Di notte, la mia vita è più silenziosa, trovo più concentrazione, e facilmente riesco più ad allontanarmi da me stessa, come se fossi lontana un'osservatrice. Dunque mi vedo e colgo di essere costantemente in cambiamento, e costantemente sul ciglio della trasformazione.Mi accorgo, da lontano, da dove tutto mi appare più veloce e più piccolo, che l'essenza dell'arte è catturare la verità, e la bellezza risiede in essa. Puo sembrare un esercizio inutile, ma l'autoritratto è un atto d'amore,verso sè stessi, verso chi si ama, e verso Dio.Cogliere l'istante in cui si è fermi, in un'immagine attraverso cui si può narrare un'anima,cogliere musica solidificata, rifrazioni di un prisma, ciò nella mente risuona dopo che le poetiche parole sono passate.Perchè ho bisogno di lasciare me stessa in questa forma? A cosa servono anima, verità e bellezza? Ogni corpo ha la sua forma, e in questa forma siamo spesso in combattimento con noi stessi. L'involucro, il corpo, percepiamo che provengono limite e sostegno, diventa spesso il nemico dell'anima che reagisce in modo psicosomatico alla vita. Impariamo dal primo istante dopo la nascita come controllare la realtà.L'autoritratto mi permette di allontanarmi dalla mia percezione interiore fratturata e di vedermi dall'esterno. Mi rivela che amo il corpo: la mia anima ama il corpo, ne ha bisogno. Dunque non posso cercare qualcosa di me stessa che non c'è. Il mio corpo in un certo senso rivela la mia anima, e le sue sofferenze ed i suoi difetti, ma anche i pregi e le qualità.La vanità e la voglia di guardarsi sono meccanismi che in genere giudichiamo negativi. Mi domando se sia proprio così. Attraverso l'autoritratto dell'autoironia recupero anche il senso del gioco,.Mi maschero da diva, cerco di essere bella. E' un gioco che fa venir fuori l'inaspettato: spesso mi piaccio più di quanto pensassi.
Autoritratto
Di notte, la mia vita è più silenziosa, trovo più concentrazione, e facilmente riesco più ad allontanarmi da me stessa, come se fossi lontana un'osservatrice. Dunque mi vedo e colgo di essere costantemente in cambiamento, e costantemente sul ciglio della trasformazione.Mi accorgo, da lontano, da dove tutto mi appare più veloce e più piccolo, che l'essenza dell'arte è catturare la verità, e la bellezza risiede in essa. Puo sembrare un esercizio inutile, ma l'autoritratto è un atto d'amore,verso sè stessi, verso chi si ama, e verso Dio.Cogliere l'istante in cui si è fermi, in un'immagine attraverso cui si può narrare un'anima,cogliere musica solidificata, rifrazioni di un prisma, ciò nella mente risuona dopo che le poetiche parole sono passate.Perchè ho bisogno di lasciare me stessa in questa forma? A cosa servono anima, verità e bellezza? Ogni corpo ha la sua forma, e in questa forma siamo spesso in combattimento con noi stessi. L'involucro, il corpo, percepiamo che provengono limite e sostegno, diventa spesso il nemico dell'anima che reagisce in modo psicosomatico alla vita. Impariamo dal primo istante dopo la nascita come controllare la realtà.L'autoritratto mi permette di allontanarmi dalla mia percezione interiore fratturata e di vedermi dall'esterno. Mi rivela che amo il corpo: la mia anima ama il corpo, ne ha bisogno. Dunque non posso cercare qualcosa di me stessa che non c'è. Il mio corpo in un certo senso rivela la mia anima, e le sue sofferenze ed i suoi difetti, ma anche i pregi e le qualità.La vanità e la voglia di guardarsi sono meccanismi che in genere giudichiamo negativi. Mi domando se sia proprio così. Attraverso l'autoritratto dell'autoironia recupero anche il senso del gioco,.Mi maschero da diva, cerco di essere bella. E' un gioco che fa venir fuori l'inaspettato: spesso mi piaccio più di quanto pensassi.