Ben 5 proposte di legge sulla dislessia giacciono in parlamento, e di queste due sono in marcia verso la Commissione istruzione del Senato. Nonostante i circa 350 mila tra bambini e ragazzi che ne soffrono, la dislessia in Italia non esiste; almeno non sul piano normativoIn realtà nella passata legislatura si era affacciata la concreta possibilità di colmare tale lacuna: licenziata infatti dal Senato, la proposta di legge in materia di DSA era approdata in Commissione istruzione alla Camera. Accolte le modifiche presentate dall'AID, il testo sembrava seguire speditamente il suo iter. La battuta d'arresto del progetto, però, arriva con la caduta del governo.Esecutivo nuovo, testo nuovo. In verità sono ben 5 le proposte che giacciono in Parlamento; di queste, due perfettamente sovrapponibili anche nel numero di articoli si trovano in discussione congiunta in Commissione istruzione del Senato. Sono rispettivamente la 1006, che ha come primo firmatario il senatore del Pd Vittoria Franco, e la 1036 a firma del senatore Pdl Franco Asciutti. L'obiettivo è quello di approvare un testo in sede deliberante, cioè senza l'esame in aula.Entrambe le proposte contemplano innanzitutto il riconoscimento di dislessia, disgrafia e discalculia quali "DSA" e quindi, la diagnosi a carico del Servizio sanitario nazionale in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione.Da un lato sono previsti corsi di formazione ad hoc per il corpo docente e dall'altro tutta una serie di strumenti di supporto didattico per facilitare il percorso di apprendimento degli studenti dislessici. L'articolo 5, in particolare, ammette "tecniche compensative, che possono comprendere l'uso delle tecnologie informatiche e degli strumenti di apprendimento alternativi", oltre a prevedere "misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere, oppure la possibilità di fruire di tempi più lunghi di esecuzione di quelli ordinari".In sostanza, una volta convertite le proposte in legge, sarebbe sdoganato non solo l'uso del computer, ma anche di calcolatrici, tavole pitagoriche, correttore ortografico, sintesi vocale, registratori; dispensa dalla scrittura alla lavagna e lettura ad alta voce. Non mancheranno neanche le indicazioni per l'insegnamento della lingua straniera. E poi, sempre per facilitare il "successo scolastico", i testi puntano sia ad una didattica personalizzata e individualizzata sia ad alternativi metodi di valutazione.I testi delle Proposte di legge n. 1006 e 1036 sono consultabili sul sito dell'AID http://www.aiditalia.orgLeggere di seguito il Messaggio n. 26
DISLESSIA: DUE PROPOSTE DI LEGGE. SARA' LA VOLTA BUONA?
Ben 5 proposte di legge sulla dislessia giacciono in parlamento, e di queste due sono in marcia verso la Commissione istruzione del Senato. Nonostante i circa 350 mila tra bambini e ragazzi che ne soffrono, la dislessia in Italia non esiste; almeno non sul piano normativoIn realtà nella passata legislatura si era affacciata la concreta possibilità di colmare tale lacuna: licenziata infatti dal Senato, la proposta di legge in materia di DSA era approdata in Commissione istruzione alla Camera. Accolte le modifiche presentate dall'AID, il testo sembrava seguire speditamente il suo iter. La battuta d'arresto del progetto, però, arriva con la caduta del governo.Esecutivo nuovo, testo nuovo. In verità sono ben 5 le proposte che giacciono in Parlamento; di queste, due perfettamente sovrapponibili anche nel numero di articoli si trovano in discussione congiunta in Commissione istruzione del Senato. Sono rispettivamente la 1006, che ha come primo firmatario il senatore del Pd Vittoria Franco, e la 1036 a firma del senatore Pdl Franco Asciutti. L'obiettivo è quello di approvare un testo in sede deliberante, cioè senza l'esame in aula.Entrambe le proposte contemplano innanzitutto il riconoscimento di dislessia, disgrafia e discalculia quali "DSA" e quindi, la diagnosi a carico del Servizio sanitario nazionale in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione.Da un lato sono previsti corsi di formazione ad hoc per il corpo docente e dall'altro tutta una serie di strumenti di supporto didattico per facilitare il percorso di apprendimento degli studenti dislessici. L'articolo 5, in particolare, ammette "tecniche compensative, che possono comprendere l'uso delle tecnologie informatiche e degli strumenti di apprendimento alternativi", oltre a prevedere "misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere, oppure la possibilità di fruire di tempi più lunghi di esecuzione di quelli ordinari".In sostanza, una volta convertite le proposte in legge, sarebbe sdoganato non solo l'uso del computer, ma anche di calcolatrici, tavole pitagoriche, correttore ortografico, sintesi vocale, registratori; dispensa dalla scrittura alla lavagna e lettura ad alta voce. Non mancheranno neanche le indicazioni per l'insegnamento della lingua straniera. E poi, sempre per facilitare il "successo scolastico", i testi puntano sia ad una didattica personalizzata e individualizzata sia ad alternativi metodi di valutazione.I testi delle Proposte di legge n. 1006 e 1036 sono consultabili sul sito dell'AID http://www.aiditalia.orgLeggere di seguito il Messaggio n. 26