«MIO FIGLIO non sa leggere». Così trent’anni fa esordì lo sceneggiatore Ugo Pirro in un libro-confessione che ha fatto storia. Per la prima volta il grande pubblico prendeva coscienza dei disturbi specifici dell’apprendimento, ragazzi con un quoziente intellettivo nella media ma con più o meno grosse difficoltà di lettura, scrittura e calcolo. Genitori disorientati, percorsi di crescita travagliati. Occorre trovare la propria strada, pensiamo a quante celebrità dell’arte, campioni dello sport e scienziati illustri hanno dovuto fare i conti con qualche inciampo scolastico. Ora, con le conoscenze attuali, è possibile superare gli scogli ed eccellere, anche dopo il diploma di scuola media. «Sono ancora pochi gli studenti con disturbi dell’apprendimento che frequentano gli atenei — afferma Giacomo Guaraldi, autore con Paola Pedroni e Margherita Moretti Fantera del libro Al diploma e alla laurea con la dislessia, edizioni Erickson — ma il loro numero, grazie alla legge 170 e successive linee guida, è in incremento. Abbiamo così deciso di ascoltare la loro voce». Matteo, studente del corso di laurea in Biotecnologie, si esprime così: «Il mio percorso scolastico è stato segnato da enormi difficoltà. Ma ho compreso che, se opportunatamente aiutato, io posso, se non guarire, almeno migliorare e costruire il mio progetto di vita, fino appunto ad arrivare alla laurea».DISTURBI come la dislessia non rappresentano motivo di disagio solo per il soggetto interessato ma anche per gli educatori e le famiglie, fondamentale non cadere nella trappola dei viaggi della speranza, inseguendo il miraggio di qualche cura improbabile. Stiamo aggrappati alle istituzioni e al volontariato. Ne è convinta Maristella Craighero, dinamica vicepresidente dell’Associazione italiana dislessia, sede a Bologna e sezioni in tutta Italia (www.aiditalia.org). L’ultimo convegno su questi temi si è tenuto a Vicenza, tra i relatori Giacomo Stella, docente di psicologia dello sviluppo cognitivo, uno dei padri fondatori dell’associazione. Da segnalare un servizio unico in Italia nella diagnosi di questi disturbi: è a Reggio Emilia, coordinato da Enrico Ghidoni, responsabile del laboratorio di neuropsicologia presso l’Arcispedale Santa Maria Nuova.TRA LE ALTRE proposte che si annunciano per i prossimi mesi, il centro Fare (Centro formazione abilitazione ricerca educazione) ha promosso a Perugia corsi per genitori di figli dislessici. Gli esperti del team di ascolto aiutano a capire i rapporti con figli, fratelli e amici, le relazioni famiglia-scuola, e strumenti per la gestione e pianificazione dei compiti. Altra iniziativa a Maranello, dove Daniela Lucangeli, professore di psicologia dello sviluppo all’Università di Padova, ha trattato lo «scoglio» della matematica, preludio a un ciclo di incontri del distretto di Sassuolo. Info su www.getgianburrasca.it Alessandro Malpelo