dottormanser

RECENSIONI


La prima recensione del mio libro La Grande Inculata, apparve subito dopo la sua pubblicazione un paio d'anni fa nel sito www.stradanove.net (allora punto it) e appena la lessi mi dissi: "Cazzabubola che stroncatura spietata!". In effetti, leggendo le parole sotto riportate, non ci sarebbe da essere troppo lusingati da siffatto commento, invece, che ci crediate o no, è la recensione di cui vado più fiero. "Come?", vi chiederete, "allora le altre erano ancor più spietate?" No, in generale apprezzavano con parole più o meno lusinghiere la storia, ma questa... Come posso spiegarlo? Ho l'intima convinzione che si faccia "qualcosa di buono" solo quando questo qualcosa divide. Se c'è chi mi dice: "Bravo, bella storia originale, scrivi bene, ecc." ne sono ovviamente inorgoglito, ma quando insieme alle lodi si mischia qualche critica anche dura, vuol dire che ho centrato il bersaglio. Anche perché poi, sia le lodi che gli apprezzamenti mi scivolano addosso influenzando ben poco il mio cammino. Cammino che mi porta a scrivere per esprimermi con la speranza di "colpire" una qualche anima affine e recettiva, senza voler fare la puttana per accaparrarmi la fama, la ricchezza, la simpatia dei "capi" e della massa, ecc. La recensione che segue si conclude con le parole: BASTERA' ASPETTARLO. Beh, se vi va, aspettatemi pure, ma sappiate che come sempre arrivo senza fretta! Filosofie boys, filosofie.ROMANZO SCIATTO E SENZA DIREZIONE, FIN DAL TITOLO. NON INVOGLIA DI CERTO ALLA LETTURA. Più che un romanzo è un romanzetto abbastanza narcisista. Molto pretenzioso, ma allo stesso tempo geniale. Credo che sia questo quello che Manservisi voglia sentirsi dire più di ogni altra cosa.    Non è sempre detto che la sciatteria e la velocità siano sinonimo di esperienza.    In questo romanzo non contano la storia, i dialoghi, i personaggi, conta solo la voglia di stupire il lettore.Tutta la vicenda poteva essere molto adatta ad un fumetto, più che a un romanzo.   Un uomo sta per morire, allora decide di raccontare la verità su un omicidio.    Le intenzioni di Manservisi sbandano, perchè per lo sberleffo e la provocazione è meglio trovare una direzione propria, collaudarla e poi accendere la miccia. In questo modo altrimenti si rischia solo di strappare qualche sorriso e qualche applauso. Ma la letteratura giovane ha proprio bisogno di questo, di qualche sorriso e qualche applauso, forse perchè la televisione ha oscurato ogni cosa.    Questo non signifa che Manservisi non possa scrivere qualcosa di più maturo, basterà aspettarlo.Simone Manservisi, La grande inculata, Cicorivolta Edizioni, euro 9,50, pag.122 Leonardo Moro  22-06-2006