dottormanser

LA STRADA


Giorni fa, passando nel blog http://blog.libero.it/AltreLatitudini dell'amico Writer, noto anche come falco58dgl, mi sono imbattuto nei suoi consigli di lettura (post 302) e sono rimasto estremamente incuriosito da uno dei libri che recensiva: La strada di Cormac McCarthy. La settimana scorsa ho comprato il libro in questione e stamattina l'ho terminato. Ebbene ragazzuoli, posso affermare di avere appena letto uno dei miei romanzi preferiti in assoluto, uno di quelli che si giocano le prime dieci posizioni della mia personale top ten. Ho amato da subito i protagonisti, un padre e il suo bambino che viaggiano attraverso le rovine di un mondo post-apocalittico, portandosi dietro un carrello con le poche provviste che riescono a recuperare strada facendo e pochi stracci. Il mondo come lo conosciamo non esiste più, è stato distrutto da quella che si presume una guerra nucleare (l'autore non lo dice mai, se non lasciandocelo intuire da una frase: "Vecchie e spinose questioni si erano risolte in tenebre e nulla") e i due vagano per le strade ricoperte di cenere di un nuovo mondo buio, freddo e pericoloso. Bande di predoni sono in circolazione, pronte ad uccidere senza pietà pur di sopravvivere. Padre e figlio "vanno" perché "andare" è l'unica alternativa alla morte; vanno verso sud, verso il mare, alla ricerca della speranza, portando con loro l'unico "senso" di un mondo assurdo, l'unica possibilità di salvezza e redenzione: il fuoco che risiede nell'anima del bambino, un dio di purezza errante in questa valle di lacrime. Bravissimo McCarthy e grazie Writer per il consiglio.