco. I due cognomi sono difatti uniti da una "e" (Guidobaldo si chiamerebbe Letta e Meloni, o viceversa) anche - non solo, anche - per distinguere il doppio cognome dato per legge da certi titoli nobiliari, che sono già doppi o tripli in dote: Benigni Olivieri marchesi di Capo d'Acqua, per esempio. E dunque no, non c'è il rischio di sembrare tutti principi e marchesi, con questa bella civilissima sentenza della Corte. In ogni caso, quanto a lignaggio, non si corre il rischio di confondersi per una e di congiunzione: quasi mai.

 

 
 
 

29 aprile 2022

Post n°3023 pubblicato il 29 Aprile 2022 da donmichelangelotondo

(Leggo)
«... nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo...Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero» Mt 11, 25-30.

Tranquilli, tutto il peso lo porta Lui a noi lascia e affida solo un pezzettino. Abbiate forza e coraggio, Lui è con noi!

(Prego)
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all'ira e grande nell'amore.
Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.

(Agisco)
Essere cristiani significa essere buoni cittadini, mi impegno a diffondere il senso del bene comune di tutti.

 

 
 
 

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