Dislessia

CAPIRE LA DISLESSIA PER CAPIRE GLI ALTRI


FONTE:CATANIA POLITICA di Francesco Piazza- Molto spesso in ambiente scolastico si sente parlare di termini come dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia ma non sempre se ne comprende bene il significato. Molto spesso gli insegnanti convocano i genitori invitandoli a rivolgersi a specialisti del settore per verificare attraverso la diagnosi funzionale se nel discente possono essere presenti tali problemi. Negli ultimi anni, in ambiente scolastico il 5% della popolazione risulta esserne affetto. Ma che cosa sono i disturbi specifici dell’apprendimento? come si individuino gli stessi,? quali siano i meccanismi che si attivano e quale importanza hanno i  docenti e genitori  nella trattazione del disturbo? Tutti interrogativi a cui è necessario fornire adeguata risposta. Noi ci proveremo cercando di chiarire in maniera semplice e chiara le idee a tutti. Iniziamo dicendo che esistono,  delle leggi regionali e dei protocolli d’intesa con il Ministero dell’Istruzione che regolano lo “status” di dislessico, con l’obbligo da parte degli insegnanti di mettere in campo strumenti e strategie compensative per rendere l’apprendimento più agevole possibile. I disturbi specifici dell’apprendimento, non intaccano l’intelligenza generale della persona, sono degli automatismi che non vengono assimilitati meccanicamente  e causano nell’individuo che ne soffre uno sforzo di energia maggiore rispetto ai suoi pari che rallenta in maniera drastica tutta la sfera dell’apprendimento. Tali problematiche si manifestano in età scolare con alcuni sintomi specifici quali   l’inversione delle lettere (li per il) confusione di lettere (v con f, d con b) o ancora disturbi nella lettura di parole e nella scrittura dei grafemi; altre forme riguardano la difficoltà nel compiere calcoli e nella memorizzazione delle tabelline; tutto ciò crea nell’individuo un rallentamento delle procedure di studio, causando nei casi più gravi frustrazione, riduzione dell’impegno scolastico, sfiducia nelle proprie capacità, ansia, tristezza e rifiuto nello svolgimento di determinate discipline (storia, scienze, geografia, ecc). In questo svolgono un ruolo fondamentale gli insegnanti e i genitori che osservando il bambino sia a scuola che a casa possono, con un’accurata conoscenza del problema,  agire tempestivamente, segnalandolo alle unità sanitarie competenti per l’eventuale accertamento del disturbo specifico dell’apprendimento. Bisogna far capire a tutti, che i disturbi di apprendimento non sono della malattie, vanno trattate in maniera tale che l’individuo non si crei una barriera  che lo estranei dal mondo; sulla base della diagnosi stilata dagli specialisti competenti, esistono strumenti idonei al superamento del problema; per essere chiari se un individuo ha un problema nella lettura, attraverso i libri digitali e il sintetizzatore vocale, questi può comunque “leggere” ascoltando la voce digitale; per chi ha difficoltà di scrittura esiste il computer che  nel suo principale programma di video scrittura, attraverso l’uso e l’implemento delle funzioni della tastiera e il correttore ortografico permette una fluidità nella scrittura di testi; o ancora nel calcolo attraverso strumenti specifici si facilitano le operazioni matematiche. All’individuo non deve essere nascosto il disturbo, lo stesso deve essere in grado di accettarlo e solo così potrà riuscire ad attivare quei meccanismi atti al superamento del problema.  Da oltre dieci anni opera su base nazionale l’Associazione Italiana Dislessia (AID) che con  un servizio informativo per genitori, docenti e tecnici della sanità, corsi di formazione e quanto altro permetta la conoscenza e la trattazione delle problematiche esposte. Nel 2009 la stessa ha siglato un importante accordo con la fondazione Telecom Italia per venire incontro ai dislessici, come la diffusione di libri digitali che vengono recapitati su richiesta agli interessati, l’organizzazione di screening nelle scuole, di campus residenziali per ragazzi ed altre attività informative che sensibilizzano ad una maggiore conoscenza del problema.  Ci auguriamo che questo articolo,  serva a noi tutti per conoscere degli argomenti che fanno parte della nostra vita quotidiana  e se trattati con le dovute competenze aiutano a vivere meglio.