Dislessia

DISLESSIA E D.S.A di Cristiana Zucca


DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTOmercoledì 24 giugno 2009 LA DISGRAFIALa disgrafia rientra nei DSA, può essere associata agli altri disturbi specifici come no.CAUSE DELLA DISGRAFIALa disgrafia può dipendere dalla dislessia come da una scarsa coordinazione oculo manuale; uno sviluppo incompleto della lateralizzazione e dal mancinismo.COME LA SI RICONOSCE?La disgrafia è facilmente riconoscibile, sopratutto quando si passa al corsivo. Il bambino è :
molto più lento rispetto al gruppo classefatica moltola sua grafia è a volte incomprensibileil tratto è irregolarele lettere possono essere sovrapposte o eccessivamente distaccatenon riesce a mantenere in modo regolare lo spazio dei margini del foglio e della rigascrive con grandezze irregolari: può partoire con parole macroscopiche e arrivare a parole rimpicciolite, oppure all'interno di uan setssa parola le lettere possono essere di dimensioni diversele lettere non sono inclinate nel modo giusto: o troppo o troppo poco...l'impugnatura della penna è scorreta la postura del corpo e delle mani non sono corretteil bambino disgrafico può apparire goffo e scoordinato nei movimentoi quindi è utile un'attenta osservazione della sua attività motoria. Può essere maldestro.non è ordinato, quidni è naturale che non riesca a mantenere una certa organizzazione spaziale, soprattutto in matematicaCHI FA LA DIAGNOSI?La diagnosi di disgrafia può essere fatta sia da una psicomotricista sia da una logopedistaCOME AIUTARE IL BAMBINO DISGRAFICO?Prima di tutto è indispensabile che nella scuola dell'infanzia venga posta moltissima attenzione allo sviluppo della motricità fine con appositi esercizi legati alla manualità (impastare, manipolare il pongo.., infilare pasta e perline in un filo; ) bisogna dare tantissimo spazio al pregrafismo che non è l'insegnamento della lettura e della scrittura, come succede in alcune scuole!Bisogna insegnare la postura corretta durante le attività grafiche e la giusta impugnatura della matita: gli errori di impugnatura vanno corretti il primo possibile, non più tardi della prima elementare. Per insegnare come si tiene in mano una matita esistono diversi esercizi:http://www.peav.it/articolo_03.html'indice e il pollice sono la bocca della paperetta che becca il grano (il grano è una pallina che dev'essere presa dalle due dita) la paperetta (sempre l'indice e il pollice) prendono la matita e l'appoggiano sul medio lasciandola scorrere lentamente sull'incavo creatosi tra le ditaLa scuola primaria deve porre moltissima attenzione alla postura e alla corretta prensione della matita/penna e correggere eventuali errori. Non bisogna assolutamente presnetrae il carattere ollohrafico corsivo da subito ma dare ampio spazio allo stampatello partendo dalle lettere che hanno tratti simili e semplici. Al corsivo si può passare in seconda elementare, viste le aspettative di molti genitori, però, è necessario che tale decisione metodologica venga spiegata a inziio anno e, ovviamente, deve riguardare l'intero gruppo classe. Se il bambino disgrafico continua adimostrare fatica nello scrivere in corsivo si può concordare con l'uso l'uso dello script a cui potrà passare quando si sentirà sufficientemente pronto. Inoltre, l'uso dello script può evidenziare la presenza o meno di una disortografia in quanto poichè le lettere sono staccate tra di loro l'eventuale omissione di parti può essere legata a una mancata automatizzazione della regola ortografica e non a una difficoltà grafica come , invece, può accadere nel corsivo.Le righe migliori per un disgrafico sono quelle che delimitano esattamente lo spazio, quindi le classiche righe per al prima e la terza elementare. Di difficile uso sono quelle di 5° in quanto essendo tutte uguale non danno un riferimento preciso a livello di organ izzazione spaziale. E' essenziale che i quaderni abbiano i margini e che il destro venga evidenziato dal sinistro con colori diverso, questo per aiutare l'orientamento nella scrittura.In matematica si possono usare i quadrettoni da 1 cm, utili anche per fare le cornicette. I bimbi disgrafici presentano tantissime difficoltà in questa pratica che va assolutamente allenata in previsione del disegno geometrico.Di fronte a una disgrafia grave è necessario utilizzare il pc, personalmente sono dell'idea che il pc debba essere usato come strumento dispensativo laddove è necessario avere un elaborato chiaro e leggibile (ad esempio in uan prova d'esame) altrimenti sono del parere che al bambino debbano essere dato degli strumenti "comuni" in quanto lo scrivere fa parte del nostro quotidiano e non sempre si ha a disposizione un pc. Certe pratiche non devono essere perse o abbandonate, semplicemente vanno trovate delle soluzioni congeniali alla propria peculiarità, che comportano un minore dispendio di energia e una minore ansia.I bambini disgrafici si rendono conto di non riuscire a scrivere a bene, sanno paragonarsi ai compagni e spesso l'insoccesso mina l'autostima. E' giusto pretendere un buon grado d'impegno, una particolare attenzione all'ordine ma bisogna tenere conto dei limiti e dello sforzo emotivo e pratico che certe richieste comportano. Una volta che il bambino è conosce la sua difficoltà, sa quali sono le ragione della sua brutta scrittura, non è necessario ribadirglielo ed evidenzialo costantemente in quanto potrebbe essere fomnte di frustrazione. Ciò che deve fare un'insegnante è di concordare con lui un percorso che lo aiuti a migliorare e a correggere ciò che non va, ad esempio la postura e l'attenzione. Il bambino disgrafico difficlmnete riecse ad essere ordinato quindi è inutile che abbia un quaderno perfetto, però lo si può aiutare con delle indicazioni. Ad esempio se deve incolonnare dei numeri si possono usare dei simboli che lo aiutino ad organizzare lo spazio. Bisogna guidarlo a uan giusta pressione della penna sul foglio senza pretendere che questo autocontrollo avvenga dall'aggi al domani, magari non avverrà mai!In quanto alla valutazione bisogna valutare il contenuto e non la grafia: MAI abbassare il voto perchè il bambino non ha una bella grafia!!!! Se si abbassa il voto perchè "ha scritto male" si possono avere ripercussioni emotive, il bambino può demoralizzarsi perchè sa di aver dato il massimo, sa di aver impiegato tutte le energie senza raggiungere il risulatto atteso da genitori e insegnanti, pertanto c'è il rischio che rifiuti la disciplina o che, in casi davvero estremi, abbandoni la scuola. Lo scrivere bene è tutta una questione di abilità e non di volontà.Il bimbo disgrafico non e' abile nella grafia nonostante la buona volontà e il massimo impegno!La scuola quando evidenzia la presenza di una disgrafia deve parlarne alla famiglia al fine di concordare un percorso metodologico comune. Non bisogna sovraccaricare il bambino di esercizi di bella scrittura: sarebbero controproducenti.I bambini disgrafici possono trovare giovamento da una riabilitazione psicomotoria che va ad agire anche sulla sfera emotiva spesso compromessa, bisogna però fare attenzione che lo specialista in questione sia formato in STRATEGIE ERGONOMICHE DELLA SCRITTURA, quindi non basta un semplice psicomotricista. ANCHE SUL MIO SITO DSA Dislessia