Dislessia

La scuola mette su internet i nomi degli allievi dislessici


Denuncia di un genitore al garante della Privacy e all'Ufficio scolastico. La preside rifiuta di spiegare.
Una circolare rivolta ai docenti sulle metodologie di supporto da adottare per gli studenti affetti da Dsa — disturbi specifici dell’apprendimento — finisce sul web con nomi e cognomi in chiaro degli alunni (peraltro minorenni) dislessici o con altre patologie correlate all’uso della parola, con tanto di osservazioni specifiche sulle singole patologie. Dati sensibili e quindi riservati che sarebbero dovuti rimanere tra le mura delle scuola, ma che dopo uno scellerato clic sono divenuti potenzialmente accessibili a chiunque. È bufera su un istituto professionale della provincia, in prima linea nell’affiancamento degli alunni in difficoltà e inserito tra le scuole sperimentali dall’Associazione nazionale dislessia. Il caso è scoppiato un paio di giorni fa, quando il papà di un ex alunno affetto da disturbi dell’apprendimento si è imbattuto casualmente nella circolare riservata, trovando il nome del figliolo. Quando ha aperto il file è saltato sulla sedia. «Al fine di diffondere alcune conoscenze circa i Dsa e le indicazioni operative che sarebbe opportuno adottare per arginarli — c’è scritto nella circolare datata 4 ottobre 2010 — si invitano tutti i docenti a prendere visione dell’elenco degli alunni segnalati da relativa documentazione». Di seguito c’è una lista di diciassette studenti dai 14 ai 17 anni, con relativa classe di appartenenza e alcune considerazioni a margine. Di fianco al nome di un ragazzino di terza si annota: «Affetto da scariche parossistiche a cui corrispondono mioclonie palpebrali, del capo e della bocca». Di un compagno di un anno più piccolo si dice che necessita di «riabilitazione del linguaggio» perché presenta «complicanze di balbuzie in stato emotivo di ansia». Il genitore è andato su tutte le furie e dopo aver contattato la scuola ha denunciato il caso al Garante della privacy, all’Ufficio scolastico provinciale e all’Associazione italiana dislessia: «Nessuno li ha autorizzati a diffondere queste informazioni su internet, sono state violate le più elementari norme sulla riservatezza — dice il padre dell’ex alunno —. Quello che è accaduto è scandaloso e danneggia seriamente ragazzi che già corono il rischio di venire emarginati. Ho contattato la scuola e la preside mi ha detto che si è trattato di un errore materiale commesso da un dipendente che ha inserito per sbaglio la circolare sul web. Ora chi rimedierà a questa imperdonabile leggerezza?». La preside, da noi contattata, non ha ritenuto di dover commentare l’accaduto, si è limitata solo a spiegare che la questione verrà affrontata con i genitori coinvolti. Forse qualche spiegazione dovrà darla all’amministrazione e al Garante, che ieri ha ricevuto la segnalazione del genitore: «Non so se le altre famiglie sono a conoscenza di quanto è successo, ma credo sia doveroso sollevare il problema. Peraltro basta inserire i nomi dei ragazzi su un motore di ricerca e salta fuori quella circolare. Di questi tempi, con la proliferazione dei social network, basta che un amico cerchi su internet il nome di mio figlio per far venire a galla il suo vissuto. Peraltro non c’è cultura e informazione sulla Dsa e chissà cosa può pensare chi legge i nomi pubblicati in quella lista».FONTE:CORRIERE DI BOLOGNA Gianluca Rotondi 23 settembre 2011