Accolto il ricorso dei genitori Montegranaro: dislessico, non era stato ammesso all'esame di terza. Montegranaro (Fermo), 27 novembre 2011 – Il consiglio di classe della scuola media ‘Caro’ aveva sbagliato a non ammettere uno studente dislessico all’esame di terza. Lo ha stabilito il Tar accogliendo il ricorso presentato nell’agosto 2010 dai genitori dello studente per chiedere l’annullamento del provvedimento con cui il consiglio di classe aveva deciso di non ammettere il figlio all’esame di stato. La sentenza del Tar — emessa ieri — accoglie 'in toto' le istanze sostenute dai genitori, rappresentati dagli avvocati Danieli, Mennoia e Andrenacci. Quanto allo studente, non solo ha sostenuto lo stesso grazie al Tar l’esame per la licenza di terza media, ma si è iscritto ad una scuola superiore, dove ha brillantemente superato il primo anno e sta frequentando con profitto il secondo. E fortuna che non era idoneo. Al ragazzo era stata diagnosticata la dislessia nel 2007: un deficit di apprendimento non particolarmente grave, di cui i genitori avevano informato la scuola, in quanto ciò implicava la predisposizione di un piano di studi personalizzato. La scuola, però, “non ha ritenuto di adottare più specifiche e calibrate misure di sostegno, limitandosi a misure standard”, si legge nella sentenza del Tar. Non erano state previste, dunque, le misure compensative e dispensative stabilite dal ministero (i dislessici possono scrivere al computer con il correttore ortografico, possono avere più tempo a disposizione per la consegna dei compiti in classe e sostenere solo prove orali per la lingua straniera) delle quali il minore aveva bisogno, come attestato dalla certificazione medica. Va detto però che il consiglio di classe non era a conoscenza della documentazione sanitaria, prodotta dai genitori proprio a ridosso della decisione, per cui non aveva potuto valutare elementi indispensabili ai fini del giudizio finale. “Nella motivazione di non ammissione non si rinviene alcun riferimento alla condizione personale dello studente — recita la sentenza — mentre è stato eccessivamente valorizzato il giudizio non tecnico, espresso da una delle insegnanti del consiglio di classe”. Al ricorso era seguito nell’immediato l’accoglimento della domanda cautelare: il ragazzo era stato ammesso con riserva a sostenere l’esame di Stato. E lo ha superato, tanto che poi si è iscritto ad una scuola superiore, “risultando ammesso al secondo anno, come provato dalla pagella scolastica depositata in giudizio”, dice ancora il Tar decidendo nel merito per l’accoglimento del ricorso e l’annullamento della decisione del consiglio di classe della 3°C. Insomma, studente promosso e consiglio di classe... bocciato.FONTE:
IL RESTO DEL CARLINO