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Emergenza AlcolismoDislessia: entreranno in aula computer, calcolatrici, audiolibriMassimo Rondi *Finalmente una buona notizia! È in discussione alla Camera dei Deputati una legge, già passata al Senato, in cui vengono riconosciuti e definiti i disturbi specifici dell’apprendimento, come la dislessia, che in Italia interessano il 5 per cento della popolazione scolastica. Il testo della legge sulla dislessia, invocata da chi ha lamentato l’indifferenza della scuola per questo problema, suscita ora grande approvazione e qualche lieve disapprovazione. L’approvazione di chi la ritiene giustamente un enorme traguardo al quale guardare con speranza, perché la scuola di ogni ordine e grado dovrà ora prevedere “misure dispensative” e “strumenti compensativi” (quali pc, calcolatrice, audiolibri). Disapprovazione da chi critica proprio l’uso di questi “strumenti compensativi” (sintetizzatori vocali, registratori che leggono al posto dell’alunno, computer con correttore ortografico, video scrittura, calcolatrici). «Appare evidente l’incongruenza di questa legge che da una parte vuole garantire il diritto all’istruzione, rimuovendone gli ostacoli, dall’altra crea dei futuri cittadini disabili», scrive l’insegnante Maria Covini in una lettera al Giornale di Vicenza e alla Provincia di Como.In realtà, prima o poi ci si imbatte in qualcosa che non può essere semplicemente ascoltato o vocalmente sintetizzato, ma che deve essere letto. Per questo si scrivono anche in braille etichette, fumetti, display e quant’altro. Come misura didattica di supporto il disegno di legge accenna alla necessità di prevedere tecniche compensative. Poiché la dislessia è etimologicamente disturbo della lettura, curioso davvero che non si accenni al supporto più classico della lettura stessa, il libro: “strumento compensativo” per la dislessia, anzi rieducativo, quando sia stampato con accorgimenti particolari e addirittura con un nuovo carattere, come l’EasyReading a massima leggibilità brevettato da Edizioni Angolo Manzoni per i dislessici, unico caso in Italia.* dislessico a suo tempo non riconosciuto