Dislessia

“Il Fuoco degli Estinti”, Teatro Bolognini Pistoia, 3 marzo


 
“Nessuno sia respinto nel nulla, neanche chi ci starebbe volentieri. Si indaghi sul nulla con l’unico intento di trovare la strada per uscirne, e questa strada la si mostri ad ognuno”. Elias Canetti, La coscienza delle parole.L’Associazione Italiana Dislessia, sezione di Pistoia, presenta: “Il Fuoco degli Estinti”, di Bianca Stefania Fedi e Daniela Toschi. Rappresentazione teatrale a cura di Dora Donarelli e della compagnia “Il Rubino” – 3 marzo 2012, h. 21 – Teatro Bolognini, PistoiaPreceduti dal cacciatore Gracco (personaggio dell’omonimo racconto di Kafka) i fantasmi di tre scrittori ebreo-tedeschi, Franz Kafka, Elias Canetti e Hermann Broch, si ritrovano in un regime del futuro, dominato dalla crudele Artemidia, che vuole dare alle fiamme le loro opere. Aiutati dalla statua animata del barone d’Holbach, le cui teorie illuminate sono manipolate e distorte dal regime, i tre incontrano Gefilde, custode del caveau dei libri proibiti, e Fiorenza, esperta in antichi codici, impegnate a difendere la cultura dall’annientamento imposto da Artemidia. Quando quest’ultima, per distruggere il caveau dove sono conservati i libri proibiti, appicca il fuoco che ridurrà in cenere il suo stesso regno, le due donne riescono a fuggire nelle “terre inospitali”, dove hanno trovato rifugio i perseguitati dal regime, portando con sé memorie dei tre scrittori e delle loro opere, che si trasmetteranno sotto forma di storie e leggende alle nuove generazioni. Le autrici affrontano le problematiche della trasmissione della cultura e del suo stesso senso in una società a rapido cambiamento come la nostra, in cui i valori si fanno istantanei e mutevoli e la centralità del sapere tradizionale sbiadisce. Bianca Fedi, insegnante, è sensibile alle sfide lanciate alla scuola da un mondo “metamorfico” e alle difficoltà che in essa riscontrano soprattutto i bambini i cui stili di apprendimento differiscono da quelli cui sono abituati i docenti. Daniela Toschi, psichiatra che opera nell’UFMSA (il cui Direttore, Vito D’Anza, ha da tempo avviato un progetto significativamente denominato “Curare la normalità”) è ben consapevole delle ripercussioni che un’esperienza scolastica negativa può avere nel lungo termine. Per quanto l’opera affronti tematiche più generali, riporta inevitabilmente ai DSA e alle reazioni emotive spesso provate da chi li presenta in una scuola che rischia di trasformarsi in un incubo, paragonabile al regno della crudele Artemidia.