Non è una novità che alcuni bambini trovino delle difficoltà a scuola, infatti fin da quando ebbe origine la scuola sono esistiti i cosiddetti "secchioni" e i cosiddetti "asini". In presenza di bambini con difficoltà di applicazione e di apprendimento, ciò che è importante è capire se il bambino è davvero intellettualmente incapace, o se invece sia solo svogliato o addirittura soffra di qualche disturbo dell'apprendimento.Non è certo facile fare un'indagine in tal senso, ma almeno per uno di questi disturbi, la dislessia, potrebbero aprirsi le porte ad una tecnica diagnostica affidabile. Questo disturbo va ad interferire con la capacità di leggere e scrivere e ne soffre almeno il 12 % dei bambini delle elementari.Il Kings College in Pennsylvania ha condotto una ricerca su un campione di 50 studenti con lo scopo di individuare la dislessia in età prescolare. I ricercatori hanno equipaggiato questi bambini con una cuffia stereo dotata di sensori che sono stati collocati vicino alle orecchie ed agli occhi; ai bambini venivano inviati degli stimoli sonori ai quali essi dovevano rispondere con un rapido battito di palpebre; ai segnali sonori, poi, faceva seguito uno sbuffo d'aria. Lo scopo da raggiungere per i soggetti in esame era quello di rispondere con il battito di palpebre entro il più breve tempo possibile così da evitare lo sbuffo. Ebbene, i bambini affetti da dislessia hanno dimostrato di non riuscire a dare alcuna risposta al segnale sonoro, mentre quelli normali hanno imparato subito a battere le palpebre.Intorno al metodo graviteranno ancora ulteriori ricerche e studi. ma se come si crede esso si rivelerà affidabile, sarà possibile intervenire per correggere il difetto già in età prescolare così da non compromettere i futuri profitti scolastici di questi bambini.