l Ministero dell’Istruzione emana una nota relativa alle diagnosi di dislessia,che troverete in
allegato.Come è noto, con l’entrata in vigore della legge 170, le scuole potranno accettare solo diagnosi dei servizi pubblici, a meno che non vi sia un pronunciamento delle singole Regioni sulla accettazione, nel proprio territorio, anche di diagnosi effettuate da specialisti e strutture accreditate.In assenza di tale pronunciamento delle Regioni, si è verificata una situazione paradossale per gli studenti che usufruivano di didattica personalizzata e strumenti compensativi e dispensativi in seguito a presentazione di una diagnosi privata, che alcune scuole non hanno ritenuto più valida.La situazione è divenuta particolarmente critica anche per l’avvicinarsi degli esami di stato.La nota del MIUR, emanata in seguito a precise richieste da parte di AID (v. lettera del Presidente al MIUR del 21 aprile scorso) riempie il vuoto normativo determinato dalla legge, di cui sono in corso di elaborazione i decreti attuativi. Infatti la soluzione del problema da parte delle singole Regioni richiederà tempi lunghi e non omogenei.In particolare la nota chiarisce che tutte le diagnosi presentate prima dell’entrata in vigore della legge 170 (2 novembre 2010) anche se di specialisti privati, saranno considerate valide dalla scuola: Si tratta di un fatto ovvio (le leggi non sono retroattive) ma che evidentemente necessitava di essere ribadito di fronte alle spiacevoli situazioni che si sono verificate in varie parti d’Italia.Inoltre si legittima anche l’accettazioni di diagnosi private presentate successivamente al 2 novembre, considerando la situazione transitoria di assenza di pronunciamenti da parte di quasi tutte le Regioni. Questa possibilità rimane valida “nelle more”, cioè finchè non vi saranno i provvedimenti regionali riguardo alla validità per la scuola delle diagnosi private.Riteniamo questo passo del MIUR molto importante poiché denota una chiara volontà di affrontare il problema dislessia con un approccio sensibile e aperto che va incontro ai ragazzi e alle loro famiglie, e fornisce elementi di chiarezza anche ai docenti e dirigenti scolastici.FONTE
AID