del faro faticava ancora a dormire la notte.Aveva disposto all' inizio del pontileuna grande e vecchia poltrona di vimini,sopra le aveva appoggiato due grossi cuscini in ciniglia blucomprati ad un mercato del portodall' anziana signora Buck,che glieli aveva venduti con sapienza,dopo averlo ammaliato riferendosi palesemente all' azzurro dei suoi occhi.Mentre stava seduto pensierosocon il braccio destro allungatoappoggiato sulle spalle di Claudia,pensava alla vita tanto desideratache la donna più importantedella sua esistenzateneva in gremboe alla dolcezza che il lieto eventoaveva saputo portare nel loro amore tormentato.La notte era chiara ma non limpida.Le poche nuvole erano cariche di acqua,in contrasto con il blu del cielo così intenso e così misticoe il guardiano pensava chesarebbe potuto piovere da un momento all' altro...ma non temeva la pioggia......non più."Guarda Claudia...si riesconoa vedere le stelle...""Amore...poco fa ho visto anche la luna...ora è coperta...è strana questa stagione...non credi?"Il guardiano aveva vissuto molte stagioniin solitudine al faro contemplando i movimenti del mare davanti ai suoi occhiquanto quelli del cielonell' alternarsi di luci e ombre,sole e luna...Aveva passato interminabili giornie altrettante lunghissime nottiad osservare...senza parlare... mentre ansie, dubbi e doloresi rincorrevano tra i suoi pensieririvolti ad un cuore lontanoad una speranza,ai sogni di un bambino che crescee si scopre uomo, solo ma ricco nell' animoe con tanta, tanta voglia d' amare."Sai mia cara...stavo pensando...oggi è il 15 maggio appuntoe ormai si può dire che la primaveradovrebbe essere più che inoltrata...e invece non è così...Stavo proprio pensando a questo...ricordo la prima primaverache ho vissuto qui al faro...il capitano passava a trovarmi spessoin quel periodo per farmi compagnia,e mi raccontava le classiche storieche un vero Lupo di Mareti può raccontare...storie di grosse battute di pescaculminate con la soddisfazionenell' osservare la quantità del pescatola mattina disteso sulla spiaggia...le infinite volte che qualche personaaveva avuto bisogno d' aiutovittima del mutare delle condizioni del mare...gli incontri singolari di tuttequelle persone, ognuna con la sua particolaritàche arrivavanoda ogni parte del marenel nostro portoe ne rimanevo affascinato.Era più o meno questo periodo e lui portava una camicia biancache metteva in risalto la sua abbronzaturaquasi estiva in contrasto con la barba canuta che ai tempi aveva già...""E secondo te come maiquest' anno l' aria è ancora così fredda?""Non saprei darti una spiegazionetanto logica...Sai amore mio che per la logicanon sono mai stato un asso...So solo che ciò che di strano c'è,di questa primavera, è la timidezza del solequanto la ritrosità della luna...Ho cercato a lungo conforto nel calore del sole...e poi riparo al chiarore della luna...Non davo peso al loro alternarsiera poi una cosa del tutto normale,una cosa di sempre...e quando tutto va come deve andare,il più delle volte, non ci si interroga sul perchè le cose vadano così...perchè è la natura;e la natura appunto va da sè...Ho scritto poesie che rileggendohanno saputo emozionarmispinto dall' energia della sensazioneche il tramonto e le albe mi davano con tanta disinvolturariempiendo il mare di ogni colore,facendo luccicare ogni oggettoriflettendone anche l' unico particolare che potesse brillare...E' qualche giorno che aspetto diritrovare questa sensazione.La prossima settimana, la luna,sarà piena e cercherà di daretutta la sua luce al nostro cielo...anche il sole ne rimarrà estasiatoe la timidezza svanirà con le nubi.I raggi inizieranno a scaldare la sabbia.Mettere i piedi nel marenon darà più i brividie la pelle si colorerà.D' altronde è dalla notte dei tempi che il sole e la luna giocano a rincorrersi...non smetteranno certo sta volta"
