Dislessia

La dislessia non è una «scusa»


Come spiegare a più di qualche collega saputello, con vantata esperienza pluriennale, che la dislessia non è una scusa per farsi promuovere… che i ragazzi con questo problema non «ci fanno», che non possono e non devono essere cronometrati e umiliati durante un'interrogazione?Com'è possibile spiegare loro che non posso ordinare a un cieco di leggere, a un sordo di udire, a un dislessico o discalculico di scrivere o pronunciare correttamente tutte le righe di un romanzo, di fare i conti a mo' di calcolatrice vivente? E poi ci si lamenta della nuova generazione perché «vuota, insensibile, superficiale… bla…bla…bla…». Quante idiozie si dicono!!!Cari adulti saputelli… ogni tanto facciamoci un esame di coscienza e scendiamo giù dal piedistallo. La nuova generazione ha bisogno di esempi che, spesso, risultano essere inesistenti o, peggio ancora, marci. Quanto vale un silenzio?Perché la scuola rimane indifferente e tace di fronte all'assassinio di una povera ragazza innocente che ha visto la sua vita squarciarsi a causa di una dannata bomba? E proprio davanti a una scuola? Forse perché «tanto a noi non capiterà mai, oppure… succede solo in "terronia", dove governa la Mafia, la mela marcia… Vadano tutti aff…, etc etc etc.Qualcuno si chiederà se la mia vuole essere una denuncia. Ebbene sì! Sono arrabbiata, delusa, incredula! I docenti sono sempre più carne da macello!!! In tutti i sensi!!! E poi c'è gente che, da anni, scalda la solita vecchia sedia e, come un registratore rotto, deturpa la scuola, ne minaccia la sua integrità, la svilisce e, soprattutto, toglie la possibilità di dare il proprio contributo a chi ha voglia di mettersi in gioco, con umiltà, impegno, competenza! Non sono nessuno per dire quali siano gli ingredienti giusti per essere un buon insegnante. Un po' come quello dei genitori, è un mestiere difficile. Di una cosa, però, sono certa: è doveroso dare messaggi forti e concreti ai «nostri ragazzi»… Dobbiamo provarci! E per far questo non servono i grandi sermoni…Scongiuriamo frasi del tipo: «Non mi riguarda», «Tanto mi promuovono lo stesso», «è handiccappato (con tono offensivo)», «è negro», «poveraccio», «ricchezza = onnipotenza», «ungi l'assu ca la rota camina (olia l'asse e la ruota cammina)», «non vedo, non sento, non parlo»… Non insegniamo ai ragazzi ad appiattirsi, ad omologarsi, a fare lo stretto indispensabile, a fregarsene di tutto.Facciamoci tutti promotori del rinnovo della nostra società da troppo tempo malata e lavoriamo affinché i nostri figli possano essere cittadini attivi, pensanti, onesti, responsabili e, soprattutto, liberi! No, non credo sia una chimera. Togliamoci le bende dagli occhi e procediamo a passo spedito!Anna Maria Carracchia (Una docente emigrata) Ospitaletto