dottormanser

NATALE A RIO


Immancabile come tutti gli anni, da venticinque anni a questa parte, esce il cinepanettone natalizio. Ora, io non sono certo il cinefilo snob che si guarda il film coreano del 1950 sottotitolato presentato da Enrico Ghezzi (magari annoiandosi mortalmente ma imperterrito nella sua visione perché fa tanto... uomo di cultura), ma una riflessione mi sorge spontanea: se ogni anno, questi film da due soldi infarciti di una comicità di bassa lega che non capisco come facciano anche solo sorridere sono i campioni d'incasso del periodo, portando al cinema milioni di Italiani, significa che siamo un popolo mediocre, con un bagaglio culturale che nel tempo è stato buttato nel cesso. Non c'è niente di male andare al cinema per rilassarsi con una commedia disimpegnata, ma in questo caso non sarebbe la stessa cosa stare in casa a guardarsi il telegiornale quando parlano di politica? Che fa pure più ridere e non si spendono soldi inutilmente.Qualcuno potrebbe dirmi giustamente: "Da che pulpito viene la predica! Da uno che ha tra i film preferiti "Vieni avanti cretino" di Banfi. Beh, è vero, ma posso dire che quel film aveva un suo "perché", faceva ridere ed enfatizzava perfettamente (con COMICITA') situazioni e cliches del nostro costume. Oggi i film comici l'unico "perché" che hanno è quello che mi fa chiedere: "Perchè li girano?" Vabbè, visto che probabilmente tra di voi ci sono dei fan di De Sica (che tra l'altro mi chiedo come può un artista così talentuoso abbassarsi a fare della roba così) vi auguro BUONA VISIONE!