Dislessia

Dislessica bocciata, maturità da rifare


Fonte: La Repubblica (Genova)
I professori del liceo classico Bernini dovranno far rifare l'esame di maturità, mettendo a disposizione di una studentessa dislessica gli strumenti "compensativi" e "dispensativi", in modo che possa sostenere le prove, adattandole alle sue capacità di apprendimento, di scrittura e di espressione. La sentenza del Tar-Liguria è arrivata ieri, dopo 6 mesi dalla bocciatura della ragazza, avvenuta nel giugno scorso. Al Tribunale Amministrativo Regionale si sono rivolti i genitori, sostenuti dall'avvocato Raffaella Rubino. Una famiglia (il papà è un dirigente della Regione) che abita in via Assarotti, decisa a far rispettare ciò che la legge prevede sugli esami di Stato per i soggetti affetti da Dsa (Disturbi Specifici di Apprendimento), tra cui la dislessia. L'ordinanza ministeriale numero 40 stabilisce le "misure compensative": registratori, dizionari in formato multimediale, tabelle morfologiche e dei complementi, perfino l'utilizzo di un computer con correttore ortografico, nonostante le norme generali lo vietino a tutti gli altri studenti (pena l'esclusione dagli esami). Durante la prova devono essere rispettate anche le "misure dispensative": niente versione scritta di Greco, le risposte in Inglese devono essere soltanto orali, in sostituzione del tema di Italiano sono previsti quiz a risposta multipla. Tutti accorgimenti per attenuare le difficoltà. «Ma che non sono state rispettati - spiega l'avvocato Rubino - inoltre, la commissione esaminatrice, che era stata bocciata dal Tar una prima volta, non è stata rinnovata completamente». La vicenda, infatti, è stata oggetto di altre due sentenze della giustizia amministrativa. Sempre dal giugno scorso ad ora. Nel ricorso presentato dall'avvocato contro il liceo paritario di via XX Settembre, la commissione esaminatrice e il Ministero dell'Istruzione, è stata raccontata la storia di questa bambina affetta da dislessia fin dalla nascita (nel 1988)i cui genitori, però, scoprono il disturbo soltanto quando la mandano a scuola. La vicenda pone l'attenzione su un tema delicato: le difficoltà nella lettura (dislessia), nella scrittura (disgrafia) o nel calcolo (discalculia) di cui soffre il 3% degli studenti italiani. Talvolta senza saperlo. Comunque, la ragazza possiede un curriculum scolastico buono, almeno fino al terzo liceo classico, quando nel maggio del 2008 non è ammessa alla maturità. L'anno dopo ripete e i professori la ammettono agli esami di Stato con una valutazione "sufficiente", accompagnata da un giudizio scritto: "Impegno e interesse cresciuti, anche se in presenza di carenze dovute a disturbi certificati". All'esame finale però le danno 55 punti su 100.