Dislessia

Circolo Didattico Fratelli Bandiera di Parma dice no alla valutazione numerica


PARMA, 19 FEBBRAIO - Il circolo didattico Fratelli Bandiera di Parma dice no all'introduzione della valutazione numerica nella scuola primaria. Dalla  nota stampa:Come “maestri” riteniamo che nell’applicazione delle norme sulla valutazione numerica non si sia minimamente tenuto conto degli elementi propri di bambini dai 5 agli 11 anni, per mantenere le caratteristiche di una valutazione formativa, che rilegga  l’esperienza scolastica a partire dalla persona, nella sua globalità..............Valutare non è trascrivere dati, non è la misurazione di bilanci, di forze, di terremoti, di monti o strade, stiamo parlando di materiale umano e come tale va guidato con cura e rispetto.....Non vogliamo una scuola che minacci gli alunni con lo spettro di un voto punitivo...Se un bambino di 6-7 anni fatica nell’apprendimento della letto-scrittura, delle discipline matematiche o nell’approccio allo studio non significa che “non ne ha voglia” e che la mortificazione meritocratica possa aiutarlo; se un alunno di quell’età (5-11 anni) non apprende è perché ha bisogno di fiducia ed autostima, alimentate da percorsi di rinforzo, per poter raggiungere gli obiettivi utilizzando strade alternative e mirate. Ci sono bambini che pur non avendo deficit intellettivi, né psicologici, neurologici o sensoriali e buona stimolazione familiare, hanno difficoltà a leggere e scrivere in modo adeguato per motivi diversi dalla buona volontà. Ormai è risaputo che i ragazzi che un tempo erano definiti “asini” non erano altro che alunni con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) o nei casi più gravi dislessici. Ora sappiamo che il fattore tempo, cioè il supporto più precoce possibile, unito ad una buona professionalità nell’organizzare gruppi laboratoriali, porta questi alunni ad un percorso scolastico “normale”. Affermiamo il nostro dissenso affinché nel futuro, attraverso l’azione comune delle famiglie e dalla scuola, le norme contenute nella Legge 169/08 vengano abolite, e si dia il via nella scuola a un profondo percorso di riflessione sugli obiettivi formativi che le competono, così come la Costituzione definisce. Articolo completo: http://blog.libero.it/alcolismo/6549147.html