IL GUARDIANO
del faro faticava ancora a dormire la notte.Aveva disposto all' inizio del pontileuna grande e vecchia poltrona di vimini,sopra le aveva appoggiato due grossi cuscini in ciniglia blucomprati ad un mercato del portodall' anziana signora Buck,che glieli aveva venduti con sapienza,dopo averlo ammaliato riferendosi palesemente all' azzurro dei suoi occhi.Mentre stava seduto pensierosocon il braccio destro allungatoappoggiato sulle spalle di Claudia,pensava alla vita tanto desideratache la donna più importantedella sua esistenzateneva in gremboe alla dolcezza che il lieto eventoaveva saputo portare nel loro amore tormentato.La notte era chiara ma non limpida.Le poche nuvole erano cariche di acqua,in contrasto con il blu del cielo così intenso e così misticoe il guardiano pensava chesarebbe potuto piovere da un momento all' altro...ma non temeva la pioggia......non più."Guarda Claudia...si riesconoa vedere le stelle...""Amore...poco fa ho visto anche la luna...ora è coperta...è strana questa stagione...non credi?"Il guardiano aveva vissuto molte stagioniin solitudine al faro contemplando i movimenti del mare davanti ai suoi occhiquanto quelli del cielonell' alternarsi di luci e ombre,sole e luna...Aveva passato interminabili giornie altrettante lunghissime nottiad osservare...senza parlare... mentre ansie, dubbi e doloresi rincorrevano tra i suoi pensieririvolti ad un cuore lontanoad una speranza,ai sogni di un bambino che crescee si scopre uomo, solo ma ricco nell' animoe con tanta, tanta voglia d' amare."Sai mia cara...stavo pensando...oggi è il 15 maggio appuntoe ormai si può dire che la primaveradovrebbe essere più che inoltrata...e invece non è così...Stavo proprio pensando a questo...ricordo la prima primaverache ho vissuto qui al faro...il capitano passava a trovarmi spessoin quel periodo per farmi compagnia,e mi raccontava le classiche storieche un vero Lupo di Mareti può raccontare...storie di grosse battute di pescaculminate con la soddisfazionenell' osservare la quantità del pescatola mattina disteso sulla spiaggia...le infinite volte che qualche personaaveva avuto bisogno d' aiutovittima del mutare delle condizioni del mare...gli incontri singolari di tuttequelle persone, ognuna con la sua particolaritàche arrivavanoda ogni parte del marenel nostro portoe ne rimanevo affascinato.Era più o meno questo periodo e lui portava una camicia biancache metteva in risalto la sua abbronzaturaquasi estiva in contrasto con la barba canuta che ai tempi aveva già...""E secondo te come maiquest' anno l' aria è ancora così fredda?""Non saprei darti una spiegazionetanto logica...Sai amore mio che per la logicanon sono mai stato un asso...So solo che ciò che di strano c'è,di questa primavera, è la timidezza del solequanto la ritrosità della luna...Ho cercato a lungo conforto nel calore del sole...e poi riparo al chiarore della luna...Non davo peso al loro alternarsiera poi una cosa del tutto normale,una cosa di sempre...e quando tutto va come deve andare,il più delle volte, non ci si interroga sul perchè le cose vadano così...perchè è la natura;e la natura appunto va da sè...Ho scritto poesie che rileggendohanno saputo emozionarmispinto dall' energia della sensazioneche il tramonto e le albe mi davano con tanta disinvolturariempiendo il mare di ogni colore,facendo luccicare ogni oggettoriflettendone anche l' unico particolare che potesse brillare...E' qualche giorno che aspetto diritrovare questa sensazione.La prossima settimana, la luna,sarà piena e cercherà di daretutta la sua luce al nostro cielo...anche il sole ne rimarrà estasiatoe la timidezza svanirà con le nubi.I raggi inizieranno a scaldare la sabbia.Mettere i piedi nel marenon darà più i brividie la pelle si colorerà.D' altronde è dalla notte dei tempi che il sole e la luna giocano a rincorrersi...non smetteranno certo sta volta"