Dislessia

DAL QUOTIDIANO "LA REPUBBLICA" DEL 02/11/08


Dice lo scrittore Daniel Pennac:"Un vero professore si preoccupa di comprendere il dolore e la solitudine di un bambino che non capisce in un mondo di ragazzi che capiscono........ Solo noi insegnati possiamo tirarlo fuori da quella prigione, sia che siamo formati o meno".Pennac quella prigione la conosce anche per esservi stato, a scuola era afflitto da gravi problemi di ortografia e fu bocciato più volte. " Gli insegnati che mi hanno salvato, non erano formati per questo........erano adulti difronte ad un adolescente in pericolo. Hanno capito che occorreva agire tempestivamente...........alla fine mi hanno tirato fuori. Devo a loro la vita."Ma per tanti docenti cui nessuno, se non i dislessici, riconoscerà il merito di aver salvato migliaia di esistenze, ve ne sono altri che ritengono che il problema non li riguardi, giacchè affrontarlo non è incuso nel loro stipendio e nella loro formazione. Molti di loro non nascondono di considerare gli alunni dislessiciuna zavorra di cui vorrebbero liberarsi; e di conseguenza non tengono in alcun conto i certificati medici, non concedono gli strumenti compensativi e dispensativi previsti da una circolare Ministeriale del 2004.Più complicato, osserva lo psicologo Giacomo Stella, cambiare la cultura di questi insegnati che tuttora non riescono ad immaginare altra modalità di apprendimento che quel sistema rigido di misure standard e metodi fissi con i quali fu alfabetizzata l'Italia rurale, parecchi decenni orsono.