Il mio piccolino è un bambino fantastico, ha 10 anni e frequenta la 5° elementare. E' nato prematuramente alla 27° settimana di gravidanza (6 mesi), pesava soltanto 750 g, ed era lungo appena 25 cm., un "ranocchietto". Ha combattuto molto ed ha vinto la sua battaglia per la vita, ma questa è un'altra storia. Per anni si è impeganto per colmare la differenza fra la sua età anagrafica e quella del suo corpo, ma ovviamente nonostante vestisse i panni del "Bianconiglio" (sempre contro il tempo), il recupero totale si è avuto verso i 5/6 anni. Sempre distratto, scoordinato nei movimenti a rilento l'apprendimento scolastico. All'inizio della 2° elementare mi sono accorta che faceva gli stessi errori miei e di suo fratello: sbagliava la F con la V, la C con la G, scriveva i numeri al contrario, leggeva malissimo. Questa volta non ho avuto dubbi: anche lui ha un Disturbo Specifico dell'Apprendimento. I test hanno confermato quanto temevo: DSA di grado medio/grave. Ho parlato con le maestre, subito hanno messo in pratica le strategie del caso. I tre anni di logopedia, uniti all'ammirabile lavoro delle sue tre maestre, hanno fatto recuperare a mio figlio moltissimo. Gli elementi compensativi e dispensativi a lui accordati, gli permettono di avere un percorso scolastico tranquillo e profiquo, i compagni hanno imparato a rispettare i suoi tempi e le sue difficoltà. Ha solo 10 anni, ma conosce benissimo il suo disturbo, non si vergogna, è tranquillo e amato. Pensate che quando si trova davanti ad una supplente che non lo conosce, alza la mano e spiega i suoi problemi, spiega perchè ha bisogno e diritto ad usare gli elementi compensativi e dispensativi. Troppo forte!Ho raccontato le storie dei miei figli perchè si capisca il ruolo determinante che giocano gli insegnati e i genitori con i bambini con DSA. La differenza fra le storie fa capire come un bambino con DSA si possa SALVARE se aiutato e accettato per ciò che è e per ciò che può dare; come invece un bambino con DSA si possa DISTRUGGERE se non si comprendono le sue difficoltà rimanendo indifferenti alla sua richiesta di aiuto. C'è da riflettere e molto da fare, per vedere finalmente volare libere queste "povere rondini".