Dislessia

Lettera di Tullia Marianelli


Voglio rispondere alla MAMMA Maria Pia Orondini in merito alla lettera lettera di Maria Covini Cara Maria Pia ti sono vicina ed approvo quello che dici; solo le mamme che come te hanno lottato per i loro figli possono capirti.Ho fatto grandi battaglie, pianti, discussioni con la scuola, prima da sola poi con l' appoggio della AID (Associazione Italiana Dislessia); grazie a tutto questo siamo riuscite a riconquistare la fiducia in noi stesse ma soprattutto mia figlia è riuscita a credere di nuovo in se stessa ed affrontare le problematiche della scuola con un' altra forza. Oggi è ancora "in compagnia della sua cara amica dislessia" ; un amica che la seguirà sempre ma che la fa essere una "persona speciale"Ti racconto un episodio, fra i tanti, che mi fece capire che dovevo fare qualcosa e da sola: IV elementare (quattro anni di calvario: vedevo, ma non riuscivo a capire e nessuno mi dava una mano) il maestro mi dice che non riesce a cambiarla: sempre disattenta, sempre con il cervello in altre faccende affaccendato, sempre "sprecisa", sempre scorretta, sempre indietro nel compilare i compiti, il suo soprannome era "lumachina", in classe la fa leggere tanto ad alta voce, tanto ma così tanto che lascia indietro gli altri (e questo non è giusto). Ha spiegato storia e lei guardava fuori dalla finestra ad un certo punto si è fermato ma lei sempre attenta a quello che era fuori dalla finestra; con un colpo sulla cattedra l' ha chiamata a ripetere quello che era stato detto fin ad allora: la bimba ha ripetuto tutto con dovizia di particolari. Mi dice: "Non so più come e che cosa fare".Questo succedeva 11 anni fa (ora è all' Università) e come vedi su questo problema c' è ancora molta disattenzione e disinformazione quindi dovremo lottare ancora per i nostri figli e per quelli che seguiranno, lottare per questi ragazzi "SPECIALI" ; allora "accettiamo" , anche se a malincuore, le persone come la sig. Covino, aiutiamola a riflettere meglio ad informarla con le nostre storie così che possa aiutare meglio i ragazzi in quella che ritengo debba essere la sua missione: l' insegnante ma prima ancora "educatore" (chi si occupa di problemi didattici e pedagogici).Tullia Marianelli