Dislessia

Gli ebook come sostegno nella dislessia


Le particolari caratteristiche del libro digitale potrebbero essere un valido aiuto per i bambini dislessici, e per la dislessia in generale.E' quanto sostiene Marco Zorzi, il docente di Psicologia e Intelligente Artificiale dell'Università di Padova. Grazie ad una collaborazione con l'Istituto Burlo Garofalo di Trieste e all'Università di Aix En Provence (Marsiglia, Francia), è riuscito infatti ad osservare come, aumentando lo spazio tra le lettere delle parole che compongono un testo, i bambini dislessici potessero aumentare la loro velocità di lettura del 20%.Si tratterebbe di un notevole traguardo, in quanto generalmente per un aumento simile è necessario un intero anno scolastico. Questo però può avvenire unicamente su un testo in formato digitale, in quanto è evidente che non si possa agire su un libro cartaceo aumentando gli spazi tra le lettere, in quanto è un testo stampato.Per questo studio è stato reclutato sia un campione composto da bambini dislessici italiani (che contava, in totale, 34 bambini) sia un campione di bambini dislessici francesi (40 in tutto). L'età di questi campioni era compresa tra gli 8 ed i 14 anni, e lo studio si focalizzava su un particolare aspetto della dislessia, ovvero quello dell'affollamento visivo.A causa dell'affollamento visivo, una persona dislessica fa molta più fatica del normale nel leggere un testo scritto, in quanto il riconoscimento delle singole lettere è reso molto difficoltoso dal fatto che esse siano accostate ed inserite fra altre lettere. Alla base della lettura vi è proprio il riconoscimento della singola lettera, e questa ingestibile “confusione” rende quindi questa attività particolarmente difficile per una persona dislessica.Attraverso un accorgimento piuttosto banale, ovvero aumentando appunto lo spazio tra le varie lettere, è quindi possibile ottenere dei risultati in un tempo nettamente più breve rispetto a quanto accadeva in passato, e questo è possibile proprio grazie al formato digitale degli ebook. Inoltre migliora anche la capacità di comprensione di quel determinato testo; addirittura, si stima che il miglioramento sia ben del +50%.I risultati di questo studio sono stati inoltre pubblicati su una prestigiosa rivista, PNAS (un acronimo che sta per Proceedings of the National Academy of Scinces of the United States of America, che viene però solitamente abbreviato proprio in PNAS). Accedendo on line al sito di questa rivista, che viene stampata con cadenza settimanale ma che è dotata anche di un archivio digitale, chi fosse interessato potrà trovare maggiori informazioni rispetto a questo studio.Eugenia DuranteFonte: ebookmania